“I ragazzi devono mettermi in difficoltà”. Così il tecnico del Foggia Fabio Gallo ha più volte spiegato l’approccio che deve avere la sua squadra in ogni istante della settimana. Un messaggio diretto e chiaro rivolto a tutti i suoi giocatori, ma soprattutto a quelli che fino a questo momento non hanno praticamente mai visto il campo. Su tutti, Joaquin Domingo Dalmasso. Il giovane portiere argentino è stato l’assoluto protagonista della sfida di Coppa Italia contro la Juve Stabia mercoledì sera al Menti.
Una performance di livello, che ha visto l’estremo difensore esibirsi in una serie di interventi salva-risultato nell’arco dell’intera partita. La prima volta in cui il 22enne portiere di Rio Quarto è salito in cattedra è stato al 44’ del primo tempo, quando su un tiro insidioso di Pandolfi ha deviato in angolo allungandosi sulla sua sinistra. La seconda, invece, al 74’ e ancora una volta su un tiro dell’attaccante ex Cosenza.
Ma è stato il terzo intervento che ha fatto scattare sulle sedie i tifosi rossoneri, all’83’ infatti è riuscito a togliere dalla porta un’incornata di Zigoni che pareva destinata a concludere la sua corsa in rete. Un gol praticamente fatto, che Dalmasso è riuscito ad evitare con un intervento plastico e istintivo. L’ultima prodezza, prima delle due parate decisive durante la lotteria dei rigori sui tiri di Pandolfi e Ricci: la conclusione perfetta di una partita perfetta, nella quale il numero uno rossonero ha messo nuovamente in mostra quelle che sono le sue qualità innate. Una buona notizia, di certo non una novità.
Del resto i tempi in cui Dalmasso scendeva in campo con regolarità non sono poi così lontani: 19 febbraio ‘22, Monopoli-Foggia (0-1), la prima in assoluto con la maglia rossonera. Da quel momento l’argentino non ha più lasciato il campo fino alla prima sfida di campionato di quest’anno contro il Latina coincisa con un inatteso 1-3. Una sconfitta roboante che ha trovato in alcuni suoi errori, il capro espiatorio del ko. Forse un’esagerazione, ma alla quale Dalmasso non ha potuto comunque controbattere, visto i ritorno in pianta stabile di Nobile tra i pali. Almeno fino all’altro ieri, quando Gallo ha voluto concedergli la possibilità di mettersi di nuovo in mostra. “I ragazzi devono mettermi in difficoltà”, aveva sottolineato il tecnico di Bollate, e il giovane Dalmasso non se l’è fatto ripetere due volte: prestazione da urlo e palma di migliore in campo. Elementi tutt’altro che trascurabili e che portano inevitabilmente a porsi una domanda: può uno come lui restare in panchina?
Finora Gallo (come il suo predecessore Roberto Boscaglia) ha dimostrato di avere le idee chiare: è Nobile il titolare. Del resto, se non avesse saltato la prima giornata di campionato, anche Dalmasso avrebbe fatto il suo esordio stagionale in Coppa Italia, proprio come il suo collega Raccichini. Che come il portierino sudamericano è stato l’eroe del successo in Coppa e ai rigori sull’AZ Picerno allo Zaccheria. Merito dell’ex Virtus Francavilla che finora è riuscito a conquistare la fiducia dei suoi allenatori e del popolo rossonero, soprattutto dopo quel penalty parato a Potenza.
Quel che appare certo è che Gallo sui portieri può sicuramente dormire sonni tranquilli: da Nobile a Raccichini, passando per il giovane Dalmasso ha solo l’imbarazzo della scelta.
Un trio di assoluto valore che, per la gioia del tecnico milanese, è destinato a metterlo puntualmente in difficoltà per il resto della stagione.
Roberto Ciavarella - l’Attacco
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).