Foggia, dalle stalle alle stelle. In appena 40 giorni si è compiuta la rivoluzione di Fabio Gallo

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Dalle stalle alle... stelle. Quaranta giorni dopo è tutto un altro Foggia, la vittoria di Monopoli certifica le ambizioni di una squadra che adesso non può più nascondersi dietro il dito e che non può non guardare al futuro con rinnovato ottimismo. Le 7 giornate di Fabio Gallo sulla panchina rossonera sono state sufficienti a far cambiare pelle al Foggia: dal 2-0 di Pagani dell’8 ottobre scorso allo 0-2 del Veneziani di domenica scorsa c’è il ribaltone ideologico di un allenatore che oltre a racimolare la bellezza di 14 punti che valgono per la prima volta in stagione l’ingresso in zona playoff, in punta di piedi ha saputo imporre la svolta.

Entrando nella testa dei suoi giocatori, che avevano smarrito l’autostima e risollevandoli da quello stato di apatia nel quale tutto il gruppo era piombato.

Facendo leva anche sul gap sul piano fisico che la squadra stava pagando a caro prezzo. E che il preparatore Massimiliano Botto ha saputo abilmente colmare in poche settimane.

C’è tutto questo, e molto altro ancora, nella rinascita del Foggia che dalla notte del 4 ottobre di Coppa allo Zaccheria con l’AZ Picerno (gara alla quale Gallo assistette in tribuna) ad oggi ha perso una sola volta: al debutto in panchina il sabato successivo, e poi infilato una striscia positiva di 6 risultati utili consecutivi che hanno fruttato 4 vittorie (Crotone, Andria, Viterbese e Monopoli) e due pari (Juve Stabia ed Avellino).

Un trend da big del girone, che pone i rossoneri alla stregua di Catanzaro, Pescara e Crotone, le formazioni che vantano un tasso tecnico superiore a tutte le avversarie. E che inevitabilmente ripropone il vecchio tormentone che sta facendo da leitmotiv alla risalita in classifica di Di Pasquale e soci: ma non è per caso che realmente il Foggia, in altre condizioni, sarebbe stato in grado di contrastare il passo alle tre reginette del girone? E che quinbdi le scelte estive della proprietà non fossero poi così scellerate ed approssimative come si è invece voluto far creere?

La riprova ovviamente non esiste, e dunque sull’argomento è giusto che le opinioni siano le più disparate, ma è palese che l’avvento del tandem Lauriola-Gallo abbia rimesso ordine ad un puzzle che era lo specchio del caos tecnico dettato dalla proprietà. Che si era avventurata in alcune opzioni (Boscaglia in prima battuta, e Belviso a ruota) assai opinabili.

E meno male che strada facendo Nicola Canonico si sia ravveduto, ammettendo i propri errori e correndo in tutta fretta ai ripari, viceversa il Foggia si sarebbe infilato in un vicolo cieco senza uscita. Gallo con la sua media di 2 punti a gara da quando si è accomodato in panchina ha messo ordine lì dove c’erano ormai solo macerie, restituendo innanzitutto un’anima ad un gruppo che aveva perso la bussola, e che dopo il clamoroso tonfo interno con il Pescara pareva avviato ad un punto di non ritorno.

I successivi ko con Taranto e Gelbison sono stati l’ultimo scorcio negativo di una stagione che pareva già ampiamente compromessa dopo poco più di un mese, e che invece Fabio Gallo ha saputo riprendere per i capelli. Magari anche con un pizzico di fortuna, che non guasta quando sei sul fondo della classifica, ti chiami Foggia e ti rendi conto che è proprio difficile fare peggio di quanto fatto fino a quel momento.

La risalita, paradossalmente, è partita proprio dalla terza sconfitta di fila di Pagani, è stato quel pomeriggio che si sono poste le basi per rialzare la testa. Con quella prima mezz’ora che è stata la netta antitesi di tutte le precedenti prestazioni inanellate fino a quel momento. La vittoria stentata (ma meritata) sul Crotone ha liberato psicologicamente la squadra dal blocco mentale che la opprimeva e le ha dato nuovo slancio. Che il pari sul filo del gong di Castellammare di Stabia ha allungato a dismisura. La reazione dei secondi 45’ nel derby con l’Andria, dopo quel primo tempo che pareva un pericoloso ritorno al passato, sono stati poi la conferma che la svolta fosse davvero vicina. E infatti a Viterbo è arrivato il primo raid esterno, e con esso la consapevolezza che il peggio fosse ormai alle spalle. L’1-1 con l’Avellino ha fortificato le certezze di una squadra che finalmente si è calata nella mentalità del campionato, e che quando non riesce a vincere comunque non perde, lo squillo di Monopoli infine ha rìdato la stura ad ambizioni play-off con vista sul quarto posto.

Quaranta giorni per voltare pagina e ripartire: e in ognuna delle 7 gare che hanno segnato la svolta, Gallo ci ha messo sempre qualcosa di suo: nelle scelte, negli atteggiamenti e in una idea di calcio che ha saputo trasferire sapientemente ai suoi.

Ovviamente il processo di maturazione è solo agli inizi, il tecnico di Bollate per primo è convinto che i margini di miglioramento dei suoi siano ancora notevoli. Anche perché di mezzo ci sarà un mercato di riparazione che promette scintille. E che potrebbe consentire al Foggia di compiere il definitivo salto di qualità.
Per quali traguardi resta tutto da stabilire.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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