Peccato per il pari, ma la prestazione resta. Ed è dalla prova di forza esibita sul campo della seconda della classe che il Foggia riparte. Per presentarsi dopodomani al Moccagatta contro la Juventus Next Gen con la consapevolezza di avere le carte in regola per accedere alla doppia finale di Coppa. La tappa di avvicinamento a quello che diventa l'appuntamento-clou della stagione rossonera apre il cuore
alla speranza: gara di personalità di Di Pasquale e compagni allo Scida contro una formazione che seppure spuntata e in crisi di identità, rimane una delle più autorevoli candidate al salto di categoria.
Gallo se l'è giocata a viso aperto e senza esasperati tatticismi, affidandosi ad un gruppo che per quanto numericamente ridotto all'osso ha retto l'urto con disinvoltura, senza mai dare l'impressione di andare in affanno.
Il vantaggio di Frigerio è stata la naturale conseguenza di una migliore organizzazione che alla distanza è emersa netta, senza il capolavoro di Dini sulla rasoiata che avrebbe meritato migliore fortuna di Iacoponi (protagonista al contrario anche nell'intercettare in precedenza la conclusione nell'area piccola di Schenetti a botta sicura) la gara avrebbe avuto un diverso epilogo, e regalato ai rossoneri il sesto exploit stagionale in trasferta. E invece il pari del Crotone è arrivato sui titoli di coda immeritato almeno quanto casuale, perché i calabresi padroni di casa mai nell'arco del match hanno dato la sensazione di poter rimettere in piedi una partita che ha ribadito tutti gli stenti del momento della formazione di Lerda. Che poi nel dopo gara ha provato ad aggrapparsi sugli specchi insistendo sul gol in fuorigioco del Foggia, senza invece assegnare i giusti meriti all’avversario. Garattoni ha fatto ancora una volta centro, peccato solo nella porta sbagliata... Ma tant’è.
Al di là dell'episodio sfortunato che ha inficiato il risultato finale, restano le note liete di giornata in casa rossonera: a cominciare dal debutto dal 1' fra i pali di Thiam che ha rilevato a sorpresa Nobile confermando di poter essere molto più di una semplice alternativa. Non c'era Costa, e allora Rizzo è tornato ad agire da quinto di centrocampo, il che ha comportato l'inserimento nella cerniera a tre di difesa di Rutjens come braccetto di sinistra.
Lo spagnolo non ha demeritato, la sua fisicità si è fatta sentire in una gara in cui il Foggia ha dovuto fronteggiare l'attacco d'emergenza del Crotone. Tornerà sicuramente utile in questa seconda fase di stagione nel corso della quale occorrerà far rifiatare in difesa qualcuno dei titolarissimi nella lunga volata playoff.
Frigerio, gol a parte, ha garantito tanta quantità al reparto di centrocampo, difficile rinunciare ad uno come lui soprattutto quando c’è da fare legna e densità in mezzo al campo. Bene anche Iacoponi, che ha sfoderato una prestazione generosa e di contenuti che avrebbe meritato di essere suggellata con il gol. Infine Schenetti: per un'ora si e preso la scena, dimostrando di essere un giocatore completamente recuperato per Gallo. Un rinforzo di qualità e di assoluto spessore che va ad impreziosire il roster di Gallo in un frangente della stagione in cui il tasso tecnico può fare la differenza.
Verso Alessandria Gallo ritrova qualche pezzo del suo mosaico (Costa e Di Noia), anche se rischia di dover rinunciare ad Ogunseye uscito malconcio da Crotone e che con la perdurante assenza di Beretta rischia di tenere fuori contemporaneamente le due uniche prime punte a disposizione in rosa.
Dopodomani sera al Moccagatta servirà sfoderare un'altra prestazione di spessore, la Juventus Next Gen è avversario da prendere con le molle, anche i bianconeri sono reduci da un ottimo pari in trasferta (1-1 sul campo della capolista Pro Sesto) e promettono di dare battaglia fino in fondo. Serviranno quindi il miglior Foggia ed i migliori interpreti possibili.
Il resto lo farà la carica dei 2mila e passa cuori rossoneri che proveranno a trascinare la squadra verso l'ultimo atto della Coppa Italia.
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