Il Vangelo secondo Somma, scopriamo quali sono la sua idea di gioco e la filosofia di calcio

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

Con la Fidelis sabato scorso ha rotto il ghiaccio. E, seppure solo dalla tribuna, è stato un cin-cin vincente. Domani però, scontata la squalifica, sarà debutto di fuoco per Mario Somma sulla panchina del Foggia.

Perché per il 59enne tecnico di Latina quello contro la Viterbese sarà una specie di derby. Da vincere a tutti i costi per allungare la striscia positiva ad 8 gare, e per tenere sempre in caldo il terzo posto. Indipendentemente da quello che sarà il risultato del Pescara di Zdenek Zeman, che ospita la Juve Stabia all’Adriatico.

Ovvio che di fronte ai suoi nuovi tifosi, Somma ci tenga in maniera particolare a fare bella figura, in questi dieci giorni da quando ha messo piede in città ha approfondito la conoscenza dei singoli, premurandosi soprattutto di lasciare le cose intatte e di non confondere le idee ai suoi con l’introduzione di nuovi concetti che a questo punto della stagione possono rivelarsi dannosi.

Il modulo, dunque, resta invariato. A metterci mano Somma non ci pensa nemmeno lontanamente, si va avanti con il 3-5-2, che con Fabio Gallo alla guida del Foggia è diventato un marchio di fabbrica.

Tutt’al più potrà cambiare qua e là qualche interprete, ma senza alterare equilibri che ormai sono consolidati. Difficile, d’altro canto, incidere in corsa, Somma lo sa bene ed è per questo che il suo ruolo di qui alla conclusione della stagione sarà preferibilmente quello di “gestore di risorse”. Anche se poi patron Canonico gli avrà sicuramente chiesto di interfacciarsi di frequente con la proprietà. Molto più, magari, di quanto non abbia fatto Gallo.

Ma qual è la filosofia di calcio di Mario Somma? E quale il sistema di gioco che predilige? Se, cioè, fosse arrivato a Foggia ad inizio stagione, come avrebbe impiantato il suo undici-base? Lo abbiamo scoperto attraverso la tesi che ha discusso per prendere il patentino.

Il modulo prediletto da Somma è il 4-2-3-1. Per il ruolo di portiere precisa che “non ho preferenze, se non è già chiara una graduatoria, ad inizio stagione i portieri a disposizione partono alla pari e valuto vari aspetti per decidere il titolare. In generale voglio che i portieri vivano molto con la squadra, perché devono conoscere tutti i dettami collettivi da me proposti, non solo per la fase difensiva, ma anche per quella di possesso palla. Il mio portiere deve saper leggere prontamente le situazioni, questa è la capacità più importante che deve avere”.

Così, invece, sui centrali di difesa: “Sono i veri difensori che uso nel mio schieramento. Credo che tendenzialmente debbano essere ben messi a livello fisico, avere centimetri utili per opporsi sui palloni alti, durante il gioco su azione o le palle inattive. Sono giocatori che devono mostrare intelligenza tattica e comportarsi di conseguenza”. Sui difensori di fascia, Somma dice: “Devono avere corsa, quindi essere resistenti, perché sono tra quelli che possono dare linfa vitale all’azione offensiva, per poi rientrare in posizione il prima possibile. In questo ruolo posso, infatti, utilizzare pedine che sanno attaccare, ossia correre in avanti ed avere predisposizioni offensive”.

Sul ruolo dei due mediani, invece, si esprime così: “Hanno caratteristiche e compiti diversi. Uno è più legato al reparto di difesa e l’altro di più con quello d’attacco. Il primo è quello che deve avere sagacia tattica per garantire equilibrio e gestione. Il secondo è invece un giocatore con elevata potenza aerobica. Deve inserirsi diventando un’arma importante in fase offensiva”.

Esplicito il tecnico del Foggia sul ruolo del trequartista: “Per me è molto importante, al punto che, se non ce l’ho, cerco d’individuarlo lo stesso nel gruppo, perché la sua presenza è davvero efficace. Il mio trequartista può essere un centrocampista centrale prestante. Le mie esigenze sono soddisfatte da un giocatore polivalente che non è disordinato, ma essenziale. I suoi movimenti ne scatenano altri e le sue qualità tecniche, in ogni caso elevate, possono far ‘saltare il banco’. Infatti, deve essere più mezza punta che mezzo centrocampista”.

E sulle ali: “Lì possono giocare quelli che sono considerati esterni veri, ma anche centrocampisti offensivi o attaccanti mobili. Sono giocatori molto dotati tecnicamente, in grado d’effettuare controlli palla, dribbling, assist e conclusioni. Come qualità fisiche, devono avere, di base, rapidità e velocità e, più sono resistenti, meglio è. Utilizzo giocatori destri di piede a sinistra, e viceversa”.

Infine sul centravanti: “È la pedina che gioca in posizione più avanzata. Giocando, spalle alla porta, in mezzo alle difese, si richiede che sia dotato fisicamente. È il vertice capace di fare sponde, difendere palla e proporsi per concludere a rete in zone precise dell’area di rigore. Deve, con sacrificio, essere un riferimento per tutti”.

A proposito: Somma nella sua tesi chiarisce anche un altro concetto: “Il mio 4-2-3-1 può essere fatto senza un mercato particolarmente mirato, basandosi su un parco calciatori che mediamente ogni squadra acquista”. Peccato che Canonico non ne fosse a conoscenza a giugno scorso...

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet