“Thiam me lo tengo stretto. E’ un portiere talmente forte che rende semplici interventi che in realtà non lo sono. Senza togliere nulla ai suoi colleghi di reparto, penso che sia il miglior portiere del campionato. Non è bravo chi non sbaglia, ma chi sbaglia meno”. Così parlò Mario Somma al termine di Avellino-Foggia, a margine di quel rocambolesco 3-2 che aveva visto l’ex Spal protagonista in negativo in più di una circostanza. Su tutte, il mancato intervento sul colpo di testa di D’Angelo che avrebbe spalancato le porte del successo agli irpini. Errore (forse) figlio di un’ incomprensione con Rutjens.
Fino al match del Partenio, Thiam era stato impeccabile. Sicuro e sempre attento, aveva restituito sicurezza a tutto il reparto. Col Monopoli sette giorni più tardi si replica, con quella uscita timida sul traversone di Viteritti che aveva fatto carambolare la palla sul destro di Fella, poi incredibilmente spentosi sulla traversa.
La prestazione che però più di tutte ha lasciato a desiderare è stata quella con l’Audace Cerignola di domenica scorsa. Dove Thiam si è confuso nel grigiore generale. Risultando il principale responsabile sul tiro senza pretese di Malcore che ha permesso all’Audace di volare verso il 4-2 finale. Un incidente di percorso che ha finito con l’intaccare la sua tranquillità per l’intera partita. Durante la quale il 25enne portiere senegalese arrivato a Foggia con la formula del prestito temporaneo ha evidenziato qualche debolezza di troppo. L’unico intervento in cui si è rivisto il vero Thiam è arrivato sul sinistro insidioso di D’Ausilio. Lo stesso ammirato a più riprese in precedenza in campionato.
In tal senso basti pensare agli interventi miracolosi compiuti nella sua partita d’esordio contro il Crotone, ma anche nella sfida di Coppa con la Juventus Next Gen (ritorno), contro la Juve Stabia e soprattutto la Fidelis Andria (la sua migliore prestazione in assoluto da quando indossa la maglia rossonera). Partite nelle quali Thiam è riuscito ad incidere in maniera determinate sul risultato finale e che lo hanno eletto come una delle colonne portanti dell’undici di Somma.
Il Thiam ultima versione preoccupa. Tutta quella sicurezza che aveva mostrato nel primo mese di permanenza a Foggia improvvisamente sembra smarrita. Al punto che la domanda si è alzata maliziosa: è giusto che sia lui ancora a difendere la porta? A guardare il ricco parco portieri di casa Foggia il problema non dovrebbe porsi. Oltre a Thiam, infatti, Somma può fare affidamento sui millennials Francesco Illuzzi e Giuseppe Pirrò. Senza dimenticare, ovviamente, Tommaso Nobile. E Matteo Raccichini e Joaquin Dalmasso dove li mettiamo? Degli ultimi due, inspiegabilmente si sono perse le tracce. Avrebbero dovuto essere valore aggiunto ed invece sono desaparecidos.
Nobile è uscito improvvisamente dai radar rossoneri con l’arrivo di Thiam: l’ex Virtus Francavilla non vede il campo ormai da due mesi (ultima apparizione contro la Gelbison) e la sensazione a questo punto è che si sia trattata anche dell’ultima della sua stagione. Raccichini e Dalmasso, invece, non pervenuti. L’ex Campobasso non gioca un minuto dal lontano 4 ottobre ‘22: Foggia - Picerno di Coppa Italia. Una partita in cui il portiere di Fermo risultò decisivo per il passaggio del turno grazie alle sue parate sui calci di rigore.
Da allora però più nulla. Discorso molto simile anche per l’argentino: il titolare del Foggia di Zdenek Zeman della scorsa stagione non scende in campo dalla debacle di Giugliano (3-2) dello scorso dicembre e da fine gennaio è finito addirittura fuori rosa.
Misteri di una gestione che qualche lato oscuro lo presenta, Thiam resta il titolare. Nonostante tutto.
Almeno fino a prova contraria.
(Roberto Ciavarella - l’Attacco)
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