La città s’è desta: carovane fino a notte fonda, in 2mila poi per i rossoneri al rientro

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Siamo ancora lontani dalla festa-promozione del ‘17. Che richiamò in piazza oltre 40mila tifosi. Ma giovedì sera, dopo la qualificazione per il rotto della cuffia con il Pescara che apre le porte del Paradiso, sono state fatte le prove generali di quello che potrebbe accadere domenica 18 giugno. Giorno in cui si conoscerà il nome di chi farà compagnia in B alle già promosse FeralpiSalò, Reggiana e Catanzaro. Che sarebbe stata una lunga notte d’attesa e di amore lo si era capito fin dalle prime battute della sfida dell’Adriatico, mentre i 90’ palpitanti andavano in onda Foggia dalle 20.30 era andata via via spopolandosi: tutti attorno alla tv a casa o al bar o in un pub con gli amici, niente schermi-gigante invece visti i poco edificanti precedenti. 

Sulla città improvvisamente ad ora di cena è calato il coprifuoco, e in sottofondo solo i commenti incrociati dei telecronisti di RaiSport, Sky ed Eleven Sport che tramettono la gara, è andata avanti così fino alle 22,20’ circa, quando l’urlo ha spezzato il silenzio che già cominciava a sapere di resa: il gol di Rizzo ha riaperto le danze e ridato fiato alle speranze del Foggia e dei foggiani. Che hanno ripreso a crederci. 

Sembrava però una notte segnata, al raddoppio di Desogus è calato di nuovo il gelo, si era infatti già ai tempi supplementari e quella rete suonava come una sentenza. Mai dire mai però con il Foggia, e così quando dalla panchina Rossi ha mandato Markic a scaldarsi, qaulcuno molto maliziosamente ha pensato: “Vuoi vedere che...”. Vuoi vedere che sarà proprio il bosniaco, fino a quel momento impalpabile l’uomo del destino? Detto, fatto, il difensore entra e realizza il 2-2 che fa andare in estasi i 700 e passa assiepati nel settore ospiti dell’Adriatico, e che riaccende l’entusiamo in città. Si arriva ai rigori, e tornano ad aleggiare spettri minacciosi: ma poi Rutjens segna, Desogus spedisce a lato ed è apoteosi rossonera. In campo, nel settore ospiti. E a Foggia, ovviamente. Dove comincia la grande festa. Spontanea e colorata. Carovane in fila fino a notte fonda, vie del centro cittadino bloccate per qualche ora, e soprattutto vagonate di entusiasmo, come non si vedeva da tempo. Il più festeggiato a Pescara sarà lui, manco a dirlo, Delio Rossi: sul pullman di ritorno dall’Abruzzo la squadra gli mosterà tutto il suo affetto, e lui il riminese dallo sguardo triste mosterà di gradire. Diventa presto virale il video che ritrae la squadra che acclama il suo allenatore, che sorride felice senza scomporsi assieme al suo fido secondo Fedele Limone. In contemporanea, a circa 180 chilometri di distanza, anche la gente di Foggia scende in piazza per festeggiare la squadra del cuore dopo l’ultima impresa compiuta, e per ringraziare anche il suo allenatore.

Si andrà avanti così dalla mezzanotte e fino a notte fonda, dopo aver scaricato tutta la tensione dei 120’ dell’Adriatico ed aver dato libero sfogo all’urlo liberatorio, in 2mila si sono poi trasferiti allo Zaccheria per il randez vous con la squadra di rientro da Pescara. Erano ormai le 2.30 quando il pullman ha imboccato il piazzale dell’antistadio, ed è stato in quel momento che è partita la torcida rossonera. Cose mai viste dalle parti dello stadio, con gli occhi lucidi c’era anche il presidente Nicola Canonico che con la propria auto ha scortato la squadra fino in sede. Applausi e cori anche per il patron, nella notte dei miracoli al presidente si può perdonare tutto. Già, in fondo tutto quanto sta accadendo nella stagione più irrazionale della storia del Foggia è tutto merito dei suoi errori. E dei continui ripensamenti. O no? 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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