La maledizione prosegue, in B ci va il Lecco. Il Foggia domina per un tempo, poi dopo il pari si sgonfia

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Nel giorno del giudizio Foggia si ferma. Incredibile come una partita di calcio possa paralizzare una città che negli ultimi giorni si è stretta ai rossoneri di Delio Rossi con uno straordinario trasporto. Cose mai viste prima, merito di un gruppo che ha saputo conquistarsi l’affetto della sua gente a strappi, è stato un crescendo rossiniano che ha raggiunto il culmine a Pescara, dopo la qualificazione alla finale, ma che non ha battuto ciglio nemmeno dopo il ko interno col Lecco che non ha annacquato gli entusiasmi.

A 800 chilometri e passa, nella tana de blucelesti il Foggia vuole chiudere il cerchio e centrare la settima promozione in B della sua storia. Serve l’impresa e l’ennesima rimonta di stagione, serve soprattutto coraggio. Quello che ha provato a infondere Delio Rossi ai suoi fino a pochi istanti prima del fischio d’inizio liberando la squadra da pressioni che possono condizionarne la prestazione.

Perché il ribaltone si materializzi, il tecnico di Rimini decide di riproporre lo stesso undici del match di andata, l’unica variante è rappresentata da Bjarkason che avvicenda Costa come quinto sulla sinistra, mentre sul versante opposto c’è Garattoni.

Per il resto stesso undici dello Zaccheria, chiaro il segnale di Rossi di voler concedere agli stessi dell’andata la possibilità di riscattarsi, dall’altra parte invece Foschi recupera Battistini al centro della difesa, capitan Giudici torna a riprendersi il suo posto dal 1’, non c’è invece Tordini che inizialmente si accomoda in panchina.

Il Foggia parte così come deve, in maniera arrembante e al 4' è già avanti: dalla destra pennellata di Leo che serve Bjarkason nel cuore dell’area, l’islandese controlla con grande abilità fra una selva di gambe, dribbla il diretto avversario e fa secco Melgrati sotto il settore dei tifosi rossoneri che liberano il loro urlo di gioia. Ora è nuovamente equilibrio assoluto, il Lecco inizia la sua gara così come non avrebbe voluto, all’inseguimento.

Il Foggia fa densità e riparte, al minuto 12 per poco non sfonda ancora con Schenetti che dal vertice destro su assist di Frigerio scarica un destro che costringe il numero uno lecchese al tuffo in angolo. La partita la fanno gli ospiti, stabilmente nella metà campo avversaria, il Lecco è sulle gambe e Foschi in panchina è una furia, rossoneri ancora pericolosissimo al 27’ con Di Noia che imbuca in un corridoio sulla destra per l'onnipresente Bjarkason il cui traversone è spedito per centimetri sul fondo da Ogunseye.

Sul rovesciamento di fronte fiammata dei blucelesti con Buso che sul vertice sinistro si fa largo e al momento della conclusione a botta sicura è rimpallato in angolo. Sul proseguimento dell’azione c’è un contatto in area fra Ogunseye e Bianconi che il direttore di gara dopo aver consultato il Var trasforma in rigore. E così al 33’ il Lecco con Lepore dal dischetto firma l’1-1 che lo riporta in Paradiso.

Due pesi e due misure, sul finire della prima frazione dal limite il tiro di Schenetti incoccia in modo evidente in area il braccio di Battistini, ma dal Var stavolta non segnalano alcuna irregolarità. Si va al riposo e la sensazione è che la sfida sia ancora incertissima, parte meglio il Lecco nella ripresa che al 52’ con Buso scarica un sinistro che Kontek rimpalla in angolo, 2’ più tardi è Garattoni a trovare il pertugio utile sulla destra per scaricare però sul fondo da ottima posizione. Il Foggia dei secondi 45’ è però più farraginoso, i rossoneri calano sul piano del ritmo e dell’intensità e per il Lecco è più agevole controllare il risultato.

Al 74’ Schenetti calibra per Garattoni che costringe Melgrati a rinviare coi piedi, i cambi danno nuovo slancio al Foggia che ora ci crede, ma sul più bello Dalmasso (78’) fa la frittata e Lakti (appena subentrato) lo fulmina per il 2-1. A quel punto il match si fa tutto in discesa per i padroni di casa, che trovano anche il modo per arrotondare ulteriormente con Lepore (88’), eroe della finale con i tre gol rifilati ai rossoneri.

Finisce 3-1, e parte la festa dei blucelesti che dopo 51 anni riabbracciano la B, per il Foggia (e per i suoi 4mila tifosi piombati su Lecco) c’è ancora una pillola amarissima da ingoiare.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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