Ufficialmente la risposta non è arrivata. Ufficiosamente sì, attraverso i “soliti” canali privilegiati che il club utilizza a proprio uso e consumo. Ma in compenso la litania è sempre la stessa: “Proposta irricevibile”. Per non dire offensiva, almeno a sentire chi ha avuto la possibilità di raccogliere la reazione del patron. Nicola Canonico ancora una volta non è andato per il sottile. E chi si aspettava una risposta meditata dopo i recenti scivoloni della proprietà è rimasto deluso.
Ci ha messo infatti quattro e quattr’otto il presidente (ancora per quanto?) a rispedire al mittente quella che ha liquidato come “una proposta oscena”. Mettendo alla berlina chi si è preso la briga ultimamente di verificare se ci sia o meno la volontà di passare la mano. L’idea di vendere il Foggia in realtà resta forte, ma ovviamente alle condizioni che più gli aggradano, il biennio trascorso nella stanza dei bottoni sotto il punto di vista dei risultati sportivi è stato all'altezza delle aspettative. Personali e della piazza. Molto meno sotto tanti altri aspetti.
Non ci fosse tuttora di mezzo questo ricorso “galeotto” che tiene sempre accesa la fiammella della speranza di un ripescaggio in B per il rotto della cuffia e che sarebbe la panacea di tutti i mali, forse la cessione sarebbe stata nell’ordine delle cose. Quasi fisiologica. Invece così passa attraverso le montagne russe di una “situazione di mezzo” che lascia il Foggia sospeso a metà. E che quindi induce il patron a rimanere con le antenne ben dritte, in attesa degli eventi. Inevitabile, dunque, che prenda tempo. E che la porti quanto più possibile per lunghe.
È una sottile guerra di nervi che sta portando avanti con una controparte che finora ha assecondato le sue tempistiche. Ma che chissà ora, alla luce degli ultimi eventi, potrebbe tornare prepotentemente alla carica. Magari mettendo in campo una strategia alternativa. A certe condizioni la trattativa può, nonostante tutto, andare ancora in porto. Senza però farsi prendere per la gola.
Peccato solo che questa battaglia si stia giocando sulla pelle del Foggia e dei suoi tifosi. Che hanno appena accarezzato il sogno della B e che da qualche settimana stanno vivendo un incubo. L’ultima provocazione di Canonico indirizzata verso quegli imprenditori coraggiosi che vorrebbero dettare la svolta sapendo di doversi confrontare con una matassa assai ingarbugliata, è uno schiaffo alla città. Laddove infatti, quelle che per ora restano solo indiscrezioni non suffragate da uno straccio di comunicazione ufficiale, fossero confermate, ci troveremmo di fronte all'ennesimo tentativo del patron di eludere già in partenza qualunque tipo di trattativa.
Anziché nascondersi dietro le solite e ripetitive frasi di circostanza che tendono a smontare fin dall’inizio qualunque tipo di ammiccamento, Canonico farebbe bene una volta per tutte a quantificare le sue richieste.
Quanto vale realmente il Foggia secondo l’imprenditore di Palo del Colle, al netto di quanto ha “inciso” nel suo biennio di gestione? Il guanto di sfida lanciato con le sue affermazioni sferzanti, che hanno reso nella forma e nella sostanza impalpabile il tentativo di Salandra & co., com’era facilmente prevedibile, ha comportato l'inevitabile piccata replica del presidente di Fortore Energia.
Che in una nota ufficiale ha risposto per le rime al presidente del Foggia: “Egregio dottor Canonico, la delusa “uscita” non meriterebbe risposta, ma per rispetto delle tante persone che hanno voluto onorarmi della loro fiducia, sono costretto a farlo - ha sottolineato Salandra, che ha inteso rispondere in prima persona a Canonico essendo il garante della trattativa -. L’offerta a lei recapitata ha come precipuo scopo quello di consentire al Foggia Calcio di azzerare i debiti della sua gestione chiedendo al riguardo la sua imprescindibile collaborazione. La buona tenuta dei conti è fondamentale per una oculata gestione ed è il presupposto di qualsiasi programmazione…ma questo forse non le interessa molto. La sua risposta, poco rituale e soprattutto poco garbata, rivolta a imprenditori da sempre abituati ad onorare gli impegni assunti denota un atteggiamento poco rispettoso nei confronti della città. Per il resto, quando avrà risolto il contenzioso con la dottoressa Pintus e pagato i debiti della sua gestione saremo lieti di essere da Lei invitati a scuola di serietà”. Così Antonio Salandra, che ha messo il cappello alla sortita di Canonico, stappando così una polemica che non potrà non avere ulteriori strascichi.
Il Foggia, nel frattempo, resta in alto mare. E senza uno straccio di progetto che sia degno di tal nome. Prosegue senza sosta la diaspora dei rossoneri che stanno scegliendo di accasarsi altrove, e così dopo Di Pasquale ieri è toccato anche a Davide Petermann, come peraltro anticipato proprio da queste colonne. L’ufficialità del trasferimento è arrivata attraverso una nota del club: “Il Calcio Foggia 1920 comunica di aver ceduto a titolo definitivo il centrocampista Davide Petermann alla Virtus Entella. Il club ringrazia il calciatore per quanto fatto in queste due stagioni in rossonero (84 presenze e 13 gol) dimostrando grande professionalità per l’impegno profuso e augura a Davide le migliori fortune sportive e personali”.
Il prossimo a fare le valigie è Alessandro Garattoni (destinazione Venezia), lo seguirà a ruota anche Frigerio. In compenso a Foggia arriveranno in prestito under di belle promesse che rispondono ai nomi di Riccardo Stivanello e Antonio Raimondo, entrambi Primavera del Bologna. Con il patron sempre saldamente in sella non ci si annoia mai, insomma. La situazione è grave, ma non è seria verrebbe da dire.
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