Questa chiamasi smobilitazione: i migliori prodotti del biennio valorizzati da Zeman prendono altre strade

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C’era una volta il Foggia dei miracoli. Quello che in partenza un anno fa avrebbe dovuto fare sfracelli con Boscaglia in panchina e che ha rischiato sa subito di inabissarsi. Quello che con Gallo è resuscitato e ha fatto faville risalendo dal penultimo gradino della classifica fino al quarto posto. Quello che poi con Somma ha vissuto un mese da incubo che l'ha ricacciato all'inferno. Quello, infine, che con Delio Rossi ha saputo rialzarsi ancora ed arrivare fino in fondo ai playoff, andando ad un passo dal clamoroso salto in B.

Di quella squadra entrata di diritto nel cuore dei tifosi per la tempra irriducibile che aveva nelle sue corde, a poco più di un mese di distanza da quel maledetto pomeriggio del 18 giugno scorso di Lecco, si stanno perdendo le tracce. Fra rientri per fine prestito, risoluzioni consensuali e cessioni concordate, infatti, quello straordinario gruppo si sta sfaldando sotto i colpi di una Restaurazione che il club sta dichiaratamente perseguendo. Un po' per scelta e un po' per necessità.

È vera e propria smobilitazione: che vede colpevolmente il club responsabile di una diaspora ingiustificata. E che deve fare i conti con la volontà di molti di cambiare aria: una decisione che parte da lontano, e dalla presa di coscienza che il futuro del calcio a Foggia sia ancorato a troppe incognite e variabili.

Così dopo che Thiam è rientrato alla Spal (e successivamente girato alla Juve Stabia), Leo è tornato alla Juve, Costa al Napoli, Kontek al Cesena, Bjarkason al Venezia, Ogunseye al Modena e Iacoponi al Parma, ecco che altri due indiscussi protagonisti dell'ultimo biennio hanno preso altre strade: Di Pasquale si è accasato all'Arezzo, poche ore dopo lo ha seguito Petermann che invece ha scelto la Virtus Entella. E non dovrebbe finire qui, perché anche Garattoni è ormai sulla strada di Trieste, mentre Frigerio è destinato a finire al miglior offerente.

In più anche Rizzo pare abbia espresso il desiderio di avvicinarsi a casa, possibilmente in Sicilia. In uscita pure Nobile, per completare un repulisti che può ormai considerarsi radicale. Al momento in rosa infatti figurano 17 elementi, ma considerato che di questi almeno 3-4 sarebbero in uscita, ecco che l'organico è davvero ridotto all'osso. Con tutti gli “zemaniani” che escono definitivamente di scena, per chiudere definitivamente una parentesi che alla proprietà ha causato eccessivi malumori e mal di pancia.

Oltre ai due portieri Dalmasso e Nobile, ci sono 5 difensori (Rutjens, al quale sarà rinnovato il contratto prima di essere parcheggiato altrove, Papazov, rientrato per fine prestito dal Badalona, Markic, Rizzo e Garattoni); 5 centrocampisti (Vacca, Odjer, Frigerio, Di Noia e Schenetti); e 5 attaccanti (Peralta, Vitali, di rientro come Vuthaj e Tonin, e Beretta).

Al 22 di luglio, dunque, il Foggia si ritrova ampiamente sotto organico e con l'esigenza di una robusta integrazione che ovviamente deve passare attraverso le indicazioni di uno staff tecnico che di fatto è ancora in alto mare.

Capitolo ds e allenatore: Canonico nella sua ultima apparizione pubblica aveva garantito che il nome del nuovo-vecchio direttore sportivo (Emanuele Belviso) sarebbe stato comunicato già dieci giorni fa e che a ruota nella settimana successiva lo stesso sarebbe stato fatto anche con il tecnico. E invece ancora tutto tace, anche se Belviso sotto traccia è operativo, mentre il casting per l'allenatore registra numerosi dinieghi.

Gli ultimi in ordine di tempo riguarderebbero Silvio Baldini (che Canonico in un primo momento avrebbe dovuto incontrare personalmente a Carrara e che poi ha disdettato l’appuntamento) e Giuseppe Raffaele che a più riprese starebbe rifiutando l’avance del Foggia alla luce del fatto che, come lo stesso imprenditore di Palo del Colle ha dichiarato pubblicamente, nel caso fosse ancora lui a muovere i fili, si punterebbe per la nuova stagione a una squadra ringiovanita nei ranghi e che attinga a piene mani al minutaggio.

Soluzione che naturalmente non invoglierebbe più di tanto l'ex tecnico del Potenza ad accettare la panchina del Foggia. Diversi invece il discorso per Fabio Gallo, che sarebbe il tecnico ideale in questo frangente di grande incertezza per ripartire. Ma non sembra una strada percorribile, anche se fu proprio Canonico nell'aprile sorso a tentare di rimettere in piedi il matrimonio dopo l'addio a Somma, senza peraltro riuscirci. Guai però a prendere per oro colato le parole del patron, che non è detto alla fine non sorprenda con gli effetti speciali. Aprendo i cordoni della borsa e allestendo una squadra di tutto rispetto. Ma il tempo stringe, e sarebbe l'ora di passare alle vie di fatto.

Intanto nell’infinita querelle in piedi fra i soci, si registra una nuova puntata. Che ha un vincitore, che si chiama Maria Assunta Pintus. E’ ufficialmente ad appannaggio dell’imprenditrice sarda che ne aveva fatto richiesta dopo che, impropriamente a questo punto, aveva visto diluite le quote in carico della Corporate Investments Group. E’ stata invalidata la delibera notarile con relativo aumento di capitale della Corporate deliberata il 12 agosto 2022.

Quindi per l’effetto che ne scaturisce, la Map Consulting srl risulta nuovamente socia della Corporate Investments Group srl nella misura del 49%. Infine ieri si è tenuta anche l’assemblea del Calcio Foggia per la ratifica delle dimissioni del Consiglio d’amministrazione rossonero.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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