Uno squarcio nel buio. Candela illumina il calcio spento di una Capitanata che, fatte rare eccezioni, vive un momento di stanca. E nella quale a distanza di anni riecheggiano ancora i fasti sempre più lontani di Zemanlandia. Dopo l’Audace Cerignola che si è presa lo scettro della leadership calcistica provinciale, adesso a splendere è la stella dell’Heraclea. E’ una storia scritta con il sudore, la passione ed una visione chiara. Che sta facendo salire il piccolo centro dei Monti Dauni agli onori della cronaca.
L’Heraclea ha appena vinto il campionato di Eccellenza campana, conquistando per la prima volta nella sua storia la serie D. E adesso non vuole svegliarsi ed allungare quanto più possibile la sua favola. Le risorse, soprattutto economiche, non mancano per coltivare sogni di grandeur, e così anche per la prossima stagione ci si sta attrezzando per proseguire nel solco dei recenti successi.
Il ds Dionisio ha assemblato una squadra di cui si sentirà parlare, e nella quale i recenti arrivi di Schenetti e Ingrosso rappresentano autentici colpi per la categoria. Ma l’Heraclea è molto più di una squadra. È una visione condivisa dal tandem Gennaro Casillo, figlio dell’indimenticato patron del “Foggia dei miracoli”, e Giuseppe De Vitto, che hanno avuto la lungimiranza di trasformare un progetto sportivo in un movimento popolare. In soli tre anni, il club granata ha scalato le gerarchie del calcio dilettantistico: dalla Prima Categoria vinta ai playoff, al campionato dominato in Promozione, fino all’ultimo trionfo in Eccellenza.
Fa sempre più proseliti l’Heraclea, che adesso oltre ad accaparrarsi le simpatie di tutti gli sportivi di Capitanata sottrae anche gli sponsor storici e più affezionati al Foggia Calcio. Che così paga dazio in termini di popolarità nei confronti di un club giovane e dinamico attorno al quale sta prendendo forma un progetto imprenditoriale ad ampio respiro.
Il fenomeno Heraclea fa sempre più proseliti
Trascinando per la prima volta nella storia il Candela in Serie D, Gennaro Casillo ha compiuto un’impresa calcistica che, in proporzione, ricorda molto da vicino quella compiuta ormai oltre un trentennio fa da papà Pasquale con l’intramontabile Zemanlandia. Un piccolo centro di 2.500 anime sui Monti Dauni vive giorni magici dopo aver raggiunto un traguardo impensabile fino a tre anni fa. È una piccola-grande favola calcistica quella costruita con tenacia da Casillo Jr. e dal socio Giuseppe De Vitto.
Il fenomeno Heraclea si è materializzato fuori dai confini regionali, per bruciare le tappe Candela ha scelto di misurarsi nel girone B di Eccellenza campana, dove ha superato avversari blasonati del calibro di Battipagliese, Ebolitana e Agropoli. Nell’ultima gara della stagione la squadra granata ha ottenuto la vittoria decisiva contro il Santa Maria La Carità, centrando così la terza promozione di fila. I duemila spettatori che hanno riempito il nuovo stadio Mario Mitola inaugurato a maggio ‘22 (molti dei quali arrivati anche dal capoluogo) hanno vissuto un pomeriggio di incredibili emozioni.
La svolta l’hanno dettata loro, i due giovani imprenditori del settore cerealicolo, ai quali è balenata l’idea di trasformare il pallone quasi dimenticato in un piccolo centro come Candela che ha nel tiro a segno la sua riconosciuta eccellenza, in una eccezionale occasione di rilancio sportivo e sociale. L’Heraclea ha stravinto il campionato, collezionando 23 vittorie e 8 pareggi, a fronte di 3 sole sconfitte. La partita della svolta resta il poker di gennaio rifilato in trasferta alla Battipagliese che gli consentì di ridurre a un solo punto il distacco dall’allora capolista che successivamente avrebbe dovuto arrendersi allo strapotere Heraclea.
Con Farina al timone, terzo tecnico di stagione, i granata hanno raccolto 14 vittorie e 2 pareggi, centrando così l’obiettivo finale. E così il leone alato, che simboleggia l’Heraclea, ora domina sulle dolci colline dei Monti Dauni dopo aver arpionato il calcio dilettante che conta. E adesso per celebrare degnamente il suo ultimo trionfo, Candela per il salto in D si è regalata il palcoscenico dorato dello Zaccheria. Causa infatti l’indisponibilità del Mitola, ha chiesto ed ottenuto dall’amministrazione comunale di disputare le sue gare casalinghe sull’impianto di viale Ofanto.
La cosa però pare non sia andata giù al Foggia Calcio. Che dopo aver deciso di emigrare a Trinitapoli per tutta la stagione in corso complice la penuria di impianti disponibili sul territorio, adesso vede insidiata anche quella che storicamente considera come la sua casa.
C’è in realtà dell’altro che non porta i vertici rossoneri a guardare di buon occhio la prepotente ascesa del club del tandem Casillo-De Vitto: la migrazione dei top sponsor nel piccolo centro che dista appena una quarantina di chilometri dal capoluogo è un preoccupante segnale di disamore da parte dell’imprenditoria locale, che dopo le recenti peripezie del club di Nicola Canonico, ha deciso di trasferire simpatie (e capitali) nella vicina Candela. Procurando un danno oltre che economico anche d’immagine ai colori rossoneri. Che, è evidente, non “tirano” più come accadeva sino a qualche anno fa. Quando il Foggia gravitava stabilmente su Candela per i suoi allenamenti giornalieri ed attirava colonie numerose di tifosi. Erano gli anni d’oro di Zemanlandia e dintorni, ne è passata di acqua sotto i ponti dal periodo aureo del calcio foggiano, al Mitola spesso era ospite anche la Primavera di Lorenzo Mancano che faceva mirabilie e che su quel terreno di gioco sfidava nelle finali playoff anche la pari grado della Juventus di Del Piero.
Altri tempi ed altro calcio. Oggi il Foggia nella hit di gradimento è ai minimi storici, e se anche gli sponsor più affezionati l’abbandonano vuol dire che la strada intrapresa non porta da nessuna parte. Se difatti colossi del calibro di Euronics, Vision Ottica, Auto Di Carlo e Capobianco si sono defilati ed altri come Candela Commercio si ripropongono all’improvviso dopo la sfortunata parentesi dei fratelli Sannella sposando il progetto Heraclea, qualche domanda sarebbe il caso di cominciare a farsela.
La verità è che Candela ispira fiducia e simpatia, la contagiosa passione di Giuseppe De Vitto e Gennaro Casillo fa proseliti, a differenza del Foggia di Nicola Canonico che si ritrova invece in una situazione di preoccupante isolamento che porta i partner commerciali ad allontanarsi. E poco importa se il brand non ha un grande appeal e se c’è da fare un salto all’indietro di categoria.
A Candela si sogna ad occhi aperti. A Foggia si vivacchia. E c’è già chi per la prossima stagione prefigura addirittura il derbissimo in C.
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