La stagione cestistica ‘23/’24 sta per andare in archivio e per le formazioni di Capitanata impegnate nei campionati che vanno dalla serie B nazionale alla DR2 (ex Promozione) è stata tutt’altro che una annata da incorniciare. Campionato di transizione per la Cestistica S. Severo, in lotta per l’ottavo posto nella griglia playoff che garantisce la permanenza; in B Interregionale salvezza con largo anticipo per la Data Building Lucera, a margine comunque di una stagione da montagne russe e caratterizzata da un esonero in panchina, numerose rescissioni e frequenti cambi di giocatori. Senza dimenticare le controversie legali con l’amministrazione comunale non ancora definite che potrebbero avere ricadute negative sul futuro del club del presidente Maglia. In serie C si registra la retrocessione della Fortitudo Apricena al termine di una annata complicatissima, in cui squadra e staff tecnico sono stati spesso nell’occhio del ciclone; resta in Divisione Regionale 1 (ex Serie D) la Webbin Manfredonia, giunta alla semifinale playoff, che sta per decretare uno dei due accessi per la serie C nella finale che vede in lizza Cus Foggia e Assi Brindisi. In ultimo le formazioni daune impegnate con alterne vicende e fortune nella DR2 prima che cali il sipario sui campionati senior targati ‘23/’24.
In questo bilancio fatto di obiettivi centrati, sogni svaniti e qualche delusione, sulle oggettive difficoltà del basket di Capitanata di ritagliarsi un ruolo di primo piano sono fondamentalmente tre i nodi che ne zavorrano l’ascesa: la carenza o l’inadeguatezza degli impianti sportivi, la totale assenza o l’insufficienza del ricambio generazionale e l’atavica difficoltà a reperire adeguate risorse economiche.
Nei centri più rappresentativi della provincia, Apricena può considerarsi un’isola felice con un palazzetto (il PalaFranchino) appena ristrutturato, che comunque come sottolineato da Donato Zecchino, team manager dei garganici “è stato consegnato a fine stagione, condizionando il nostro percorso perché molti dei nostri tifosi sono stati scoraggiati dalla distanza da percorrere per le partite casalinghe disputate su altri campi”.
Anche San Severo a livello di strutture non può lamentarsi, “PalaFalcone e Borsellino a parte, da quest’anno abbiamo potuto disporre della tensostruttura PalaFerrara, ricevuta in gestione dalla locale amministrazione che ci permette di dare spazio a tutti i nostri gruppi, dal minibasket ai campionati giovanili”, ricorda Mario Del Vicario, team manager della Cestistica Academy.
Struttura da riqualificare, ma comunque adeguata ai livelli di un campionato di serie B e non solo, è il PalaCanova di Lucera, che “può rispondere alle varie richieste anche della Fip - evidenzia il presidente della Sveva Maglia - e anche alle richieste di sessioni di allenamento pre-partita delle squadre avversarie della Cestistica S. Severo”.
A Cerignola le strutture esistono e sarebbero pure di livello, “ma il basket nel frattempo nel centro ofantino è passato in secondo piano - dice Lello Bufo, responsabile della Sport Academy -. La pallavolo femminile e maschile sta occupando i maggiori spazi con le sue squadre che militano fra B2 e C, e con la DR2 della Mediterranea per noi un campionato senior è al momento difficile da immaginare”.
Male Manfredonia, dove il basket è ospitato al PalaDante, “essendo il PalaScaloria - ricorda Gianpio Ciociola, responsabile tecnico della Webbin - a uso esclusivo del calcio a 5, noi invece utilizziamo un palazzetto che però può contenere massimo 200 spettatori, il che limita un progetto di un campionato superiore”.
Infine Foggia, dove è di questi giorni la notizia della futura realizzazione di un Palasport, ma al momento la pallacanestro continua a essere ospitata negli storici palazzetti Russo e Preziuso, che reggono faticosamente il peso degli anni, “per il nostro attuale livello senior - sottolinea Saverio Padalino, team manager del Cus Foggia - queste strutture possono considerarsi anche sufficienti, ma necessitano di urgenti opere di ristrutturazione”.
Passando ai vivai, la provincia di Foggia vanta una partecipazione attiva ai campionati maschili, mentre è ancora assente in quelli femminili, anche se poi il fermento che si registra, di fatto non porta poi ad assemblare roster senior in cui i giovani cresciuti nelle società riescono a emergere e a trovare spazio in pianta stabile. Manca la continuità nella formazione giovanile, che viene molto spesso interrotta dalla volontà da parte dei più di proseguire gli studi altrove, o di abbandonare l’attività. Ma non sono isolati i casi in cui i nostri talenti decidono di emigrare e di trasferirsi in altre realtà cestistiche più attrattive.
“Abbiamo disputato un campionato con molti ragazzi del nostro vivaio - annota Ciociola -, ma alcuni di loro ora stanno per lascarci, per cui la programmazione è condizionata continuamente, non a caso per il prossimo campionato senior si preannuncia qualche oggettivo problema perché inserire altri atleti significa dover corrispondere i relativi parametri”. Gli fa eco Del Vicario, che aggiunge: “Abbiamo un buon settore giovanile ma, malgrado la nostra lunga tradizione cestistica, anche i profili interessanti preferiscono gli studi al basket, oppure non essendo pronti per essere integrati nella rosa della prima squadra, optano per altri progetti”.
Nota dolente, infine, in modo trasversale è la carenza di contributi e la difficoltà ad intercettar sponsorizzazioni che possano garantire progetti di crescita dalla base ad un campionato senior nella nostra provincia. “Ultimamente a Foggia - chiosa Padalino - riceviamo contributi da genitori di tesserati che, in qualità di piccoli e medi imprenditori, prendono a cuore la pallacanestro e ci sono vicini”.
Marisa Bizzarro
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