L’apertura del dibattimento dovrà attendere ancora 20 giorni. E’ stato, ancora una volta, rinviato a nuova udienza (fissata per il 28 giugno alle ore 11:00) l’inizio ufficiale del processo ordinario contro le presunte tangenti a Palazzo di Città, in cui sono imputati oltre all’ex sindaco di Foggia Franco Landella (ieri mattina presente in aula di Corte d’Assise) anche altre 11 persone, compreso l’ex presidente del Consiglio comunale Leonardo Iaccarino, ritenuto il grande accusatore dell’allora primo cittadino.
Nell’udienza di ieri, il giudice Armando Dello Iacovo ha rigettato gran parte delle eccezioni che erano state sollevate dagli avvocati degli imputati a processo. Nella precedente udienza Tonio Ciarambino, legale di Iaccarino, aveva sollevato la richiesta di nullità del decreto di citazione a giudizio per il suo assistito dal momento che, quando gli era stato notificato, non erano stati modificati i capi di imputazione (così come invece occorso in fase di udienza preliminare in cui alcune iniziali contestazioni in merito ai reati di peculato consumato erano state trasformate, su richiesta dei pm, in tentativo di peculato).
In sostanza, dal fascicolo della gup Bencivenga, che aveva sentenziato per il rinvio a giudizio degli imputati, sarebbe stato notificato a Iaccarino un decreto di citazione con ascritti i “vecchi” reati senza, dunque, le nuove modifiche sui capi di imputazione intercorse in precedenza. Così Dello Iacovo si era riservato di decidere su quest’aspetto e su ulteriori eccezioni sollevate da altri legali degli imputati.
Come quelle che erano arrivate dai difensori di Landella, gli avvocati Michele Curtotti e Roberto Eustachio Sisto, i quali avevano fatto notare al presidente del Collegio che la difesa non era in possesso delle intercettazioni telefoniche sotto forma di audio, le quali sono parte dell'incidente probatorio, chiedendo l'annullamento dell'atto riferito alle intercettazioni stesse o quanto meno di non tenerne conto. Dello Iacovo aveva ritenuto, pertanto, necessario rinviare l'udienza al 7 giugno per poter sciogliere le eccezioni mosse.
E così, ieri, ha deliberato in merito a tutte le sollecitazioni pervenutegli durante l’udienza di maggio. Il Collegio presieduto da Dello Iacovo ha dunque disposto l’acquisizione al fascicolo processuale degli atti prodotti dai pm all’udienza del 17 maggio scorso, ha rigettato tutte le altre richieste avanzate ex art. 491 cpp, nonché differito all’inizio della fase istruttoria la decisione sulle eccezioni di inutilizzabilità degli atti assunti in sede di incidente probatorio, fissando così una nuova udienza per la dichiarazione di apertura del dibattimento e per le richieste di prova, così da concedere la possibilità, a chi voglia, di produrre e depositare liste testi rispetto alle imputazioni a processo.
“La prossima – ha chiarito il giudice in aula – sarà un’udienza dedicata esclusivamente all’apertura del dibattimento e alle richieste di mezzi di prova in senso stretto, dunque dichiarativa o documentale. I pm (Infante e Bray, ndr), poi, dovranno meglio specificare la questione di quel teste di cui si è parlato più volte (il riferimento è all’onorevole Agostinacchio, suocero di Dello Iacovo, ndr), perché, su quel teste in particolare, sussiste un problema di opportunità sollevato dalla Procura”.
Se, dunque, il verbale relativo al teste rientrerà tra le richieste di mezzi di prova dei pm, Dello Iacovo sarà chiamato ad esprimersi sull’eventuale sussistenza di una sorta di “conflitto d’interesse” che potrebbe minare la serenità del suo giudizio. Nelle intenzioni del magistrato, infine, l’udienza del 28 giugno non avrebbe dovuto riguardare le intercettazioni nel quadro delle richieste dei mezzi di prova, perché, ha detto, “vanno scisse in un sub procedimento”.
Ma Infante e Bray, sempre nell’udienza di ieri mattina, hanno già anticipato in aula che “per l’Ufficio del pm la richiesta di perizia trascrittiva rientra nella richiesta dei mezzi di prova. Per cui, quando articoleremo le richieste dei mezzi di prova chiederemo la trascrizione di una serie di conversazioni”.
A fine udienza, uscito da Palazzo di Giustizia, l’avvocato Sisto ha rilasciato le seguenti dichiarazioni a l’Attacco: “Tra le questioni su cui il Tribunale non ha ancora deciso e su cui si è correttamente riservato, atteso che si tratta di questioni di nullità assoluta, rientrano giustappunto quelle che abbiamo sollevato noi alla difesa dell’ex sindaco Landella, con riferimento specifico all’inutilizzabilità del verbale di incidente probatorio. Si tratta di una questione evidentemente delicata e che il Tribunale ha deciso di affrontare e risolvere in una successiva udienza”.
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