Ci sarà un processo con 22 imputati per il presunto voto di scambio in occasione delle elezioni regionali del 2020, quando ad alcuni elettori sarebbero stati dati o promessi soldi per indicare sulla scheda il candidato Danilo Maffei e per le presunte minacce rivolte dal padre Ludovico Maffei a dipendenti di una coop perché votassero il figlio alle elezioni comunali del 2019.
L’ha deciso il gup Michela Valente al termine dell’udienza preliminare iniziata il 28 settembre 2023, accogliendo la richiesta di rinvio a giudizio dei pm Roberta Bray ed Enrico Infante. Il processo inizierà il 30 aprile.
I 22 imputati si dicono innocenti. La Procura contesta a vario titolo il voto di scambio; la violazione del decreto legge 49/2008 in tema di misure per assicurare la segretezza del voto; l’istigazione alla corruzione; la violenza a un presidente di seggio (e come tale pubblico ufficiale) per costringere a commettere reato; la violenza privata.
L’ex consigliere comunale nell’udienza dello scorso 5 dicembre rese dichiarazioni spontanee al giudice per le udienze preliminari negando d’aver promesso o dato soldi in cambio del voto, d’aver istigato elettori a scattare la foto della preferenza espressa a suo favore rimarcando di non conoscere nessuno dei coimputati.
In attesa di giudizio ci sono anche Gianluigi De Vaire, Giuseppe Moffa, Maria Coda, Matteo Trisorio, Alessia Titucci, Anna Maria Consiglio, Aldo Carella, Valentina D’Onofrio, Pasquale Panunzio, Franco Panunzio, Ettore D’Antonio, Davide Racioppo, Benvenuto Racioppo, Rosa Trisorio, Adele Campanile, Maria Martella, Antonella Giordano, Pasquale Carella, Fatima Palladino, Ciro Coda.
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