“Da oltre un anno in attesa di sapere che ne sarà delle nostre case, intervenga chi può”

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Si moltiplicano le lamentele degli inquilini delle abitazioni che nei mesi scorsi sono state interessate dall’avvio dei lavori di ristrutturazione grazie all’agevolazione dei bonus edilizi messi in campo dal Governo. A lanciare un grido d’allarme questa volta sono i proprietari degli appartamenti di via Deliceto a San Severo, il cui condominio è ormai un cantiere aperto (e fermo) da oltre un anno, con tutti i disagi che questa condizione comporta.

Si tratta di alcuni di coloro i quali avevano sottoscritto un contratto con la Mib, la Mama International Business, società di San Severo, finita agli onori della cronaca oltre un anno fa e la cui vicenda ha avuto un’eco mediatica nazionale per via della incredibile somma in ballo: oltre un miliardo di euro.

La vicenda è ormai nota: l’impresa edile di San Severo è accusata di aver emesso fatture false per maturare crediti d’imposta fittizi, avvalendosi dei bonus edilizi.

Su queste colonne si sono a lungo approfonditi i temi connessi all’inchiesta che ad oggi non ha ancora chiuso la fase delle indagini. Gli imprenditori, i fratelli de Martino, hanno sempre dichiarato la loro innocenza, fondando la loro convinzione su quello che definiscono un equivoco di fondo: la Mama International Business non avrebbe beneficiato del superbonus 110% come ipotizzato dagli inquirenti, la normativa applicata sarebbe quella del 2013 sull’ecosismabonus ordinario per le ristrutturazioni che prevede tutt’altre regole, a detta dell’azienda pienamente adempiute.

Sta di fatto però che, a seguito delle note vicende giudiziarie, è stato emesso un provvedimento cautelare da parte della Procura di Foggia e da gennaio 2022 sono stati resi indisponibili sia i crediti di imposta presenti nel cassetto fiscale delle società Mib che le somme depositate nei conti correnti della medesima.

Più volte è stato fatto notare che la Procura non avrebbe rinvenuto alcuna sottrazione o distrazione delle somme necessarie per eseguire le opere e derivanti dalla negoziazione dei relativi crediti di imposta, come previsto dalla legge, tant’è che, dal mese di giugno 2022, ha revocato l’incarico all’amministratore giudiziario ed ha restituito la titolarità dell’azienda a Maurizio de Martino, quale legale rappresentante ed amministratore unico.

Tuttavia, ad oggi, le società non possono disporre delle somme che pure sarebbero, secondo beninformati, disponibili sui conti correnti e che servirebbero per la realizzazione dei lavori programmati su tutti i cantieri che hanno beneficiato degli aiuti di Stato. Complessivamente sono circa 280 gli immobili per i quali la Mib aveva contrattualizzato le ristrutturazioni, concentrati soprattutto a Vico e poi a Marina di Lesina e San Severo, e 280 i milioni commercializzati per i cantieri aperti e in parte conclusi.

Il congelamento delle risorse economiche ha però di fatto bloccato i lavori, come più volte raccontato da l’Attacco e gli immobili sono stati lasciati dall’oggi al domani esposti alle intemperie.

“Viviamo in queste condizioni da oltre un anno e non ne possiamo più – hanno raccontato a l’Attacco i condomini di via Deliceto -, il palazzo è stato sventrato, in vista di lavori di ristrutturazione e da allora subiamo infiltrazioni di pioggia, umidità, vento che hanno fatto comparire sui muri crepe che ci preoccupano. Il ponteggio è rimasto là e ci chiediamo per quanto tempo ancora dobbiamo aspettare prima che si chiuda questa incresciosa vicenda. In alcuni di noi sta maturando un certo sconforto, molti sono demoralizzati soprattutto dopo esserci rivolti ad un legale che ci ha prospettato la possibilità che venga nominato un amministratore straordinario che si occupi di far portare a termine i lavori edili, il punto è che si è parlato di tempi molto lunghi: non meno di 7 o 8 mesi”.

Nei giorni scorsi l’Attacco ha registrato simili preoccupazioni anche dai proprietari degli immobili di Vico, centro in cui si concentra il maggior numero di cantieri aperti dalla Mib e le doglianze sono le stesse per tutti gli incolpevoli coprotagonisti di questa vicenda.

A San Severo però oltre al danno si aggiunge la beffa: “Le nostre abitazioni erano nuove, l’immobile non aveva nemmeno 20 anni di vita quando sono partiti i lavori – ricordano i residenti -, il che non sarebbe neppure tutto sommato il vero problema, se avessimo migliorato le caratteristiche dello stabile, il punto è che oggi siamo messi male e la struttura risente dei lavori iniziati e mai finiti. Senza contare che non ci è ben chiaro come si sia arrivati alla delibera della assemblea condominiale che ha dato il via alla ristrutturazione; ormai però siamo in ballo e oggi chiediamo a chi può fare qualcosa di intervenire per chiudere una volta per tutte la questione”, hanno concluso.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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