Lucera, la dama delle truffe colpisce due anziani: trappole scattate dopo lunghi e accurati appostamenti

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La tecnica è praticamente sempre la stessa, purtroppo è ampiamente diffusa la modalità di attuazione di queste vere e proprie truffe, ma malviventi patentati riescono ancora a fare vittime delle loro azioni dannose e riprovevoli, specie ai danni di anziani. E due di questi negli ultimi giorni a Lucera sono finite nella trappola probabilmente dello stesso team che ha raggirato i malcapitati con una narrazione pressoché identica, tuttavia preceduta da un accurato lavoro di appostamento durato evidentemente il tempo necessario per accertare l'assenza di telecamere nei luoghi in cui agiscono e lungo il percorso di fuga, e pure ricostruire le abitudini delle persone messe nel mirino, compresi i più stretti familiari, visto che in entrambi i casi i blitz sono stati effettuati nel momento in cui le persone sono rimaste sole e quindi maggiormente indifese, perché i parenti erano usciti degli stabili di residenza.

In buona sostanza, uno degli anziani ha riferito di aver ricevuto una telefonata nel primo pomeriggio, sull'utenza fissa della propria abitazione, da parte di un uomo che ha fatto credere di essere suo nipote, raccontando con toni allarmistici che il padre del giovane fosse in quel momento trattenuto in stato di fermo alla caserma dei carabinieri e che per la sua liberazione sarebbe stato necessario versare subito una somma di denaro. L'interlocutore ha pure aggiunto di non riattaccare il telefono e di attendere l'arrivo di una persona che avrebbe prelevato i soldi. 

Nel giro di qualche minuto si è effettivamente presentata una donna, descritta dell'apparente età di 50 anni, di carnagione scura, con un tatuaggio sulla mano e ben vestita, incaricata di incassare la somma di 4mila euro. L'anziano le avrebbe subito detto di poter raccogliere al momento solo la metà di quanto richiesto, ma la truffatrice ha subito ribattuto di essere disponibile a prendere anche monili e oggetti preziosi per compensare la cifra stabilita, cosa effettivamente avvenuta e presumibilmente per un valore anche superiore a quanto richiesto al telefono. L'uomo si è fidato completamente di quanto gli sia stato prospettato, ma quando la donna si è allontanata ha cominciato ad avere qualche dubbio. 

In effetti ha subito chiamato la nuora per cercare di capire meglio cosa stesse accadendo, e solo in quel momento, anche con l'aiuto del figlio nel frattempo accorso a casa, si è reso conto di essere stato ingannato. Questa è una delle tante vicende che viene poi raccontata dalle vittime, seppur con comprensibile remora di dover ammettere di essere stati avventati nel credere immediatamente su quanto favoleggiato da questi lestofanti, ma la spinta a denunciare l’accaduto alle forze dell’ordine e ad aprirsi con gli altri poi arriva dal desiderio di divulgarne le modalità per consentire ad altre potenziali vittime di riconoscerle e adottare le adeguate contromisure psicologiche e materiali.

L’ultimo caso simile noto ai media a Lucera risale al 2017, relativo a una donna dei Monti dauni che poi si era rivolta al commissariato di polizia di via Po per raccontare il tutto, accompagnata dai figli che l’avevano convinta a superare la vergogna per la sua disavventura di cui non si perdonava la sbadataggine. E in effetti proprio nei piccoli centri si concentrano molto spesso le azioni di questo tipo, contrastate anche da apposite campagne informative soprattutto dei carabinieri che a più riprese cercano di sensibilizzare la popolazione di ogni fascia d’età. 

Il consiglio principale è di chiamare subito il numero di emergenza 112 appena vengono notate delle situazioni sospette, facendo attenzione a strane richieste (specie di denaro in contanti) che possono arrivare da sconosciuti, pur muniti di tesserini che potrebbero rivelarsi falsi. E quindi non aprire la porta, tanto meno farlo fare ai bambini, non dare confidenza o informazioni personali anche al telefono, e non fidarsi di proposte apparentemente vantaggiose.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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