“Ormai da anni è il padrone di quel luogo”. Gesta criminali di Smarzoccl’ in venti anni di cronache giudiziarie

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Di fatto ormai da anni, impunemente, è il padrone del Bosco Isola. Annovera plurime denunce per pascolo abusivo e altrettanti accertamenti dei carabinieri forestali. I suoi capi di bestiame vanno ovunque, hanno ruminato molti alberi che producono bacche e decimato la preziosa vegetazione spontanea del luogo.

Si è impossessato della Foce Schiapparo. Al momento non so, ma per anni è stato così. Si tratta di un soggetto agli antipodi dell’ordine". È la sintesi del racconto fornito da alcune fonti  residenti a San Nicandro Garganico e ascoltate da l’Attacco in merito al compaesano Costantino Folla, alias U’porc’ o Smarzoccl’.

Che per i sannicandresi consultati “usa un bene pubblico a suo consumo, cosa che lancia un messaggio devastante, ovvero che certe persone possono fare ciò che vogliono indisturbati. Questo perché, probabilmente, Procura e Tribunale di Foggia, oberati come sono, impiegano tempo a vagliare e processare le migliaia di notizie di reato in carico. E così Costantino Folla - proseguono - è riuscito a perpetrare il suo abusivismo per molto tempo”.

Residente nel centro garganico e appartenente, per quanto informa la vox populi, a una famiglia numerosa con diversi elementi dediti al crimine, il 52enne nato a Lionberg (in Germania) è pregiudicato per reati vari connessi a spaccio, furto, abigeato, armi. Come d’altronde narrano le cronache giudiziarie degli ultimi 20 anni.

Il suo nome, secondo quanto riporta il blog Mafie Italiane (fonte Studio Legale Vaira), compare pure nell’ormai lontana inchiesta Iscaro-Saburo sulla criminalità garganica. Costantino Folla fu accusato insieme a Gennaro Giovanditto e al boss dei montanari Franco Li Bergolis dell’omicidio, eseguito con numerosi colpi di arma da fuoco, di Michele Tarantino, il 30 marzo del 2001 a San Nicandro Garganico.

Secondo l'accusa Folla aveva attirato la vittima fuori dalla sala giochi in cui si trovava, gli altri avrebbero materialmente eseguito ed organizzato il reato. Nonostante che il fatto fosse avvenuto nel centro abitato e che gli esecutori avessero agito prendendosi il loro tempo, ricaricando i fucili per colpire con molteplici colpi la vittima, non si individuavano testimoni oculari.

Nemmeno Giovanni Vocino, che restò ferito nell'agguato, portò alcun elemento utile all'indagine, e fu considerato reticente. Le indagini portarono a far ritenere che la vittima partecipasse ad un traffico di stupefacenti. E secondo la madre di Tarantino, Folla (amico della vittima che lei non ritiene responsabile del fatto) le avrebbe detto che aveva chiamato Tarantino fuori dalla sala giochi perché i due volevano partecipare a un convegno su animali. Alla fine, Folla fu assolto dal reato per insufficienza di prove.

C’è, in tutti modi, chi in paese ricorda le diverse piantagioni di marijuana afferenti a un pezzo della famiglia Folla e smantellate con operazioni di polizia per cui si rese necessario l’avvistamento degli elicotteri perché coltivate in aree molto nascoste.

In effetti, nel 2015, la vasta operazione “New green generation” da 20 arresti, messa a segno dai carabinieri del Comando provinciale di Foggia allora guidato dal comandante Basilicata (ora alla Dia), portò alla misura cautelare in carcere per Pietro Folla, altro elemento del numeroso ceppo familiare sannicandrese, perché produttore di marijuana in alcuni terreni nella sua disponibilità ubicati nei territori tra San Nicandro Garganico e Chieuti.

La droga prodotta da Pietro Folla veniva poi smerciata all’ingrosso soprattutto da Antonio Altieri, che gestiva pure lo smercio al dettaglio in paese. Il volume d’affari permetteva di cedere quantitativi pari a 1 chilo e mezzo di droga alla settimana per un valore di circa 2mila euro a tranche.

E, in quell’operazione di polizia giudiziaria, fu destinatario di misura cautelare ai domiciliari anche Costantino Folla, all’epoca ristretto nel carcere di Trani. Un anno dopo Smarzoccl’ e la moglie figurarono poi tra i 35 arresti (effettuati tra San Severo, San Nicandro Garganico, Foggia, e Sant’Ambrogio di Valpolicella) in una nuova operazione dei carabinieri, denominata “Triangolo della droga”, in cui furono smantellati canali di approvvigionamento per cocaina, hashish e marijuana in grandi quantità e di grande qualità, in grado di richiamare in zona anche spacciatori di Sant’Ambrogio di Valpolicella, piazza del Veronese, per rifornirsi in Capitanata.

Non pago, però, “il noto censurato di San Nicandro Costantino Folla”, così lo chiama l’Arma nel comunicato diramato per quest’altro episodio, si fece arrestare anche nel 2019, dai carabinieri della Stazione di Lesina su provvedimento emesso dal gip del Tribunale di Foggia, per essersi reso responsabile di numerosi furti in abitazioni di Marina di Lesina e in area Foce Schiapparo.

Grazie alle attività svolte durante i sopralluoghi, escussioni di testimoni, visione di immagini dei sistemi di videosorveglianza, sequestro e analisi dell’autovettura utilizzata per i furti ed abbandonata al termine di un inseguimento, i carabinieri riuscirono ad attribuire a Costantino Folla almeno sei furti, che aveva consumato ai danni di altrettante abitazioni ubicate nelle località balneari di Marina di Lesina e dello “Schiapparo”.

La Procura della Repubblica di Foggia, avendo concordato pienamente con le risultanze investigative del carabinieri, aveva poi richiesto la misura cautelare. Smarzoccl’, al termine degli accertamenti di rito, fu tradotto presso la casa circondariale di Foggia. Ed ora, evidentemente, è tornato, per l’ennesima volta, a far danni. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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