L’appalto aggiudicato alla srl considerata da inquirenti legata a Dino Miucci, braccio imprenditoriale del clan

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Non è passata inosservata a Monte Sant’Angelo la determina con cui il responsabile del Settore tecnico Giampiero Bisceglia ha aggiudicato un appalto alla Costruzioni La Torre srl di Michele La Torre. Si tratta dei lavori di “manutenzione straordinaria della strada rurale denominata SC301 (Santa Maria – Coppa Cerasa) nell’agro del Comune di Monte Sant’Angelo”. Il 17 ottobre scorso Bisceglia assunse un atto in cui ricordò che a fine 2023 era stato dato avvio alla procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando, “preceduta da un avviso di manifestazione di interesse da intendersi come mero procedimento preselettivo, con il quale il Comune di Monte Sant’Angelo intende contattare un numero congruo di potenziali soggetti affidatari in possesso di adeguata qualificazione”, 

e approvò il verbale del 12 gennaio scorso di verifica delle richieste di partecipazione alla manifestazione di interesse, stabilendo di invitare le 18 imprese che avevano risposto. Entro il termine ultimo per la ricezione delle offerte, fissato nel 7 novembre scorso, sono pervenute otto offerte. Costruzioni La Torre ha vinto grazie al ribasso del 23,666% sull’importo posto a base di gara, per un totale di 226.826,57 euro. Nella determina di aggiudicazione si spiega che la srl “risulta nell’elenco dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa della Prefettura di Foggia (White List), data di iscrizione 04.07.2022, data scadenza iscrizione 04.07.2023” e che c’è un “aggiornamento in corso”.

Il motivo per il quale nella città garganica, tra gli addetti ai lavori, la determina sta sollevando perplessità è legato alla recente operazione antimafia Mare e Monti, eseguita dalla Polizia di Stato, dall’Arma dei Carabinieri e dalla Guardia di Finanza sotto la guida della Direzione Nazionale Antimafia e della D.D.A. di Bari. 

Un blitz che il 15 ottobre – dunque appena due giorni prima della determina con le imprese da invitare alla procedura - portò all’arresto di 39 persone, sgominando uno dei clan più pericolosi della cosiddetta quarta mafia, ovvero quello dei Montanari, il clan Libergolis-Miucci. Il carcere fu disposto in primis per il reggente 41enne Enzo Miucci e per suo fratello Dino Miucci, considerato il braccio imprenditoriale del clan. 

E’ stata l’indagine che ha reso evidente come - anche a distanza di tanti anni dallo scioglimento del consiglio comunale di Monte Sant’Angelo per infiltrazioni malavitose, avvenuto nel lontano 2015, e dopo decine di interdittive antimafia - l’economia della città Unesco abbia continuato a subire le infiltrazioni del clan locale. Una presenza mafiosa capace di una chiara ingerenza nell’economia locale, grazie alla forza intimidatrice e al conseguente assoggettamento. La prima spia di tale fenomeno, per gli inquirenti, è nella arrendevolezza di alcuni imprenditori locali di fronte all’imposizione mafiosa, che si traduceva a seconda dei casi nel pizzo, nelle assunzioni, in atti di concorrenza illecita, danneggiamenti ritorsivi, infiltrazione di imprese compiacenti negli appalti. 

Da un lato sono mancate le denunce degli imprenditori e dei commercianti, dall’altro è emerso come, nonostante la detenzione dei vertici del clan Libergolis, bastasse menzionare i nomi di Miucci o Palena per ottenere quanto richiesto. Ebbene, tra le imprese citate nell’inchiesta c’è proprio la Costruzioni La Torre srl. Se ne parla nella parte dedicata dalla gip alle estorsioni. Sono due le imprese considerate dagli investigatori legate a Dino Miucci e dunque, in qualche modo, a rischio infiltrazione da parte del clan: una è Costruzioni La Torre srl, l’altra è Agriforest, società cooperativa agricola riconducibile ad Antonio Quitadamo. 

Tra gli episodi contestati dalla Procura c’è quello relativo ad un contratto per la movimentazione terra, da non meno di 20.100 euro, che sarebbe stato imposto alla Bio System Company a vantaggio della Costruzioni La Torre srl di Michele La Torre. In alcune intercettazioni si fa riferimento all’infiltrazione, nel cantiere, di Dino Miucci tramite due imprese a lui riconducibili. Della Costruzioni La Torre si parla come dell’impresa che stava realizzando i lavori di rifacimento della tettoia di una palestra comunale nel quartiere Galluccio. La Agriforest ha come rappresentante legale Annamaria Libergolis, cugina di secondo grado dello scomparso boss Ciccillo Libergolis, e come dipendente e gestore di fatto Antonio Quitadamo, detto Pagghialong. La società si è effettivamente occupata della fornitura di piante nell’ambito del contratto di appalto per i lavori al depuratore di Monte Sant’Angelo. 

Quanto alla Costruzioni La Torre di Matteo La Torre, l’impresa ha poi realmente eseguito i lavori in subappalto nel cantiere del depuratore; inoltre gli inquirenti hanno appurato che nel 2020 fu assunto come dipendente Lorenzo Scarabino, cognato di Enzo Miucci. “Siamo stati costretti, se no mi saltava in aria il cantiere”, lo sfogo di un referente di Bio System Company. Insomma, il metodo mafioso alla base dell’estorsione, mezzo per infiltrarsi nel mercato e falsare la libera concorrenza tramite l’imposizione di imprese compiacenti sui cui lavori percepire una percentuale. 

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testatina dillo al direttore WEB

 



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