Possibili responsabilità penali, contabili, civilistiche ma anche politiche. A cominciare dalla responsabilità politica dei commissari straordinari, che pur essendo stati avvertiti delle tante criticità e opacità decisero nel 2023 comunque di affidare in via diretta ad Amiu Puglia il servizio di igiene urbana a Foggia per altri nove anni e per ben 203 milioni di euro.
Come rivelato ieri su queste colonne, dopo la Procura di Foggia - che ha notificato nelle scorse settimane gli avvisi di conclusione delle indagini per le due inchieste svolte dalla Guardia di Finanza - anche la magistratura contabile si sta muovendo sulla base della circostanziata denuncia degli autori degli esposti – associazioni, avvocati, professionisti – che da ultimo hanno formulato un’istanza di annullamento in autotutela del contratto con Amiu.
Ma c’è di più: al di là di quelle che saranno le risultanze dell’azione della magistratura, ci sono fatti oggettivi emersi in superficie per i quali il Comune di Foggia, dunque l’amministrazione Episcopo, dovrebbe agire in via sanzionatoria. Tutte questioni approfondite da l’Attacco con l’avvocato Nicola Zingrillo, uno degli esponenti.
“La questione è complessa”, afferma Zingrillo. “E’ evidente che ci sono errori legati al passato, a cominciare probabilmente da quello originario di affidare nel 2014 il servizio di igiene urbana ad Amiu Puglia. E’ importante partire dal passato per capire cosa si possa fare oggi. Sicuramente tra gli errori commessi c'è stato quello di non osservare nulla rispetto ai bilanci societari, al di là delle responsabilità contabili eventuali. Non abbiamo notizie né contezza di cosa la Corte dei conti stia facendo, non siamo stati finora chiamati ma in quel caso daremo sicuramente il nostro contributo all'accertamento dei fatti. Serve analizzare cosa è accaduto. L’intervento su Bari è reso difficile dal fatto che come Comune siano stati zitti e che sul contratto di servizio ci sono state ben 59 proroghe.
Oggi, però, si pone la questione di cosa fare del contratto e di Amiu. Finalmente ora si registra maggiore attenzione su come eseguire tale servizio e si sta vedendo il controllo analogo da parte del nostro ente, come pure le prime contestazioni ad Amiu. Ma dall'altra parte c'è un contratto nato come un’anatra zoppa, su presupposti sbagliati.
E poi sono venute fuori notizie ulteriori, da altre fonti, ovvero che il contratto è sorto non per aiutare Foggia ma in realtà per aiutare Bari, come è stato detto pubblicamente sia dall'ex membro del cda Raphael Rossi che dall'ex assessore regionale Leo di Gioia, così come - stando a quanto trapelato rispetto all’indagine della Finanza - sarebbe stato sottolineato da Oronzo Orlando, ex membro del cda. Non è detto che ci siano reati, perché tutto è avvenuto all'interno di una società ma sicuramente ci sono rapporti particolari in una società in house. Il controllo analogo comporta che i due enti pubblici debbano dialogare, un dialogo che è mancato in questi anni”.
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