Non un semplice calendario estivo, ma un vero percorso educativo diffuso che mette al centro i giovani e il territorio. Prende il via il 22 giugno 2026 PietraLab - Sport, Ambiente, Creatività, il progetto promosso dal Comune di Pietramontecorvino e finanziato dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia - Presidenza del Consiglio dei Ministri (Dipofam), con l’obiettivo di trasformare l’estate in un’occasione concreta di crescita, partecipazione e scoperta. L’iniziativa, affidata alla gestione di Patto Consulting - impresa sociale, capofila delle attività, coinvolge una rete di partner del territorio - APS Just Free Time, Pro Loco e Wild Adventures - in un’alleanza educativa che rafforza il legame tra comunità, associazionismo e nuove generazioni e costruisce un programma pensato per ragazzi dai 7 ai 17 anni, interamente gratuito e basato su un approccio esperienziale. Il percorso si apre dal 22 al 27 giugno con il laboratorio creativo “Non sono marionette”, durante il quale i partecipanti realizzeranno e animeranno marionette, sviluppando manualità, capacità espressive e narrazione. Subito dopo, il 27 e 28 giugno, i ragazzi saranno accompagnati in un’escursione serale e notturna nel bosco, un’esperienza guidata che permetterà loro di riconoscere i suoni degli animali - come il richiamo del lupo e del gufo - e di apprendere le regole base per muoversi in sicurezza in ambiente naturale nei dintorni di Pietramontecorvino.

Poco più di 200.000 euro di risorse comunali per due mesi di eventi e di iniziative che vedranno come protagonisti assoluti e interpreti le realtà associative del territorio. Stamattina è stato presentato il Manfredonia Festival e l’assessore Francesco Schiavone ci vede non solo un calendario di appuntamenti ma soprattutto un tassello di una visione più ampia. “Una rassegna estiva di eventi culturali, musicali, sociali e sportivi, che animerà il nostro territorio da qui forse fino alla metà di ottobre”, spiega sottolineando come la programmazione non si esaurirà nei mesi canonici dell’estate.

Dopo il migliaio di persone che domenica sera, a Foggia in piazza Nigri, avevano assistito alla prima messa in scena, anche lunedì sera a Manfredonia è stato pienone per la rappresentazione de Il Re, l’ultimo lavoro del compositore foggiano Umberto Giordano. Il bellissimo castello svevo è stato lo scenario d’eccezione dello spettacolo, introdotto dai saluti del presidente di Camera di commercio Pino Di Carlo, cui si deve l’idea di dar vita al Gio Festival, la rassegna dedicata a Giordano, che nella sua prima edizione ha portato sul palco tre opere: la giovanile Marina, Il Re e il capolavoro Andrea Chénier. Per la prima volta una delle celebri produzioni della regista fiorentina Manu Lalli, nota per il suo teatro di strada e per il progetto Opera Camion di Opera di Roma, è giunta in Capitanata. Il Re ebbe subito grande successo sin dalla prima alla Scala di Milano nel 1929. Il libretto del celebre Giovacchino Forzano presenta una favola settecentesca perfetta per tornare in vita nel mondo colorato e festoso di Manu Lalli ed affascinare non solo i grandi amanti dell’opera. Per Il Re l’Orchestra Suoni del Sud è stata diretta da Benedetto Montebello, mentre l’ampio cast ha visto il baritono barese di ottima carriera Marcello Rosiello nel ruolo del titolo, l’eccellente soprano di Manfredonia Veronica Granatiero, ben conosciuta dal pubblico del Petruzzelli e con esperienze trasversali tra pop e jazz, come Rosalina, protagonista femminile dell’opera; quindi il solido tenore Matteo Mezzaro come Colombello, il giovane innamorato che contende Rosalinda al Re. Rappresentata per la prima volta al Teatro alla Scala di Milano il 12 gennaio 1929 con la soprano Toti Dal Monte nel ruolo di Rosalina, si discosta dai drammi veristi del passato per abbracciare uno stile più fiabesco, ironico e moderno. La storia, settecentesca, è incentrata su una ragazza capricciosa, di nome Rosalina. Alla vigilia delle nozze, la giovane pianta in asso il fidanzato Colombello perché si è infatuata di un re. Il sovrano, venuto a conoscenza dell'infatuazione, decide di darle una lezione: acconsente al desiderio della ragazza e la invita nelle sue sfarzose stanze. Ma quando il re si spoglia dei propri abiti sontuosi si mostra alla giovane in tutta la sua reale vecchiaia e bruttezza. Delusa e spaventata da questa visione, Rosalina rinsavisce immediatamente e fugge via per tornare dal suo Colombello. Dopo i grandi trionfi veristi come Andrea Chénier e Fedora, Il Re rappresenta l'ultimo lavoro teatrale di Giordano, che sperimenta qui un'armonia politonale e moderna, evolvendo ulteriormente la sua scrittura orchestrale.

Un percorso di rigenerazione territoriale che punta sul turismo, sulla valorizzazione del patrimonio immobiliare e sulla costruzione di una strategia condivisa per i Monti Dauni. Si è concluso venerdì scorso, tra i Giardini Ducali e il Castello Ducale di Bovino, il progetto “Bovino Borgo Green”, sviluppato nell’ambito di “Semi nel Vento”, iniziativa finanziata con fondi del Pnrr. All’evento finale hanno preso parte l’assessora regionale al Turismo e alla Promozione del Territorio Graziamaria Starace, il presidente della Provincia di Foggia Giuseppe Nobiletti, la Sindaca di Bovino Stefania Russo, il Sindaco di Troia Francesco Caserta, il Sindaco di Deliceto Pasquale Bizzarro, oltre ai rappresentanti di Casa Netural, partner del progetto e protagonista del percorso di co-progettazione che ha accompagnato l’iniziativa. Nel corso del pomeriggio è stato presentato il Manifesto di “Bovino Borgo Green”, documento che raccoglie la visione strategica elaborata durante il percorso partecipativo promosso negli ultimi mesi. L’obiettivo è quello di costruire un modello di sviluppo sostenibile capace di coniugare tutela del patrimonio, attrattività turistica, qualità della vita e nuove opportunità economiche per il territorio.  Tra le azioni più significative nate nell’ambito del progetto figura “Case a Bovino”, la piattaforma digitale attraverso cui il Comune ha avviato una mappatura degli immobili disponibili nel borgo, riunendoli in un catalogo pubblico consultabile online. L’iniziativa punta a facilitare l’incontro tra proprietari e potenziali acquirenti, promuovendo il recupero del patrimonio edilizio esistente e contrastando i fenomeni di spopolamento che interessano molte aree interne. L’idea è quella di trasformare il patrimonio immobiliare inutilizzato in una leva di sviluppo territoriale, favorendo l’arrivo di nuovi residenti, lavoratori da remoto, investitori e visitatori interessati a trascorrere periodi medio-lunghi nel borgo. Una visione che si inserisce all’interno di una più ampia strategia di rigenerazione culturale e sociale costruita attorno all’identità di Bovino e dei Monti Dauni. Nel suo intervento, l’assessora regionale Graziamaria Starace ha ribadito la centralità delle aree interne nelle politiche della Regione Puglia. “Durante questo quinquennio, il mio assessorato avrà un’attenzione particolare nei confronti delle aree interne. L’ho già detto in più occasioni e lo testimonia anche la mia presenza oggi qui a Bovino. Un territorio che stiamo cercando di valorizzare nell’ambito di una strategia che comprende sia la creazione di una destinazione turistica Monti Dauni sia per quello che concerne la creazione di prodotti turistici, quindi lo studio di alcuni prodotti turistici. Per esempio, siamo in questo castello meraviglioso e parlando con la Sindaca Russo, che è lungimirante su questo tema, abbiamo ipotizzato degli scenari relativi al wedding. Sposarsi in un castello del genere, facendo anche un ricevimento in questo giardino di pertinenza del castello, potrebbe rappresentare per gli ospiti, soprattutto per quelli che magari vengono dall’estero, un’opportunità incredibile. Per non parlare della gastronomia locale e di tutti i percorsi legati all’outdoor che si possono ipotizzare in questo territorio”.

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