Manfredonia, affidamenti Valente. Arminio: “Nessuna determina per il Siponto Street Fest e per Rive d’Autore”
Due eventi di punta del cartellone estivo messo su dall’amministrazione comunale della città del golfo stanno creando un pò di marasma nell’assise consiliare di Palazzo San Domenico. Gli eventi in questione sono il Siponto Street Fest, attualmente in corso e Rive d’Autore, per l’uno e l’altro, a dire dell’attivista sipontino Michele Arminio pare sia mancata la trasparenza che dovrebbe anticipare l’organizzazione di tutte le manifestazioni della vita pubblica cittadina. Arminio con una nota stampa ha parlato espressamente di “nessun affidamento pubblicato. Per il Siponto Street Fest, giovedì sera si è svolta la seconda delle cinque serate previste. Non esiste nessun affidamento pubblicato. Non uno che riguardi la prima serata, non uno che riguardi la seconda già andata in scena. Nello specifico, non esiste e basta. Due serate su cinque già alle spalle, e ancora nessuna carta che dica chi lo sta organizzando, con quale incarico, con quali soldi, con quali garanzie per la città. Il nulla più assoluto, mentre l’evento va avanti come se le regole non esistessero”, ha affermato Arminio, mettendo sotto la lente anche l’altro evento culturale. “E poi c’è Rive d’Autore. Il 23 luglio parte la prima delle tre serate in programma. Manca meno di una settimana, i manifesti girano già su tutti i social, la gente ha già segnato la data per non prendere altri impegni. E ad oggi, per questo evento, non esiste alcun affidamento pubblicato. Zero. A giorni da uno spettacolo pubblico pagato con soldi pubblici, questa amministrazione non ha ancora messo per iscritto la cosa più elementare che la legge impone: a chi ha affidato l’organizzazione, con quale procedura, con quali garanzie di legalità. Due eventi. Stesso cartellone, stesso assessorato, stesso identico problema. E qui non si tratta di un’opinione mia, ma della norma stessa: l’affidamento va fatto prima che l’evento cominci, non a metà, non a ridosso della prima serata o addirittura dopo, come sta capitando per il Siponto Street Fest. La regola esiste proprio per impedire che si organizzino iniziative pubbliche senza che sia chiaro, nero su bianco, chi fa cosa e con quali soldi. E qui, per due eventi su due, di questo passaggio non c’è traccia. Non mancano i fondi, tutt’altro. Ci sono oltre 207.000 euro stanziati e coperti per il Manfredonia Festival, tutti regolarmente in bilancio. I soldi ci sono, e sono pure tanti, assai. Quello che manca è la famosa trasparenza di chi dove va far quadrare le carte prima di accendere un palco e invece ha pensato bene di accendere prima le luci e sistemare la burocrazia poi, forse, se qualcuno se ne accorge. E qui arriviamo nel merito della questione. Questo cartellone non è caduto dal cielo e non lo ha organizzato nessun fantasma, anche se, si sa, in Comune a Manfredonia la leggenda vuole che uno ci giri ancora. Lo ha voluto, annunciato e curato l’assessorato alla cultura, con tanto di presentazione pubblica, conferenze stampa, locandine affisse in ogni angolo della città, con un mese di anticipo sulle date. Chi lo ha messo in piedi sapeva esattamente quando ogni singolo evento sarebbe cominciato, minuto per minuto. Aveva tutto il tempo del mondo per fare le cose come si deve. Non lo ha fatto. E quando un’amministrazione fa partire due eventi su due senza affidamento pubblicato, non è sfortuna, non è un disguido degli uffici: è la dimostrazione che chi ha la delega alla cultura in questa città sa curare l’immagine di un palco, ma non cura allo stesso modo le carte che stanno dietro”, ha concluso.
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