Sarà ancora una volta la musica che accoglie il giorno nuovo a chiudere simbolicamente, come ogni estate, “Mille di queste Notti”, la rassegna di teatro e musica organizzata da Bottega degli Apocrifi e cofinanziata dal Comune di Manfredonia, all’interno della programmazione del Manfredonia Festival, con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Puglia.

Musica e tradizioni hanno scandito l’ultimo appuntamento del “Cammino della tradizione”, uno dei percorsi inseriti nel festival “Gargano Vivo - Radici in cammino”, svoltosi ieri sera a Lido del Sole. La serata ha visto esibirsi i Rione Junno, gruppo ormai legato agli organizzatori da una consolidata collaborazione, insieme all’attrice Claudia Lerro, il tutto alla presenza di un pubblico assai numeroso.

Nel cuore della Capitanata, tra le pareti di pietra di una cava trasformata in teatro a cielo aperto, arriva Enrico Brignano. Oggi, venerdì 21 agosto, la Cava dell’Erba – Stilmarmo di Apricena apre i cancelli alle 19:30 per accogliere il nuovo one man show del comico romano, “Bello di Mamma!”, terza tappa della rassegna “Suonincava 2026”, dopo I Pooh del 19 agosto e prima di Giorgio Panariello, atteso il 27. Per Apricena, insignita quest’anno dalla Regione Puglia del riconoscimento di “Città d’Arte”, lo spettacolo rappresenta uno degli appuntamenti più attesi dell’estate: un cartellone che il Sindaco Antonio Potenza ha definito il fiore all’occhiello della stagione cittadina. Un ritorno in Puglia, per Brignano, che arriva a coronamento di una carriera lunga oltre quarant’anni, cominciata negli anni Novanta nei corridoi dell’Accademia per giovani comici fondata da Gigi Proietti. Dopo la gavetta nel cabaret televisivo, il grande pubblico impara a conoscerlo nel 1998 grazie a “Un medico in famiglia”, dove veste i panni del fidanzato della domestica Cettina: un ruolo apparentemente marginale che gli regala però una popolarità enorme, capace di trainare anche il suo debutto teatrale da protagonista assoluto, “Io per voi un libro aperto”. Da lì Brignano costruisce una carriera trasversale tra cinema, televisione e soprattutto teatro, il palcoscenico a cui è rimasto sempre più legato, e dove ha affinato uno stile comico riconoscibile: mai sopra le righe, fatto più di osservazione e tenerezza che di cattiveria, capace di trasformare in racconto universale i dettagli minimi della vita quotidiana e familiare. È un comico che non punta all’effetto immediato, ma costruisce personaggi in cui il pubblico si riconosce, ridendo spesso di sé stesso prima ancora che della battuta. Nel 2011, durante una tappa dello spettacolo “Sono romano ma non è colpa mia” a Termoli, riceve la notizia della morte del padre: un lutto che lo porta a intitolare lo spettacolo successivo “Tutto suo padre”.

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