Continua a percorrere i borghi del Promontorio il ricco cartellone del Festival "Gargano Vivo", l'iniziativa promossa dall'Ente Parco Nazionale del Gargano per valorizzare il patrimonio culturale, ambientale e sociale della Montagna del Sole Dopo le recenti tappe dedicate al turismo lento e ai luoghi sacri, la rassegna ha fatto sosta a San Nicandro Garganico per un momento di approfondimento e dibattito di altissimo livello scientifico e amministrativo. La tappa sannicandrese è stata caratterizzata da un'interessante tavola rotonda focalizzata sul tema "Restanza e Resistenza", un'occasione di confronto cruciale per analizzare le dinamiche dello spopolamento demografico e individuare strategie concrete di rilancio per le comunità garganiche. All’incontro, moderato dal direttore de l’Attacco, Piero Paciello, hanno preso parte, oltre al sindaco Matteo Vocale, esperti economisti, sociologi, docenti universitari e amministratori locali del territorio. Particolarmente ricchi di contenuti gli interventi dell’economista Nicola Di Bari, del consulente finanziario Tommaso Rinaldi, del presidente della BCC San Giovanni Rotondo, Giuseppe Palladino e della docente dell’Università di Foggia, Barbara Cafarelli, tutti consapevoli che il territorio possiede tutti i requisiti per far restare o far tornare i giovani, ma che evidentemente per fare ciò occorrono nuove strategie.  Ad introdurre i lavori il commissario del Parco, Raffaele Di Mauro. All’incontro ha preso parte la consigliera regionale Graziamaria Starace che ha sottolineando la necessità di trasformare il concetto di "restanza" in un pilastro concreto delle politiche di sviluppo della Regione Puglia. Durante il suo intervento, la consigliera Starace ha evidenziato come il fenomeno dello spopolamento non possa più essere affrontato con risposte emergenziali o puramente assistenziali, ma richieda una visione strutturale capace di coniugare tutela delle radici ed innovazione socio-economica. “La tenuta della residenzialità nei Comuni del Gargano e dei Monti Dauni passa inevitabilmente dal potenziamento della sanità territoriale, dalla salvaguardia presidi scolastici e dal miglioramento delle infrastrutture di collegamento”. 

Libri e musica s’intrecciano ed alimentano l’interesse per la seconda giornata della XVII edizione della Fiera del Libro di Cerignola in programma dal 25 al 27 settembre nello spazio di Palazzo Fornari. L’originale jazz performance di Fabrizio Bosso e Bruno Montrone, in programma alle 21:00, è la novità dell’evento organizzato dall’associazione Oltrebabele e la co-direzione artistica di Savino Zaba e Roberto De Candia. Il programma che sarà aperto, alle 10:00, dall’autore cerignolano Onofrio Bancone che presenterà “La Battaglia di Cerignola” e sarà intervistato da Giovanni Montingelli. A seguire, si alterneranno sul palco del chiostro di Palazzo Fornari: Angelo Avello con la declamazione di un canto de L’Inferno da “La Divina Commedia”; Gerardo Russo con il volume “Due respiri” (Edizioni Zorba) accompagnato dal regista e sceneggiatore Nicola Conversa, e Antonio Stornaiolo/Tata; Margherita Bufi e “Le filastrocche di Margherita” (Edizioni La Meridiana) che animeranno il Laboratorio per la Scuola dell’Infanzia ospitato dalla Biblioteca Ikigai. Chiuderà la mattinata la presentazione delle opere di Felice Pestilli.

La firma, avvenuta questa mattina a Sala del Consiglio d’Ateneo, di due nuovi accordi rafforza la cooperazione accademica tra Italia e Cina e apre nuove opportunità nei campi della formazione post-laurea, della mobilità internazionale, della ricerca e dell’innovazione.
Presenti all’evento la delegazione cinese, composta dal Presidente del Consiglio di Amministrazione della SWFU, prof. LI Yongqin e da docenti rappresentanti del personale amministrativo, accolta dal Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Foggia, Lorenzo Lo Muzio, dalla Prorettrice, Donatella Curtotti, dal Direttore Dipartimento di Scienze Agrarie, Agostino Sevi, Roberto Romaniello, professore associato presso il Dipartimento di Scienze Agrarie. Presente anche il Presidente dell’Ente Parco del Gargano, Raffaele Di Mauro.

Lo sport che prova a superare la logica della competizione e si fa racconto del territorio, veicolato, perché no, anche da un’immagine che viaggia sui social, potente nella sua semplicità. Per dare ai “settembrini” un motivo per scegliere il Gargano quando l’estate canonica è già alle spalle, la città si affida a discipline che escono dai campi e dai palazzetti e si appropriano degli spazi urbani e naturali: i tetti del borgo, Marina Piccola, la falesia della Ripa, il mare. La manifestazione che meglio racconta questa ambizione è infatti anche quella meno convenzionale: Vieste Parkour, tornato per il secondo anno con atleti provenienti da diversi Paesi, dal Sudafrica al Giappone. Salti, evoluzioni, ostacoli superati utilizzando il corpo e l’architettura urbana: immagini che hanno già trasformato scorci familiari della città in scenografie sportive e che, nella prima edizione, hanno raggiunto un pubblico molto più vasto di quello presente fisicamente a Vieste. “Alcuni video l’anno scorso hanno fatto milioni di visualizzazioni - racconta a l’Attacco l’assessore allo Sport Gaetano Desimio -. Ci aspettiamo tanto dal parkour sia come evento sportivo sia come attrattore turistico e strumento di promozione del territorio”.
Quest’anno, però, il progetto compie uno step ulteriore: cambia la collocazione del villaggio del parkour, trasferito a Marina Piccola per renderlo più accessibile e visibile, e alla manifestazione si affianca Kings of the Cliffs, la gara di tuffi dalla Ripa in programma il 25 settembre. 
La nuova location della falesia suggerisce quasi spontaneamente un parallelismo con Polignano a Mare, che negli anni ha fatto dei tuffi dalle grandi altezze in una delle attività più riconoscibili della propria promozione internazionale. Vieste non intende replicarne semplicemente la formula, ma provare a costruire una propria identità, sfruttando una conformazione naturale che sembra fatta apposta per saldare gesto atletico e paesaggio. “L’obiettivo è far crescere sempre di più sia la gara dei tuffi sia il parkour - spiega Desimio -. Quest’ultimo è inserito in un circuito internazionale e in Italia non sono molti gli eventi di questo tipo. Più riusciamo a farlo crescere, maggiore sarà la promozione del territorio”. 

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