“Ricordo polemiche di una terra felice che venne raccontata come criminale”

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

Era sul finire degli anni Cinquanta e una splendida Gina Lollobrigida faceva girare la testa a folle garganiche che si assiepavano nei luoghi del suo set mentre seguita da stuoli di fotografi, costumisti e operatori girava le scene del film La Legge.

La storia è di quelle classiche. La terra raccontata è la Corsica (anche se si girava sul Gargano), dove tra litorali brulli e un mare mozzafiato, si intrecciano le vicende di diversi personaggi. Don Cesare, il signorotto locale amante dell’arte antica, con il suo uomo di fatica, Tonio, a cui ha fatto sposare Giulia, sua serva ed ex amante. Marietta, figlia minore di Maria, che vive in casa di Don Cesare con la madre e le sorelle Marta ed Elvira.

I sentimenti tra gli uomini e le donne tra cui Cesare, Marietta, Enrico, Attilio, Lucrezia, Matteo e Giuseppina oltre agli altri numerosi interpreti, si sfiorano, spesso senza incontrarsi, in una sorta di scambio di emozioni e destini. Mentre tra tutti troneggia la figura di Marietta, la sola a non cedere alle prepotenze di Matteo Brigante, padre di Francesco, che pensa di potere avere ogni cosa semplicemente imponendo la sua legge. Fino alla festa patronale in cui Enrico assiste all’umiliazione di Tonio e Marietta che riesce a rubare un portafoglio pieno di soldi ad un turista svizzero.

Coltelli che sfregiano amanti arroganti, messaggi segreti che costringono a rivelare identità nascoste, corriere come mezzi di locomozione, solitudini difese con orgoglio e improvvise povertà, fino a impensate eredità che convertono gli animi.

Le vicende continuano con Don Cesare sofferente che informa la ragazza che le lascerà in eredità la casa e la convince a restituire i soldi rubati. E la corsa dal giudice, con tanto di manette, arresti e accuse reciproche. Al finale sono dedicate le attese e i ritorni di Donna Lucrezia e Matteo, con tanto di avance e lanci suicidi dalle finestre, mentre altri protagonisti muoiono ed altri partono e ii vecchi amici voltano le spalle a Matteo Brigante che non potrà più fare la legge, e Marietta prende possesso della casa dove andrà a vivere con Enrico che sposerà a breve.

“Molti dei nostri anziani conservavano un ricordo nitido di quelle giornate sensazionali”, racconta a l’Attacco Maria Teresa Rauzino, docente ed esperta di Storia locale. “Gina Lollobrigida era bellissima e la gente non vedeva l’ora di poterla guardare, anche se in lontananza. È il popolo di Carpino quello che conserva il ricordo migliore, perché la gente del posto è stata maggiormente coinvolta come comparsa. Ma anche a Rodi e San Menaio tanti di quelli che oggi sono anziani tengono a mente quelle giornate sensazionali. Per la mia età non ho ricordi particolari”.

“Ero al primo anno di università. Nell’albergo dell’Aci, che poi fu Hotel Sole e Hotel Bellariva in cui risiedevano gli attori, io ci andavo spesso anche a pranzo”, racconta il professore Peppino Maratea, custode di numerosi ricordi di Storia locale.

“Era primavera inoltrata, e loro si fermarono da noi per molti mesi. Ho avuto modo di conoscere alcuni attori, e fare amicizia con una giovane promessa che come me era uno studente universitario. Era lui che mi accreditava. La controfigura della Lollobrigida era la moglie di un uomo che poi fece carriera in Mediaset. La Lollobrigida aveva la puzza sotto al naso e si vedeva poco in giro. Del resto erano in tanti gli uomini che avrebbero potuto provarci con lei. Il gruppo di attori era di primo ordine. Tra loro c’era anche Paolo Stoppa. La gente del luogo fu coinvolta relativamente. E comunque il film fu molto contestato dall’intellighenzia dell’epoca e dai giornali locali. Secondo loro avevano fatto apparire il Gargano in una luce impropria, come un luogo non per bene ma pieno di delinquenti e donne di facili costumi. Avevano così dato un colpo all’idea di Gargano felix. Da qui seguirono numerose interrogazioni parlamentari. Tanto che sui titoli di coda è scritto che il film è girato in Corsica mentre i paesaggi erano garganici. Ci furono anche campagne di stampa da cui alcuni si distaccarono in nome della libertà dell’arte e contro quella intellighenzia un po’ parruccona che si attestava su posizioni di gretta conservazione”.

Per il film con la regia di Jules Dassin e tratto dal romanzo di Roger Vailland, le riprese si sono svolte in particolare nel Gargano: precisamente a Carpino, mentre alcune scene sono state riprese a Rodi Garganico, Ischitella, Peschici e San Menaio.

La legge fu uno dei primi film girati sul promontorio del Gargano. E se nel romanzo e nella versione francese la storia è ambientata nel Gargano, nella versione italiana l'ambientazione della storia viene spostata in Corsica.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet