Sciopero tir, Coldiretti Puglia: “Scaffali si svuotano del Made in Italy, si rischia aumento prodotti esteri”

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Con lo sciopero dei tir italiani che mette a rischio le consegne e gli approvvigionamenti, con il pericolo di scaffali sempre più vuoti, cresce anche il rischio di un maggiore ricorso a prodotti provenienti dall’estero per garantire la disponibilità di cibo, una situazione che rende ancora più urgente rafforzare i controlli sulla provenienza e sulla tracciabilità degli alimenti, proprio mentre il business delle agromafie ha raggiunto il valore di 25,2 miliardi di euro. A lanciare l’allarme è Coldiretti Puglia, sulla base dei dati dell’Osservatorio Agromafie promosso da Coldiretti.

In una fase di emergenza negli approvvigionamenti, il rischio è che la necessità di garantire la presenza dei prodotti sugli scaffali finisca per favorire un maggiore ricorso alle importazioni, rendendo ancora più importante assicurare che i cittadini possano conoscere con certezza l’origine di ciò che acquistano.

Le frodi e la mancanza di trasparenza lungo la filiera agroalimentare colpiscono direttamente i cittadini, che rischiano di acquistare prodotti spacciati per italiani o presentati con caratteristiche che non corrispondono alla realtà – denuncia Coldiretti Puglia - anche potenzialmente pericolosi per la salute, pagando un prezzo ingiusto e senza poter scegliere consapevolmente cosa portare in tavola.

Un danno che riguarda non solo la sicurezza e la fiducia dei cittadini, ma anche la concorrenza leale e il reddito degli agricoltori onesti, penalizzati da chi taglia i costi aggirando le regole – insiste Coldiretti Puglia - in un contesto di difficoltà logistiche, garantire gli approvvigionamenti non può significare abbassare la guardia sull’origine, sulla qualità e sulla sicurezza degli alimenti. La trasparenza deve essere assicurata lungo tutta la filiera, senza che le emergenze diventino un’opportunità per chi punta su opacità, frodi e concorrenza sleale.

Secondo il Rapporto Coldiretti/Censis, tre italiani su quattro, pari al 75%, dichiarano di essere stati vittime almeno una volta di inganni a tavola, una situazione che alimenta la richiesta di maggiore trasparenza e di una linea dura contro chi inganna i cittadini, con comportamenti che non possono essere liquidati come semplici furbizie, ma che rischiano di compromettere la fiducia nel sistema alimentare e mettere in pericolo la salute pubblica. Da qui la richiesta di regole più stringenti: l’89% degli italiani ritiene necessarie leggi severe contro le frodi sulla qualità e sull’origine dei prodotti, mentre per l’88% le etichette ingannevoli sulla provenienza rappresentano una minaccia per la salute pubblica.

Un passo fondamentale in tale direzione è stato fatto con l’approvazione del disegno di legge che introduce nel codice penale – ricorda Coldiretti Puglia - un nuovo titolo dedicato ai delitti contro il patrimonio agroalimentare, accogliendo le proposte della cosiddetta “Legge Caselli”, fortemente sostenuta dalla Coldiretti attraverso la Fondazione Osservatorio Agromafie.

Il provvedimento introduce importanti misure per tutelare la filiera agroalimentare e i cittadini, con particolare attenzione alla repressione delle frodi. Tra le principali novità, spicca l’introduzione del reato di frode alimentare, che punisce le condotte ingannevoli – dice Coldiretti Puglia - nella produzione e commercializzazione di alimenti, soprattutto quando danneggiano il consumatore in relazione alla qualità, alla quantità o alla provenienza dei prodotti. Vengono inoltre introdotte misure contro il commercio di alimenti con segni mendaci, per contrastare false etichettature e indicazioni ingannevoli, e contro l’agropirateria, rivolta a chi commette frodi alimentari in modo sistematico e organizzato.

Ora occorre accelerare sull’applicazione delle misure previste dal ColtivaItalia, a partire dall’istituzione della banca dati dei controlli innovativi, che impiega strumenti scientifici avanzati come la risonanza magnetica, la mappa genomica e la mappatura isotopica per verificare l’origine delle produzioni. Una misura decisiva per garantire trasparenza e qualità alle filiere agroalimentari e contrastare truffe e speculazioni messe in atto dai trafficanti che minacciano la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori, con i controlli – conclude Coldiretti – che devono inoltre poter assumere valore probatorio nei procedimenti giudiziari.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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