Ritucci contro gestione finanziaria Distante: “Non farei risanare i conti a chi li ha messi in disordine”

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

“Non farei mai risanare i conti del Comune a chi li ha messi in disordine”. Questo è il senso della contestazione mossa dal consigliere comunale Massimiliano Ritucci sulla gestione finanziaria del Comune di Manfredonia. Il consigliere di AgiAMO esclude l’attacco personale alla dirigente economico-finanziaria Marica Distante e all’assessora Cecilia Simone. Contesta, invece, una scelta politica: affidare il risanamento a chi - secondo la sua ricostruzione - seguiva il settore anche nella fase di indebitamento, senza affiancargli una figura politica capace di parlarne la stessa lingua. La polemica si colloca nella discussione consiliare del 19 ottobre scorso sulla ratifica della delibera di Giunta relativa alla variazione urgente del bilancio 2026-2028. Secondo Ritucci, tutte e sette le variazioni adottate nell’anno sarebbero passate dalla procedura d’urgenza. Il consigliere ha messo in dubbio che fosse necessaria, dal momento che l’articolo 175 del Testo unico degli enti locali la consente se adeguatamente motivata. Un ulteriore vulnus risiede nell’assenza di una figura capace di comprendere il lavoro della ragioneria e verificarne le indicazioni. “Abbiamo affidato l’azione di risanamento a chi gestiva, comunque, quel settore anche nella fase di indebitamento. Io non farei mai risanare i conti a chi li ha messi in disordine”. Se si decide comunque di affidare il risanamento alla stessa persona, bisogna almeno “affiancare a quella persona qualcuno che parla la stessa lingua. Se ci mettiamo a fianco una figura politica che comunque non comprende le operazioni contabili che vengono fatte da quel settore, che senso ha?”, domanda Ritucci. La sua risposta è netta: “Si viene in Consiglio a raccontare quello che viene detto dagli uffici”, aggiungendovi anche le repliche agli interventi dei consiglieri che arriverebbero sul cellulare e l’assessora le legge in aula. Ritucci precisa che “l’assessora è una bravissima persona”, però richiama la formazione umanistica di Simone per sostenere che la delega richiederebbe competenze più solide e specifiche. Nella lettura del consigliere, il discrimine è tra il valore personale e l’idoneità a esercitare una funzione delicata. “Come si può pretendere da una persona così che possa vigilare, dialogare con gli uffici, dare degli atti di indirizzo?”. 

Senza conoscere i meccanismi contabili, ritiene che l’indirizzo politico rischia di rimanere sulla carta. “Serve saper leggere la contabilità di un ente per poter, anche a volte, contrastare un’idea che hanno gli uffici”, dice. E chiarisce la divisione dei compiti: “L’indirizzo politico lo deve dare l’Amministrazione. Il tecnico deve dire se questa operazione si può fare o non si può fare”. Se il tecnico afferma che un’operazione non si può fare, “tu non hai gli strumenti per poterlo contrastare”, sostiene Ritucci. Una critica che denuncia - nella sua prospettiva - la debolezza di una guida politica che non riesce a valutarne fino in fondo le indicazioni.

La stessa impostazione, racconta il consigliere, si vedrebbe nella preparazione del bilancio di previsione. Il documento arriverebbe in Giunta come una soluzione già confezionata: “Questo è: approvatelo. Lo dovete approvare così e poi successivamente faremo le variazioni di bilancio. Ma non funziona così”, commenta. Il metodo corretto dovrebbe essere l’opposto: “Prima di fare un bilancio di previsione ci si siede tutti intorno e si dice quali sono le risorse a disposizione, come dobbiamo dividerle e cosa possiamo fare? Invece qui si lavora al contrario”.

La richiesta di cambiare la guida dell’assessorato al Bilancio discende dal fatto che “leggo gli atti e mi faccio un’idea in base a quello che si decide e si fa. Nulla di personale contro nessuno. Né contro l’assessora Simone, né contro i tecnici. Però ci sono alcune operazioni che per me sono inspiegabili”.

Durante il dibattito in aula, è emerso anche il tema delle risorse rimaste bloccate dal 2020. Ritucci ha contestato al Sindaco Domenico la Marca la rivendicazione del risultato, perché “non siete stati voi, ma ve li hanno fatti sbloccare”. Ritucci e il collega Antonio Tasso (Sipontum) chiedono riscontri sui singoli atti. “Il nodo politico, però, resta: quanto pesa l’indirizzo della Giunta nelle decisioni finanziarie? E quanto, invece, l’amministrazione dipende da valutazioni che non riesce a discutere con sufficiente competenza?”.

La diffidenza di Ritucci si collega a una vecchia segnalazione – quando Angelo Riccardi era Sindaco - alla Procura e alla Corte dei conti sull’accertamento straordinario dei residui attivi, i crediti iscritti ma non ancora incassati. Al centro, racconta, c’era un fondo di accantonamento da 17 milioni e 700 mila euro per crediti dichiarati di dubbia esigibilità. “Per dichiararli di dubbia esigibilità devi dimostrare, innanzitutto devi avere i titoli, devi sapere chi sono questi soggetti, devi dimostrare che negli anni hai provato a fare delle azioni di recupero che non sono andate a buon fine e devi dire perché non sono andate a buon fine”, afferma.

Secondo Ritucci, alcune somme iscritte come crediti sarebbero servite soltanto a far tornare i conti, senza avere una concreta possibilità di riscossione. “Erano soltanto numeri, secondo me, per aggiustare i conti”. A suo giudizio, l’accantonamento avrebbe vincolato risorse per decenni. “Fai un fondo di accantonamento per 30 anni. Cioè, per 30 anni dobbiamo accantonare queste somme che in realtà non avremmo mai preso perché non esistevano, secondo me”.

Il consigliere di AgiAMO sostiene che la Guardia di Finanza svolse un’indagine “abbastanza approfondita” e che questa si sarebbe conclusa dando ragione alla sua tesi. Di parere contrario la Procura, che invece archiviò.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet