Resta ancora lontana l’approvazione, da parte del consiglio comunale di Foggia, della variante urbanistica al PRG per l’ampliamento dell’agglomerato industriale ASI. Nemmeno nell’ordine del giorno della seduta consiliare del 28 ottobre prossimo ce n’è traccia, compaiono in compenso 15 altri punti diversi (quasi tutti inerenti a mozioni, a cominciare da quella di sostegno al comparto olivicolo-oleario pugliese in crisi e riconoscimenti di piccoli debiti fuori bilancio derivanti da sentenze giudiziarie). Un’assenza che è la spia di come la matassa non sia stata sbrogliata e non si possa al momento andare in aula per dare il via libera all’operazione. La proposta di delibera, risalente a giugno, era stata calendarizzata per una precedente seduta di consiglio, ma lo scorso 21 settembre il dirigente dei lavori pubblici, l’ingegnere Tullio Daniele Mendolicchio, chiese il differimento della discussione per approfondimenti istruttori con i competenti uffici regionali, al fine di condividere il percorso amministrativo relativo al procedimento. Una nota che di fatto da allora ha bloccato l’approdo in aula e che avrebbe sinora registrato una risposta non positiva da parte della Regione. Ma prima ancora era stata la commissione ambiente e territorio, il 14 settembre, a rimarcare come l'assenza della documentazione completa non permettesse di esprimere, mediante il proprio parere, una adeguata ed esaustiva valutazione di merito su un atto di fondamentale rilevanza urbanistica ed economica per il territorio, con richiesta di una formale sospensione dell'iter procedurale verso l'approvazione del provvedimento in consiglio comunale e l'interruzione dei termini per l'espressione del parere della commissione, fino alla completa trasmissione di tutto il materiale integrativo richiesto, tra cui l’elenco delle istanze di insediamento produttivo nell’agglomerato ASI di Foggia Incoronata. Nei giorni scorsi una convergenza è emersa nel tavolo promosso dal presidente di Confindustria Foggia, Tito Salatto, prima dell’assemblea generale dei soci, rispetto all’ampliamento dell’area industriale e al potenziamento della piattaforma logistica. All’incontro con gli imprenditori della Capitanata hanno partecipato la sindaca Maria Aida Episcopo, l’assessore comunale all’urbanistica Michele Salatto e il presidente del Consorzio ASI Agostino De Paolis. Due i temi collegati: la disponibilità di aree per gli insediamenti produttivi e una rete di trasporto che metta in relazione la zona industriale foggiana, la ferrovia e lo sbocco marittimo di Manfredonia. L’obiettivo condiviso è rendere il territorio più attrezzato ad accogliere le iniziative imprenditoriali. La questione degli spazi è stata posta con nettezza da De Paolis. Secondo il presidente del Consorzio ASI, l’area è satura e l’allargamento non è più rinviabile, anche alla luce delle proposte di investimento che arrivano dall’Italia e dall’estero. È su questa esigenza che si concentra il passaggio amministrativo annunciato dal Comune.
Episcopo ha descritto l’ampliamento come “un allargamento di prospettive, possibilità e di investimenti nuovi”. L’intesa espressa al tavolo dovrà ora tradursi nell’iter consiliare, ma al momento non esiste una data per l’approvazione. Il punto politico emerso dall’incontro è la volontà dell’amministrazione di procedere, raccogliendo una richiesta che il sistema delle imprese considera decisiva per superare i limiti dell’attuale disponibilità di suolo industriale.
Sul versante dei collegamenti, il progetto ruota attorno al rapporto tra piattaforma logistica, ferrovia e porto industriale. Per la sindaca, questa integrazione offre lo sbocco marittimo necessario a sostenere investimenti già programmati a Foggia, tra cui il nuovo pastificio Barilla. Il richiamo al gruppo alimentare dà una dimensione concreta al confronto: le infrastrutture di trasporto sono chiamate ad accompagnare le scelte produttive e la movimentazione delle merci. De Paolis ha riferito che alla società FHP Group sono già pervenute richieste di collegamento e ha indicato nell’accesso al polo ferroviario di Manfredonia un passaggio determinante. Il raccordo ferroviario, ha spiegato, consentirà il trasporto delle merci via container. Nella valutazione del presidente ASI, il potenziamento della piattaforma e del porto industriale rappresenta anche un elemento che incoraggia l’investimento Barilla. Si delinea così una prospettiva nella quale l’ampliamento e la logistica rispondono a esigenze complementari.
Da una parte occorrono aree per ospitare nuove attività; dall’altra servono connessioni adeguate a sostenerne i flussi di merci. L’incontro ha messo in evidenza il legame tra queste due condizioni, senza presentare un cronoprogramma degli interventi o un quadro economico delle opere. Per Potito Salatto, la nuova piattaforma è un progetto di sviluppo per l’economia foggiana e per il suo hinterland. Il presidente di Confindustria ha definito costruttivo il confronto e ha richiamato le interlocuzioni aperte con il Comune sul nuovo PUG, il Piano urbanistico generale.
Nel percorso ha inoltre sottolineato l’importanza della presenza di Ance, collegando il futuro dell’area produttiva alle scelte più ampie di pianificazione della città. Dal tavolo è arrivata dunque una disponibilità comune a procedere. La verifica sarà nei prossimi passaggi: l’esame dell’ampliamento in consiglio comunale e la concreta evoluzione dei collegamenti logistici. Sono questi gli snodi attraverso i quali l’intesa tra Comune, Consorzio ASI e imprenditori potrà diventare una risposta alle richieste di insediamento e alle necessità delle imprese.
Ma nella stessa maggioranza del campo largo foggiano continuano ad albergare diverse perplessità.
“Ci sono alcune cose che vanno chiarite. Mancano ad esempio le norme tecniche di attuazione”, afferma a l’Attacco il consigliere M5S Giovanni Quarato, presidente della commissione ambiente e territorio. “Quando si fa una variante in ampliamento bisogna rieditare quelle norme in base agli obiettivi che ci si pone con tale ampliamento. Bisogna capire, cioè, come si fanno ricadere le rinnovabili, in particolar modo fotovoltaico, e con quali regole verrà ampliata la zona prendere le regole. Come saranno gestiti i suoli? Ci sarà un esproprio generalizzato o puntuale, dunque ancora più critico? Chi deciderà gli espropri, nei confronti di chi e a chi dovrebbero andare le zone espropriate? Rischia di diventare, insomma, un discorso tra singoli soggetti: proprietari dei suoli, imprese che si vogliono insediare e Consorzio ASI. Queste regole vanno definite prima, altrimenti c’è il rischio di creare una sperequazione, ovvero che alcuni si ritrovino con aree che diventano produttive e altri con aree che non lo diventano”, sottolinea Quarato.
“Il Consorzio ASI gestisce le aree, va bene, ma sulle regole che devono essere fatte dal Comune, evitando disparità”. L’iter sembrava aver avuto una accelerazione in estate, in vista di una approvazione agostana in consiglio, ma poi si è arenato. “Stiamo parlando di una variante da 280 ettari, un aumento del 60% rispetto alla superficie attuale e anche questo ha suscitato qualche perplessità”, continua l'ingegnere ed eletto contiano. “Un allargamento così considerevole da far pensare che ci siano state tantissime richieste di insediamento. Ma non ci vengono mostrate, nemmeno coi dati omissati per evitarne l’identificazione. Ad oggi sappiamo che nell’agglomerato ci sono zone abbandonate, dove c’erano insediamenti oggi non più esistenti, e poche aree libere di cui una parte peraltro con vincolo PAI. Ci viene detto da ASI che esistono solo pochi ettari disponibili. vorremmo capire quanti vorrebbero insediarsi. Dai rumors che circolano ci pare di capire che si tratti soprattutto di richieste di installare impianti fotovoltaici e dunque ci domandiamo se l'ampliamento lo facciamo per soddisfare questa loro richiesta”, prosegue Quarato.
“Eravamo partiti con l’obiettivo di limitare le rinnovabili nella zona ASI e ora ci ritroviamo con un ampliamento importante e sostanziale di cui quasi la metà della superficie è destinata alle rinnovabili. Può essere ottimo ma bisogna capire bene. Peraltro, non solo consentiamo l'insediamento del fotovoltaico nell'area industriale ma mettiamo a disposizione di quegli impianti anche la fascia di 500 metri dalle aree industriali, che sono le aree definite idonee dal legislatore. E’ chiaro che se noi allarghiamo ulteriormente l'aria industriale andiamo ad allargare ulteriormente anche la fascia dei 500 metri”, conclude il presidente della commissione ambiente e territorio.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).