Nel nome della partecipazione: urbanistica tattica per riqualificare (agli occhi) quartieri e vivibilità

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A Parigi hanno trasformato le rive del fiume Senna in piccole spiagge urbane durante i mesi più caldi dell’anno; a Medellin – in Colombia – hanno invece rifatto una scalinata che è il fulcro della mobilità nel quartiere dove si trova e sulla quale si affacciano una serie di attività commerciali; nella spagnola Saragozza sono arrivati addirittura a riattivare ben 28 aree urbane vuote, mentre in Italia è certamente degno di nota l’intervento a Milano denominato Piazze aperte, che ha previsto la riqualificazione di 30 piazze e nodi stradali. Sono tutte iniziative nel solco della cosiddetta urbanistica tattica, cioè interventi leggeri ma con forte impatto visivo per migliorare la vivibilità dei quartieri. A Manfredonia, è stato fatto il primo passo in questa direzione con l’invito alla partecipazione avanzato dall’Amministrazione comunale a tutti coloro che vogliono proporre idee. “Partiamo dalla necessità di ripensare la città. Ci sono quartieri dove determinati servizi, specie quelli pubblici, non si sono sviluppati. Perciò, iniziamo questa prima fase di partecipazione per comprendere quali siano i bisogni dei quartieri – spiega a l’Attacco l’assessore Giovanni Mansueto – in termini di aree ludiche, per esempio, attrezzature per cani o, più in generale, quali sono i servizi di cui si avverte l’assenza. “Accanto a questa esigenza di natura primaria, vogliamo aggiungere anche un po' di colori, mi riferisco a quelli della street-art, e un arredo urbano innovativo”, aggiunge.

“Immaginiamo strade, scale, piazze e muri diventare tele urbane, punti d’incontro e nuovi luoghi da vivere. Così facendo, la città non cambierà solo aspetto ma anche ritmo ed energia, offrendo una narrazione urbana fatta di partecipazione e cura condivisa. Per ridare voce alla nostra comunità, rigenerando non solo luoghi ma soprattutto relazioni, fiducia, identità”.

Con aplomb, dichiara di non avere particolare fretta e che, anzi, “bisogna fare tutto con calma. Anche gli interventi di street-art meritano di essere regolamentati, di definire dove collocarli sulla base dell’identità, della storia e della cultura del luogo in cui prenderanno vita. Altrimenti ci ritroveremmo un minestrone con tanti elementi diversi uno dall’altro. Al riguardo del Piano complessivo di riqualificazione, è stato conferito l’incarico ad un tecnico che ha questo preciso compito: cioè capire dove gli interventi proposti e meritevoli potranno essere sviluppati”.

Non c’è un termine ben definito per il processo partecipativo che, piuttosto, entrerà nel vivo nei mesi a seguire. “Credo che ne riparleremo sull’inizio dell’estate prossima – riprende l’assessore alla Rigenerazione e pianificazione urbana -, perché vogliamo ascoltare la città con incontri specifici: parrocchie, associazioni, gruppi di persone”.

L’urbanistica tattica si contraddistingue perché richiede budget modesti – che a volte provengono anche da campagne di crowdfunding – e perché prevede che i cittadini si cimentino in prima persona realizzando, quindi, una sorta di riattivazione del tessuto sociale dei luoghi destinatari degli interventi. 

Il Comune di Manfredonia ci mette una buona dose di risorse economiche: “il 15% degli oneri di urbanizzazione, come deliberato a maggio scorso”, appunta Mansueto. Non sono spiccioli perché, come chiarisce su sollecitazione de l’Attacco, si tratta di circa 80.000 euro. “Con gli oneri dell’anno scorso, il 15% sarebbe valso 80.000 euro. Quest’anno, può essere che riusciamo a salire anche a 85.000 euro. Ma è ancora prematuro definire esattamente la quota”.

Il Sindaco Domenico la Marca, dal canto suo, ha posto particolare attenzione ai risvolti sociali dell’urbanistica tattica, in un più ampio piano strategico, per riqualificare i quartieri. “Vogliamo riportare vitalità nei nostri quartieri, trasformando spazi grigi in luoghi accoglienti, colorati e vissuti dalla comunità – le sue parole -. Una comunità in grado di rigenerarsi non solo fisicamente, ma anche socialmente e culturalmente, attraverso l’arte e la progettazione condivisa al fine di compiere un passo concreto verso una città più inclusiva, creativa e sostenibile, dove la bellezza diventa leva di rinascita e orgoglio civico”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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