“Analizzando la determina sulla urbanistica tattica che l'assessore Mansueto ha molto pubblicizzato in questi giorni, abbiamo rilevato che questa non è razionale nella sequenza delle fasi del processo così come previsto dalla city making, che è la nuova frontiera dell'urbanistica - appuntano Innocenza Starace e Alfredo De Luca coportavoce Europa Verde - Verdi di Manfredonia -, e va oltre la semplice pianificazione tecnica per abbracciare aspetti come la rigenerazione urbana, l'innovazione sociale e l'espressione artistica e culturale”.
“Inoltre tutti questi aspetti richiedono processi di partecipazione attiva dei cittadini sia nelle fasi di elaborazione dei fabbisogni, sia di scelta degli ambiti di intervento e sia infine della fase operativa di realizzazione degli interventi, non solamente nella fase esecutiva come previsto nella determina”.
“Riteniamo preliminare a tutte le attività (compresa l'elaborazione dei fabbisogni), la definizione degli obiettivi, prerogativa della politica che è stata votata per dare gli indirizzi all'amministrazione e al tecnico incaricato: una architetta che pare essere esperta di street art”.
“Non bisogna confondere l’urbanistica tattica con la street art. L'urbanistica tattica è una pratica rapida e a budget ridotto per migliorare la vivibilità di un’area urbana. Solitamente si tratta di interventi leggeri e a forte impatto visivo, che vogliono ridefinire il ruolo delle strade e delle piazze (e in minor misura gli spazi verdi) e migliorare così la vivibilità di un quartiere. Normalmente sono previste anche componenti più strutturali come la pedonalizzazione, il miglioramento dell’illuminazione, l'abbattimento di barriere architettoniche – e una componente di arredo – arredi urbani (sedute, stazioni bici), piante, spazi gioco, punti ristoro, interventi artistici (colorazione delle pavimentazioni)”.
“Noi di Europa Verde - Verdi di Manfredonia proponiamo di inserire tra le linee guida di questo processo azioni che devono contribuire a centrare l'obiettivo 11 dell'agenda 2030 (città sostenibili) e a ridurre l'autocentrismo della nostra città: sono principi che andremo a chiedere di definire anche nel prossimo DUP 2026/28”.
“Le azioni compatibili con questi principi sono: guerrilla gardening; depavimentazione di parcheggi e aree a ridotta circolazione; fioriere mobili (con piante a ridottissima manutenzione) per la creazione di Open street con eventi temporanei o permanenti in cui le strade vengono liberate dalle auto, consentendo alle persone di camminare, andare in bicicletta e praticare altre attività all'aperto e promuovere la mobilità sostenibile, la salute e il senso di comunità offrendo uno spazio pubblico sicuro e accessibile; creazione di aree 30 sempre più estese nelle aree residenziali fino ad arrivare ad una città 30 (ovviamente con tutte le necessarie di implementazioni tecnologiche e strutturali necessarie); creazione di aree scolastiche per favorire l'ingresso e l'uscita in sicurezza delle alunne e degli alunni; infine per quanto riguarda la pitturazione delle strade o piazze pedonali e gli interventi di street art, riteniamo importante l'uso di pitture tipo Airlite che eliminano i principali inquinanti presenti nell'aria, come gli ossidi di azoto (NOx) e gli ossido di zolfo (SOx)”.
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