Prima Nobiletti in Provincia, poi la quadra Falcone-Starace per regionali e comunali

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Il durissimo affondo del presidente uscente della Provincia di Foggia Nicola Gatta all’indirizzo dei suoi due sfidanti testimonia in maniera plateale come il sindaco di Candela, in carica dal 2018 a Palazzo Dogana, senta sfuggirgli inesorabilmente la riconferma. L’accusa di inciucio tra la Lega dell’europarlamentare Massimo Casanova e il presidente della Regione Michele Emiliano (che da anni sono protagonisti di tale narrazione, più volte raccontata da l’Attacco) è lanciata da chi è certo che la candidatura del sindaco di Lesina Primiano Di Mauro – sostenuto dai salviniani, dal duo Potenza-Dell’Erba e dal sindaco sipontino Gianni Rotice – serva solo a farlo perdere.

Poco o nulla possono fare, in tale scenario, i partiti rimasti al fianco di Gatta, ovvero Forza Italia, Fratelli d’Italia e UdC. Non solo il centrodestra non è compatto al fianco dell’uscente ma ci saranno “traditori” nell’urna (specie tra i forzisti) e Gatta non potrà essere trasversale e civico come al suo solito, vista la “combutta” ai suoi danni tra il fronte giallorosso di centrosinistra e M5S e il gruppo di Di Mauro. In queste ore si ragiona anche sui futuri scenari politici connessi, nel Gargano nord, al risultato del voto di secondo livello per il presidente della Provincia.

La probabile vittoria del sindaco di Vieste Giuseppe Nobiletti il 29 gennaio prossimo conferirà alla capitale pugliese delle vacanze un rilievo politico ben maggiore di quello detenuto finora. La crescente centralità della città del Pizzomunno vedrà, peraltro, nell’insediamento dell’avvocato a Palazzo Dogana solo il primo passo di un percorso già immaginato da alcuni anni. Era il 2016 quando i neofiti e giovani componenti della lista civica “Vieste sei tu” provarono per la prima volta a candidarsi ed entrare a Palazzo di città. Da allora nulla ha più fermato la nuova classe dirigente della città garganica, che inizialmente fu tacciata di totale inesperienza politica e amministrativa ma che godeva del supporto dei big del comparto principe, quello turistico-ricettivo. Dietro Nobiletti e i suoi c’erano e ci sono imprenditori di peso come Manzionna e Turi, marito della vicesindaca e assessora al turismo Rossella Falcone.

La grande operazione messa a segno dalla squadra di Nobiletti è stata quella di aver conservato il proprio civismo e la propria autonomia, pur riuscendo a cogliere al contempo tutti i benefici derivanti da un ottimo rapporto col vicepresidente della Regione e dominus Pd in Capitanata, Raffaele Piemontese. Mai hanno pensato di aderire al partito. Anzi: in verità il Pd nemmeno esiste più in città, non si tratta solo di assenza in maggioranza. L’altro paradosso è che l’amministrazione Nobiletti governa senza minoranza, dopo aver favorito la formazione di una lista civetta. In questo contesto, lo scenario cui da tempo si ragiona a Vieste va oltre il termine del secondo mandato, iniziato nel 2019, e riguarda sia le elezioni regionali che le prossime comunali. Tutto ruota intorno alle due donne forti dell’esecutivo: da un lato Falcone, dall’altro l’assessora Graziamaria Starace (pubblica istruzione, cultura e politiche sociali). Per loro si immagina la candidatura alle regionali per l’una e la corsa da candidata sindaca per l’altra. “O viceversa”, ipotizza qualche analista politico garganico. In realtà Falcone è quella già proiettata con forza su Bari grazie all’incarico di componente del cda di Acquedotto Pugliese spa in quota Piemontese. Oggi appare più verosimile che sia l’albergatrice a provare ad agguantare un seggio in consiglio regionale, dopo aver sognato la candidatura già la scorsa volta, alle elezioni del 2020. Questo scenario porterebbe a Starace candidata per il dopo Nobiletti.

Tutto liscio come l’olio? No, perché l’equilibrio tra le due amministratrici è complicato da qualche tempo. C’è chi individua l’inizio delle tensioni nel voto del 2019, quando il distacco tra i risultati personali fu ampiamente superiore alle attese, a vantaggio di Rossella Falcone. Stando ai rumors proprio il coniuge Turi, con tatticismo ed esperienza, avrebbe rimarcato a quel punto alla super campionessa di consensi la necessità di fare attenzione a salvaguardare il rapporto con la collega di giunta.

Ad influire anche il ruolo di Falcone in Aqp, mentre Starace non ha goduto finora di altrettanta visibilità al di fuori dei confini comunali. Starace, cattolica e legata ai valori della famiglia, è quella proveniente da ambienti di centrodestra, tra il padre democristiano e il suo ex datore di lavoro Mimì Spina Diana, di cui fu assistente durante gli anni da parlamentare. I beninformati viestani riferiscono che nulla trapela in maniera evidente: mai scenate o litigi, niente che vada oltre il gossip legato all’assenza dell’una agli eventi organizzati dall’altra. Ma chi conosce le stanze di corso Fazzini assicura che le strade sono obbligate e già tracciate: in paese si sa bene che o si trova una quadra – come si auspica chi si riconosce nella maggioranza – o il gruppo di “Vieste sei tu” è destinato a spaccarsi a metà. Nobiletti, dal canto suo, è amico di vecchia data di entrambe (e di Turi). Se davvero si trasferirà a Foggia per qualche giorno della settimana, ottenuta la presidenza della Provincia, il ruolo della sua vice sarà ancora più importante.

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