Nel disgregato e avvelenatissimo centrodestra di Capitanata, dopo la spaccatura e la sconfitta alle elezioni provinciali di domenica scorsa, è difficile vedere spiragli per un ricompattamento in vista dell’appuntamento cruciale con le comunali di Foggia, in autunno. Il contenzioso è sotto gli occhi di tutti. La guerra scoppiata apertamente rispetto a Palazzo Dogana ha messo a nudo una situazione che avrà inevitabilmente strascichi pesanti anche sulla città capoluogo.
I voti ottenuti assieme dai due candidati Nicola Gatta e Primiano Di Mauro superano quelli del neo presidente della Provincia Giuseppe Nobiletti. Il viestano ha ottenuto meno consensi del previsto mentre l’ex numero uno Gatta ha saputo andare oltre i confini del centrodestra.
“Ci siamo misurati, sappiamo quanto valiamo”, commentano a l’Attacco fonti interne ai salviniani. “Quanto valgono, invece, FI e FdI? Forse appena un terzo del risultato di Gatta è ascrivibile ai partiti, tutto il resto è frutto del suo lavoro personale”. L’ente è stato “regalato” al fronte emilianista proprio nel momento in cui la pioggia di fondi pubblici (non solo quelli del PNRR) lo rende una postazione fondamentale.
Questo spiega l’ira dei partiti di centrodestra. Se Forza Italia ha messo alla porta il sindaco di Apricena Antonio Potenza e il consigliere regionale Paolo dell’Erba, è scontro tra gli alleati di governo FdI e Lega.
Fonti meloniane sono state nette al riguardo, parlando con l’Attacco dopo il risultato di domenica: “Con questa Lega non si riuscirà mai a fare niente perché è collusa con gli interessi del Pd e ciò è incompatibile con la natura stessa di FdI. Mentre le provinciali sono a turno unico con voto ponderato, le comunali sono a doppio turno. La Lega può fare quel che vuole ma con i numeri che ha raccolto alla Provincia dimostra che, al Comune, non arriverà mai al ballottaggio. Prendere le distanze dalla Lega adesso permetterà di recidere nettamente anche con il passato landelliano. La sconfitta di Gatta rappresenta quindi un elemento di rottura con la Lega che, è evidente, gioca per il Pd. I numeri raccolti dalla Lega certificano la sua marginalità. D’altro canto, le elezioni provinciali sono state una occasione per aggregare mondi che, con le Lega dentro la coalizione di centrodestra, non sarebbe stato possibile attrarre”.
Come replicano i salviniani, che – a quanto trapela – vanno avanti rispetto a Palazzo di città e sarebbero pronti a varie operazioni? L’Attacco ha intervistato il segretario provinciale della Lega, il vichese Daniele Cusmai, legatissimo all’europarlamentare Massimo Casanova oltre che a Raimondo Ursitti, segretario dell’Ente Fiera ed ex dirigente regionale del partito.
Cosa risponde alla “minaccia” di tenervi fuori dal tavolo delle comunali di Foggia?
Non ho mai messo in discussione la coalizione di centrodestra. Il voto delle provinciali rappresentava una elezione di secondo livello, cosa ben diversa dalle comunali. Farò in modo che la coalizione sia unita per Foggia città, al fine di tentare di amministrare il capoluogo. Ma è altrettanto vero che dobbiamo incontrarci e parlare di cosa il centrodestra intende fare per Foggia.
Come dire nessun automatismo nemmeno stavolta.
Se il centrodestra unito vuol dire continuare a tutelare gli interessi di qualcuno non ci stiamo.
A cosa si riferisce?
Mi riferisco a quanto abbiamo visto, per esempio, in rispetto alla gestione della Provincia, con assunzioni e concorsi opachi. Noi non ci siamo pressati a questo gioco degli interessi di parte. Quanto a Fratelli l'Italia, si riempiono tanto la bocca con i termini identità e coerenza e poi si affidano a persone che non si dicono neanche di centrodestra.
Gatta ha sottolineato lo striminzito risultato del vostro candidato Di Mauro. Oggi gli altri partiti ritengono che ciò abbia confermato la scarsa rilevanza della Lega.
La Lega non ha un grande numero di eletti, sono circa una ventina. Quindi non potevamo sperare in un grande risultato per Di Mauro. Ad ogni modo, a votarlo sono stato i sostenitori di un voto identitario contro un voto ibrido. Forza Italia, FdI e UdC sono andati a traino di Gatta. Ribadisco che con un nome alternativo avremmo corso tutti uniti e Nicola Gatta avrebbe avuto un credito verso il centrodestra se si fosse messo di lato.
E’ vero che per le comunali di Foggia come Lega vi state organizzando e valutate l’ipotesi di una proposta autonoma, con 2-3 liste civiche?
Stiamo valutando tutte le possibili soluzioni. E’ vero che ci stiamo organizzando per le comunali di Foggia ma non sappiamo ancora se le liste saranno soltanto civiche oppure ci sarà il simbolo della Lega. Magari senza il simbolo il contenitore sarebbe più attrattivo.
Ancora silenzio assoluto rispetto al tavolo ufficiale dei partiti del centrodestra?
Sì, ad oggi non c'è una data per incontrarsi. Lo ripeto: io non ho mai messo in discussione l'importanza della coalizione, l’importante per noi è che ci siano uomini e donne che abbiano identità ben precisa.
E a chi ritiene che la Lega ricordi troppo l’ultimo Landella cosa risponde?
Su Landella la magistratura farà il proprio corso e comunque non mi sembra che sulla Lega possano essere scaricate le responsabilità per quanto avvenuto. Di certo non è stato il nostro, bensì un altro, il primo partito coinvolto in indagini e scandali.
Il vostro livello nazionale interverrà per riunificare la coalizione, dopo esser rimasto fermo di fronte ai tentativi di pressing, in tal senso, degli alleati di governo rispetto alle elezioni provinciali?
Certo, lavora nel senso del ricompattamento della coalizione. Sulle provinciali il nostro coordinatore regionale, il senatore Roberto Marti, era sempre informato di tutte le nostre azioni, sapeva tutto quello che accadeva. E comunque c’era con noi l'europarlamentare Casanova.
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