Primarie PD, tanta affluenza. Elly Schlein conta oltre 200 persone, Stefano Bonaccini riempie Palazzo Dogana

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Il Partito Democratico fa il bis a Foggia ospitando ieri pomeriggio, a distanza di poche ore l’uno dall’altra, i due aspiranti alla segreteria nazionale. Da un lato Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia Romagna forte delle sue idee socialiste liberali, è oggi diventato uno dei principali rappresentanti dell’ala riformista piddina. Dall’altro la deputata Elly Schlein, già europarlamentare, eletta all'Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, ha tra l’altro svolto il ruolo di vicepresidente proprio nella giunta regionale dello stesso Bonaccini. Una partita giocata a distanza di poche centinaia di metri che dividono Laltrocinema Cicolella in via Duono da Palazzo Dogana sito invece a Piazza XX Settembre. Numeri alla mano, la conta dei circoli in Capitanata ha finora dato ragione a Bonaccini che in Puglia può contare sul forte sostegno del Presidente Michele Emiliano, sull vice Raffaele Piemontese, sul Sindaco di Bari Antonio Decaro, sui parlamentari Claudio Stefanazzi, Marco Lacarra e Ubaldo Pagano oltre ad un buon parterre di consiglieri regionali. Dal canto suo la Schlein – accompagnata da Francesco Boccia, Loredana Capone, Peppino D’Urso ed consiglieri regionali tra cui Paolo Campo - fa “paura”. La deputata lugana ha infatti ottenuto in provincia di Foggia più consensi di quelli previsti, insomma un dato non di poco conto visto che a votare, alle Primarie, non saranno più solo gli iscritti, ma anche i simpatizzanti.

Ma veniamo al dunque. Una folta partecipazione è stata registrata per l’avvento dei due leader a Foggia.

Letteralmente riempita la sala cinematografica de l’Altrocinema, Elly Schlein non lascia posti a sedere: almeno 200 le persone accorse al suo intervento.

“Vorrei un partito aperto, accogliente, che si dà una linea chiara contro la precarietà, contro le disuguaglianze, che lavori per una conversione ecologica che sia opportunità di buon lavoro e di nuova impresa – dice alla stampa – il PD che vorrei è un partito che prende persone con competenze e non i più fedeli, è un partito che dà spazio a donne e giovani che sono stati troppo a lungo scacciati. E stiamo raccogliendo grandissima partecipazione per riuscire a cambiarlo – aggiunge – confidiamo nel fatto che questa partecipazione si moltiplichi verso le primarie del 26 febbraio e ci permetta di vincere”.

“In generale le fratture più profonde si sono prodotte in questi anni con i mondi del lavoro, del Terzo Settore, della scuola e dell’accoglienza – rincara – stiamo qui proprio per cercare di cucire le fratture con questi mondi attraverso parole chiare, di verità. Questo vuol dire essere molto netti al contrasto alla precarietà, limitando i contratti a termine che sono purtroppo l’unico futuro che conoscono i nostri giovani. Tutto questo significa fare un salario minimo, fare una legge sulla rappresentanza che spazzi via i contratti “pirata”, così come ci chiedono i sindacati. Vorrei un PD che non rifinanzi più la Guardia Costiera libica che viola i diritti fondamentali, un partito che si batte per una normativa più efficace e lungimirante per la gestione dei fenomeni migratori. Vorrei un PD che sia in grado di tessere con il Terzo Settore delle relazioni nuove che valorizzino i loro saperi, costruendo dai circoli del nostro territorio che sono davvero preziosi. D’altronde siamo il partito più radicato in Italia. Bisogna riaprire quei circoli alla partecipazione della società civile ed accogliere le nuove energie”.

E sul bonus edilizio Schlein ha poi aggiunto: “È una scelta disastrosa: ci sono 15 miliardi di crediti incagliati. Vuol dire bloccare i lavori di oltre 25 mila imprese col rischio di perdere oltre 100 mila posti di lavoro. È una scelta scellerata a cui il Governo deve trovare un’altra soluzione”. Per la Schlein il Partito Democratico deve ricostruire fiducia con i giovani. “Come? Battendosi contro il consumo di suolo, per l’infrastrutturazione del Paese dal punto di vista dell’energia pulita e rinnovabile, battendosi per i diritti sociali e civili, contrastando gli stage gratuiti che non pagano gli affitti”.

Ma se la Schlein ha giocato bene la sua carta foggiana, anche il governatore Bonaccini non ha fatto da meno. Arrivato con circa mezz’ora di ritardo, accompagnato dal Presidente Emiliano, il suo incontro svoltosi nella Sala della Tribunale di Palazzo Dogana ha siglato la presenza di ben oltre 300 persone.

“Speriamo vinca il PD prima di tutto – ha esordito – credo di avere l’esperienza giusta per guidare il partito. Se vinco cambierò il gruppo dirigente – tuona – chi viene da troppe sconfitte deve fare un passo indietro. Abbiamo bisogno di una nuova dirigenza che verrà pescata dai territori. È curioso come al livello nazionale si perda da troppo tempo e poi si vinca in regioni e tantissimi comuni. Credo che in Puglia si sia fatto bene, credo si sia selezionata bene la classe dirigente e costruite alleanze larghe prendendo dentro anche il civismo. Un Sud che quando diventai presidente della Conferenza Regioni a fine 2015 era governato tutto dal PD e dal centrosinistra, compreso le isole. Oggi restano Campania e Puglia. Bene se qui si governa in quasi tutte le realtà locali significa che si sono fatte le scelte giuste con una classe dirigente che ha guadagnato il consenso dei cittadini. D’altra parte non si era mai visto prima un gruppo dirigente nazionale che non si candidasse nei collegi uninominali”.

E su Elly Schelin, Bonaccini ha poi concluso: “Siamo parte della stessa famiglia. Se vincerò le chiederò una mano. Se vincerà lei, se lo vorrà, sarò pronto a darle una mano”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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