Fibrillazioni nel centrodestra alle prese con scomode presenze. Landella&Longo ci sono ma non devono apparire

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E’ arrivato fino ai vertici romani del centrodestra l’articolo de l’Attacco sulle riapparizioni illustri dell’ex sindaco di Foggia Franco Landella e di Bruno Longo. Due presenze scomode per Lega e Fratelli d’Italia, che insieme a Forza Italia e UdC non solo devono riuscire – da qui alle elezioni comunali d’autunno – a rimettere in piedi la coalizione, frantumatasi nel voto per la Provincia a gennaio e non ancora ricomposta, ma devono anche provare a far dimenticare alla comunità del capoluogo le vicende nefaste degli scorsi anni, dall’indagine sulle presunte tangenti in Comune allo scioglimento per mafia del consiglio comunale.

I beninformati assicurano che il viceministro Galeazzo Bignami, commissario provinciale dei meloniani di Capitanata e braccio destro della presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni, sia andato su tutte le furie leggendo i rumors sulla presenza di Longo e del genero Claudio Amorese in un incontro di FdI dei giorni scorsi.

Presenze che sono state negate dai parlamentari Annamaria Fallucchi e Giandonato La Salandra.

Eppure non è un mistero che da mesi, come raccontato più volte su queste colonne, Longo ed altri stiano incontrando persone e vadano in avanscoperta per conto del centrodestra: dapprima lavorando alla possibile candidatura a sindaco del patron della sanità privata ed ex assessore Tito Salatto, poi corteggiando l’ex prorettore di Unifg Agostino Sevi, infine verificando le possibilità di una convergenza sul geriatra Massimo Zanasi, fratello di quell’Eliseo appena tornato presidente di Confindustria.

Né è un mistero che Amorese contribuirà a render forte la lista civica associata a quella di Fratelli d’Italia.

Una situazione oltremodo imbarazzante per Bignami, l’artefice dell’operazione di repulisti che tra il 2021 e il 2022 riverginò Fratelli d’Italia a Foggia, sottraendola alla gogna mediatica legata ad arresti e scandali a suon di espulsioni dal partito e ripartenze nette.

Un lavoro che oggi, per il viceministro, rischia di essere cancellato da simili indiscrezioni.

Peraltro, stando a fonti legate ai meloniani, la senatrice Annamaria Fallucchi si sarebbe anche confrontata con ambienti della Procura di Foggia per l’individuazione del miglior candidato sindaco da proporre alla città.

Non va meglio in casa Lega: l’arrivo di Landella nella riunione del partito a Foggia ha colto totalmente di sorpresa quasi tutti i presenti, a cominciare dal referente regionale, il parlamentare salentino Roberto Marti.

Una ricomparsa che, due anni dopo le dimissioni e l’arresto di quella sciagurata primavera del 2021, non è stata affatto gradita dai più.

Ma tra Landella e i salviniani un chiarimento era atteso sin da allora e l’ex primo cittadino ne ha approfittato per dire che si tratta ancora del proprio partito, per quanto non sia stato minimamente difeso né supportato. I rapporti diretti che Landella continua ad avere coi big romani, dal ministro Matteo Salvini agli azzurri Francesco Paolo Sisto e Mauro d’Attis, fanno il resto e permettono di capire come il dialogo non si sia mai davvero azzerato. La grande fibrillazione delle ultime ore, in Lega, è dunque di duplice natura.

Da un lato c’è l’imbarazzo di essersi ritrovato accanto l’ingombrantissimo Franco Landella, dall’altro c’è il desiderio di rivalsa dopo esser stati descritti come “centrodestra allo sbando” ed esser finiti per l’ennesima volta nel mirino di Giuseppe Mainiero, il quale ha avuto gioco facile nel lanciare strali contro il vecchio schieramento di appartenenza.

“L'ex Sindaco Landella, a processo per corruzione e tentata concussione, parteciperebbe serenamente alle riunioni politiche della Lega dedicate alle elezioni comunali di Foggia. I parlamentari di Fratelli d'Italia, insieme al consigliere regionale De Leonardis, terrebbero riunioni con Longo, che fu arrestato per corruzione e poi espulso dal partito dal viceministro Bignami. Caro Bignami, non ha nulla da dire su queste circostanze imbarazzanti per la rappresentanza politica e istituzionale del partito di cui è commissario provinciale?  Ma davvero, cari dirigenti del centrodestra, pensate di poter fare questo misero giochino delle tre carte cercando di raggirare i Foggiani e sulla pelle della nostra comunità?”, era stato l’affondo, ieri, del fondatore di Resto a Foggia, oggi vicino ai 5S e ai civici di Emiliano.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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