Riapparizioni illustri e polpette avvelenate. Nel centrodestra foggiano, che sta provando a far dimenticare alla comunità le vicende nefaste degli scorsi anni – dall’indagine sulle presunte tangenti in Comune allo scioglimento per mafia del consiglio comunale – telefoni bollenti ieri, dopo che l’Attacco ha pubblicato i retroscena delle ultime riunioni tenute in casa Lega e tra i meloniani.
Se l’ex Sindaco Paolo Agostinacchio nega di aver partecipato, sia pur in collegamento telefonico, ad un incontro di FdI, il deputato Giandonato La Salandra precisa che “in vista della prossima tornata elettorale per il capoluogo daunio, Fratelli d'Italia sta semplicemente sondando alcune disponibilità” e questo in riferimento all’ipotesi di candidare come sindaco il geriatra Massimo Zanasi, fratello di Eliseo appena tornato presidente di Confindustria.
Ma La Salandra, così come la collega senatrice Annamaria Fallucchi, soprattutto smentisce certe presenze ritenute imbarazzanti, specialmente a Roma: “Nessun incontro come quello descritto si è mai svolto e il partito certamente non ha mai incontrato Bruno Longo per alcuna interlocuzione. Il tema è la città, non i ritorni”.
Eppure c’è chi giura che alla riunione abbiamo davvero preso parte l’ex consigliere comunale Longo e il genero ex assessore Claudio Amorese, che farà parte della civica collegata a FdI. Nessuno dei salviniani ha invece smentito la notizia bomba, ovvero che l’ex Sindaco Franco Landella abbia partecipato alla recente riunione della Lega, lamentandosi di non esser stato difeso dal proprio partito nella odissea vissuta negli ultimi, lunghissimi due anni.
Mentre Massimo Cassano, ora in UdC (responsabile della segreteria politica nazionale), avrebbe incontrato altri due nomi pesanti di quella maggioranza: l’ex assessora Erminia Roberto e l’ex consigliere Danilo Maffei.
Chi non ha perso tempo per tornare ad attaccare il suo vecchio schieramento di appartenenza è il commercialista Giuseppe Mainiero, oggi spostatosi nel fronte civico emilianista (di cui potrebbe essere il candidato Sindaco) e referente di Resto a Foggia. “Il depauperamento della nostra città, il suo impoverimento, il suo degrado amministrativo, etico e morale che da oltre 20 anni stanno corrodendo inarrestabilmente il nostro tessuto sociale, hanno una perseveranza quasi diabolica”, il commento di Mainiero. “Perché se errare è umano perseverare è sicuramente diabolico. Il problema di sistema che la nostra città dovrebbe affrontare è innanzitutto la qualità della classe dirigente, che non va intesa solo sul piano della rappresentanza politica ma nel suo insieme, partendo da quella datoriale, delle categorie, fino ai sindacati. Perché se Foggia è piantata sul fondo di tutte le classifiche le ragioni non sono quelle della sfortuna, ma di un sistema malato che non funziona. Al sistema mi rivolgo: ma veramente non vi è bastato? Corruzione, mazzette, processi penali, scioglimento per mafia. Cos'altro deve accadere perché capiate che il problema non è chi candida il centrodestra a Foggia, il problema è il centrodestra foggiano. Questo interessante articolo de l'Attacco racconta bene come in quella coalizione non sia cambiato nulla. Niente di niente”, continua Mainiero riferendosi all’indiscreto di ieri. “L'ex sindaco Landella, a processo per corruzione e tentata concussione, parteciperebbe serenamente alle riunioni politiche della Lega dedicate alle elezioni comunali di Foggia. I parlamentari di Fratelli d'Italia, insieme al consigliere regionale De Leonardis, terrebbero riunioni con Longo, che fu arrestato per corruzione e poi espulso dal partito dal viceministro Bignami. Caro Bignami, non ha nulla da dire su queste circostanze imbarazzanti per la rappresentanza politica e istituzionale del partito di cui è commissario provinciale? Ma davvero, cari dirigenti del centrodestra, pensate di poter fare questo misero giochino delle tre carte cercando di raggirare i Foggiani e sulla pelle della nostra comunità? Davvero pensate che prestare qualche presunto volto nuovo allo schieramento che ha sostenuto Landella possa tirare Foggia fuori dal burrone in cui l'avete infilata? E’ assolutamente inutile che ora si cerchi di mimetizzare le facce impresentabili e provare a confondere o a nascondere le responsabilità. Questa volta non sarà possibile. Questa volta il giochino non funzionerà. Statene certi”.
Netto anche l’ex consigliere comunale di centrosinistra Antonio de Sabato, che guida l’associazione Progetto Concittadino: “La dichiarazione d'amore alla Lega di Landella, preludio per un suo ritorno in campo per nulla inaspettato, non deve meravigliare ma si colloca perfettamente in un quadro politico cittadino desolante. A fare rumore non sono tanto le sue parole di apprezzamento alla Lega che da sempre ne ha accolto doti, voti e "virtù" pubblicamente. Fa specie il silenzio dei partiti incapaci di organizzare in questo tempo sospeso una piattaforma municipale con idee e contenuti alternativi ad un sistema di potere e corruzione. È proprio nel vuoto di una proposta alternativa e credibile che si generano i mostri e nel contempo si mostra una disarmante disaffezione nei confronti della nostra comunità. Questa deriva non è senza conseguenze perché pare essere venuta meno l'idea che abbia senso impegnarsi. In questo tempo sospeso del commissariato non si è avvertita da parte dei partiti l'urgenza di una progettazione partecipata di largo respiro. E questo è peggio di un crimine, è un errore. Come società civile abbiamo preso l'iniziativa ed avviato una mobilitazione già nel 2021 frutto di un lavoro incessante e che oggi continua con i Polis Lab attraverso un coinvolgimento attivo dei cittadini per costruire dal basso un'idea di città che sia capace di tenere insieme tutti”, conclude de Sabato dando appuntamento a domani, quando dalle ore 19.00 presso Parcocittà si terrà il 2° Polis Lab sulle Periferie Sociali insieme all’associazione Libertà Civile.
“Bisogna esserci per partecipare, altrimenti la punizione sarà ancora una volta quella di essere governanti da chi ci ha portato al fallimento”.
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