“E’ la foglia di fico, Furore vuole l’accordo col Pd”. Tutto esaurito per la cena elettorale di stasera

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Tutto esaurito per la cena sociale di autofinanziamento, che si terrà stasera al ristorante Conca d’Oro, organizzata da Giuseppe Mainiero, leader del comitato civico Resto a Foggia e candidato sindaco. Cento i posti a disposizione prenotati (al costo di 50 euro a persona) da altrettanti cittadini che hanno aderito all’evento a supporto della campagna elettorale.

Lo ha annunciato soddisfatto nelle scorse ore lo stesso Mainiero: “Non era facile: una sfida vinta. Nella città in cui ‘certo voto’ di scambio è la regola, in cui il voto veniva orientato anche attraverso le ‘cene elettorali’, c'è un'altra Foggia. Molti di voi non potranno esserci, ma avete voluto far sentire la vostra presenza partecipando lo stesso con trasparenza alla raccolta fondi”.

Al momento non è nota la cifra finora raggiunta da Mainiero, che, contattato da l’Attacco, spiega: “La campagna è in corso, il dato economico sarà pubblicato sul bilancio sociale di Resto a Foggia solo alla fine della raccolta fondi”. Un metodo che per Mainiero rappresenta una sorta di ribaltamento paradigmatico delle dinamiche elettorali del passato. 

“Chi vive a Foggia”, ribadisce, “sa benissimo che in campagna elettorale è sempre stato il politico di turno a pagare cene a potenziali elettori. Io, invece, ho voluto dimostrare che nella nostra città c’è spazio per un’altra Foggia: non quella del voto organizzato, comprato o accarezzato, bensì quella del voto partecipato e consapevole”.

“A brevissimo inaugureremo i miei primi due comitati elettorali: uno in via Lanza (isola pedonale, ndr) per cui è già tutto pronto, dobbiamo solo decidere se aprire i battenti a fine luglio o verso i primi di settembre; l’altro in corso Cairoli”. Sulla composizione del parterre di aderenti alla cena Mainiero racconta: “La cosa bella è che il suo retaggio politico sarà assolutamente trasversale, da destra a sinistra. Restiamo aperti ad ogni forma di contributo programmatico”. 

Ma il candidato sindaco affronterà la sfida elettorale solo con il sostegno duro e puro della volontà popolare o ritiene, invece, che, ad ogni buon conto, servirà ragionare anche con i partiti? Sul punto alcuni rumors dei giorni scorsi su queste colonne lo darebbero alla prese con una sorta di ritorno alle origini, almeno in termini di dialogo con pezzi di centrodestra, dopo aver ricevuto picche dai 5 Stelle.

“Il nostro”, precisa il commercialista ex meloniano, “era, è e resterà un vero progetto politico di salute pubblica, non come quello di Marcello Salvatori (imprenditore del rinnovabile nonché nome corteggiato tanto dal Pd quanto da FdI, ndr), funzionale alla salute degli apparati. Il nostro percorso si rivolge alla città, non guarda al colore politico ma solo a chi vuole sviluppare un progetto di rottura, con un candidato di rottura come ebbe a ben dire Rosa Barone”, dice riferendosi alle parole usate dall’assessora regionale nell’intervista a l’Attacco di sabato scorso.

“L’obiettivo è rompere il sistema di interessi che negli ultimi 30 anni ha governato questa città, rispetto al quale la nostra proposta è del tutto alternativa. Alternativa, cioè, rispetto alle dinamiche di potere rappresentate dal Pd di Piemontese e da pezzi di quel centrodestra balcanizzato da Landella che, attraverso sistemi di alleanze, insieme hanno governato Foggia negli ultimi 7 anni, portando la città ai livelli di  degrado attuali e distruggendo la credibilità del centrodestra attraverso i vari Longo e Iaccarino, oltre che lo stesso ex sindaco. La nostra proposta si rivolge alla scelta democratica del popolo, al di là di quei pezzi di voto organizzato dai partiti”.

“Un voto organizzato che, a mio modo di vedere, a Foggia non rappresenta assolutamente la maggioranza. Dopodiché auspico che il centrodestra coltivi desiderio di emancipazione da quel tessuto di certo corrotto sul piano politico nonché voglia di riscatto dalla decadenza che ha prodotto, tra le altre cose, lo scioglimento per mafia del Comune”. 

Infine l’analisi sulle ultime mosse del M5S, che nelle scorse ore ha tirato fuori il nome della dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Aida Episcopo (che presenta un robusto rapporto col Pd). 

“Tutta la condotta politica di Mario Furore è orientata”, commenta Mainiero, “ad un accordo politico con il Pd. Io non sono il candidato sindaco sostenuto anche dai 5 Stelle proprio perché Furore persegue l’idea di un’alleanza con il Pd, mentre l’accordo iniziale con Resto a Foggia contemplava la mia candidatura quale assolutamente alternativa al Pd”.

“I 5 Stelle hanno dunque deciso di non essere trainanti rispetto alla proposta politica, adagiandosi in quel campo largo il cui vero timoniere è Piemontese. In tal senso il nome Episcopo sarebbe una foglia di fico da presentare al primo turno, per poi andare insieme al Pd in un eventuale ballottaggio”.

 E il deputato Marco Pellegrini? “Bravo ragazzo, ma Foggia ha bisogno di un sindaco con capacità, visione e competenze per guidare una macchina amministrativa. In ciò Pellegrini non mi sembra il profilo giusto. Il punto fondamentale sta in quale tipo di interlocutore si cerchi, se l’establishment o il popolo”, conclude Mainiero.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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