“Mentre in cronaca va in onda la Regione che brucia per l'ennesima crisi morale da tangenti e mazzette, Michele Emiliano non ha nulla da dire e si occupa del suo terzo mandato e di noi. Fa tutto questo dal basso del suo continuo mercanteggiare posti e negoziare cambi di casacca da una coalizione all'altra, reclutando i voltagabbana dei Cinquestelle e qualche peripatetico del centrodestra, così violando il risultato elettorale del 2020”. Tornano alla carica il commissario regionale di Azione Fabiano Amati, e i consiglieri regionali Sergio Clemente e Ruggiero Mennea, capogruppo.
Quella di Azione è la risposta alle parole del governatore che, al termine della riunione di maggioranza, ha invitato i tre consiglieri a porsi all'opposizione in Consiglio regionale, ritenendoli fuori dalla maggioranza. “Emiliano - questa la secca replica - in realtà è ossessionato dal suo narcisismo e da noi; dalla sua egomania che poco si concilia con la nostra decisione di pensare con la nostra testa e dire con coraggio ciò che non va. Emiliano ormai parla da solo. Se si esclude qualche personaggio manzoniano non c'è nessuno tra i partecipanti alle sue riunioni disposto ad avallare le sue opinioni inutili senza provare imbarazzo. Discorsi e dichiarazioni fiume, affastellando parole a parole e tradendo impegni presi in favore di persone a cui dichiara falsamente amicizia e affetto (Antonio Decaro), per servire come un piatto fumante la commedia della menzogna e delle sue speranze sul terzo mandato. Ma terzo mandato di che? Per quale merito specifico? Forse la sanità e le sue liste d'attesa? Ma ci faccia il piacere”. “Noi - concludono - siamo fieramente all'opposizione di Emiliano, lo tranquillizzino i suoi sodali e parenti”.
La replica di Azione segue di poche ore l’incontro di maggioranza che Emiliano ha tenuto con i vertici dello schieramento escludendo qualsiasi forma di alleanza con il partito dell’ex ministro Carlo Calenda.
“Nessuna alleanza in Puglia con Azione e Italia Viva, nemmeno nei Comuni, e una nuova richiesta ai consiglieri regionali di lasciare la maggioranza”. E' quanto ha sollecitato il presidente della Regione Puglia, il che vuol dire che rispetto alle elezioni comunali di Foggia, previste per ottobre-novembre, il tavolo del centrosinistra e del M5S deve tener fuori Azione e Italia viva. Idem a Brindisi.
Il governatore chiede ai tre fuoriusciti da Pd e lista civiche ed approdati ad Azione “di essere coerenti con la loro scelta legittima e di dimettersi dalle funzioni ricoperte in virtù della precedente appartenenza politica”. “La situazione rasenta il comico - ha detto Emiliano - i consiglieri in questione, pur avendo loro deciso di lasciare la compagine con la quale sono stati eletti, pur essendo stati estromessi dalla maggioranza, quindi non facendone più parte, assistiamo al paradosso di una loro pervicace resistenza ad occupare gli incarichi ricoperti, in funzione di un'appartenenza venuta meno".
"Non si dimette il membro di maggioranza che faceva parte dell'Ufficio di Presidenza - ha detto Emiliano - e non si dimette il presidente della commissione Bilancio, il che naturalmente crea qualche problema. Provocazioni, forse, nei confronti dei consiglieri che mi auguro il buon senso ci consentirà di superare, con le dimissioni dei due colleghi che hanno fatto scelte diverse. Anche per rispetto sia del Consiglio regionale sia dei colleghi di maggioranza”.
Emiliano poi ha annunciato che “la maggioranza che governa la Regione Puglia ha dato indicazioni generali alle amministrazioni comunali, ai sindaci e darà medesimo input ai partiti, al M5S, al Partito Democratico di non fare alleanze, neanche nelle prossime elezioni comunali con Azione o Italia Viva che sono all'opposizione politica di questa maggioranza”.
Il governatore ha anche affrontato il tema del terzo mandato alla guida della Regione: “È presto parlarne, la situazione è in continua evoluzione. La nostra è una squadra larga, efficiente e ricca di personalità capaci, a cominciare da Antonio Decaro. È ovvio, comunque che bisognerà tener conto dell'evoluzione del quadro politico”, “si parla di legge terzo mandato nelle Città Metropolitane e nei Comuni - ha aggiunto - si parla della stessa legge per le Regioni, ma il ventaglio di persone candidabili ai diversi ruoli resta ampio. Non c'è nessuna esclusività. Da sempre mi pongo il problema della generazione successiva e della partecipazione alle scelte. Fermo restando che, se avranno bisogno ancora di me, sarò ben contento di garantire la mia disponibilità e il mio contributo”. Un riferimento è stato fatto sul prossimo segretario regionale del Pd: “Stiamo attendendo la formalizzazione del nuovo segretario del Pd, che sarà Domenico De Santis: una persona che conosco molto bene e che sono certo riuscirà a dare al Pd nuova e maggiore visibilità, oltre allargare la capacità attrattiva dello stesso e la visione politica del suo futuro”.
Emiliano ha concluso sul caso Taranto annunciando che è stato ricucito lo strappo tra il sindaco Rinaldo Melucci e il M5S: “Nell'incontro abbiamo commentato anche il superamento della crisi nel Comune di Taranto, grazie alla disponibilità del sindaco Melucci e Mario Turco, nonché di Leonardo Donno, dell'assessora Mary Luppino, il consigliere e tutto il M5S della provincia di Taranto. Anche qui è stata ribadita l'estromissione di Azione-Italia Viva dall'alleanza”.
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