Centrodestra mette sotto accusa gli ultimi 20 anni di governo della sanità: scontro sul deficit da 350 milioni
La giornata politica della Regione Puglia si è chiusa con due eventi che saranno certamente ricordati e ancor di più destinati a far parlare ancora a lungo. Da una parte il lungo Consiglio regionale monotematico dedicato alla sanità, con un acceso confronto tra maggioranza e opposizione sui conti del sistema sanitario, le liste d’attesa, la carenza di personale e l’aumento dell’addizionale Irpef deciso per coprire il disavanzo. Una seduta fiume fatta di tante parole, numeri, dati accuse e controrisposte e alla fine dei conti conclusasi con una domanda sola: E quindi? Bisognerà infatti capire cosa resterà delle tante riflessioni, interventi proposte, presentate in aula, cui il buon Decaro ha risposto con un lungo meticoloso dettagliato monologo costruito su ormai ben note slides che non passano mai di moda, le stesse del resto che presentò alla stampa qualche settimana fa per annunciare la decisione di aumentare l’addizionale Irpef. Intanto a pochi minuti dalla conclusione della seduta consigliare, la Giunta regionale ha completato il riassetto della macchina amministrativa approvando la nomina dei nuovi direttori di Dipartimento e dei vertici burocratici chiamati a tradurre in atti concreti il programma di governo. Con il via libera ai tredici direttori di Dipartimento, al Segretario generale della Presidenza, al Segretario generale della Giunta e al responsabile della Struttura autonoma per l’Attuazione del Programma prende infatti forma il nuovo modello organizzativo “MAIA 2.0”, destinato a ridefinire competenze, responsabilità e assetti decisionali dell’amministrazione regionale. Accanto ai nuovi ingressi, la Giunta ha però scelto anche la strada della continuità, prorogando gli incarichi di Angelosante Albanese, Gianna Elisa Berlingerio, Nicola Lopane e soprattutto di Vito Montanaro alla guida del Dipartimento Salute. Ed è proprio quest’ultima decisione che potrebbe alimentare il dibattito politico nelle prossime ore. La conferma del direttore generale della Salute arriva infatti nel giorno in cui la sanità è tornata al centro dello scontro in Consiglio regionale, tra accuse sulla gestione del sistema, disavanzi, liste d’attesa e difficoltà organizzative. Una scelta che, inevitabilmente, sarà letta non solo sotto il profilo amministrativo, ma anche politico, considerando che proprio la sanità rappresenta da anni il terreno di confronto più acceso tra maggioranza e opposizione. La nuova squadra entrerà in funzione dopo la firma dei contratti, dando ufficialmente il via a una delle più importanti riorganizzazioni della macchina regionale degli ultimi anni.
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