A marzo 2026 scadenza del contratto con C&C: ma a Manfredonia è già tema rovente la futura gara dei tributi

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Manca ancora quasi un anno alla scadenza del contratto che lega, per il servizio di gestione dei tributi, la C&C di Margherita di Savoia al Comune di Manfredonia, ma all’interno della maggioranza di centrosinistra il futuro dell’appalto è già motivo di tensione e scontro. Le forze politiche non hanno scoperto finora le proprie carte e dunque non hanno palesato formalmente la propria posizione rispetto alla prospettiva di permanenza di C&C oppure, al contrario, all’arrivo di un’altra impresa al suo posto. Ma il tema è caldissimo, come dimostra il pressing di pezzi di coalizione affinchè sia spostata in altro ruolo Maricarmen Distante, dirigente del settore economico-finanziario. Il contratto con C&C scadrà a marzo 2026, visto che fu firmato il 29 marzo 2022 per quattro anni, per cui si va verso la nuova gara entro quella data. Nel 2020 la procedura fu svolta in periodo di gestione commissariale di Palazzo San Domenico (conseguente allo scioglimento per mafia del consiglio comunale), a predisporre gli atti di gara fu il dirigente Ognissanti e vi partecipò solo l’impresa di Michele Carbonaro Calò, cui era vicino il potente tributarista Pietro Di Benedetto, consulente legale di C&C ed ex sindaco di Margherita, in passato legato al sipontino Gino Mastroluca, dominus dell’ex partecipata comunale Gestione Tributi spa. Ora c’è chi teme che la guerra a Distante sia mossa perché senza di lei, che conosce bene la situazione, si pensa di poter impostare e gestire più liberamente la gara, magari con un bando predisposto su misura. Chi ambirebbe a tornare è Mastroluca, che era il coordinatore della spa oggi in liquidazione con il clamoroso stipendio monstre di 228mila euro, superiore a quello del Capo dello Stato Sergio Mattarella, che era fermo a 185mila euro lordi l’anno.

Quello di Gestione Tributi spa (il cui aggio arrivava all’8,30% sui versamenti volontari) fu l’affaire su cui, come ampiamente raccontato da l’Attacco, si disgregò la maggioranza del sindaco Angelo Riccardi molto prima che calasse sul Golfo la scure di Prefettura e Viminale con lo scioglimento per mafia.

Un passato che non passa: ci sono due procedimenti giudiziari tuttora in corso, attivati da Gestione Tributi spa in liquidazione (difesa dall’avvocato Franco La Torre) contro il Comune sipontino (difeso dall’avvocato Trisorio Liuzzi), con la prima che batte cassa per oltre 600mila euro ed è arrivata negli scorsi anni a notificare un decreto ingiuntivo. Si è cercato di chiudere il contenzioso in via transattiva ma l’impresa ha chiesto più soldi rispetto a quelli proposti dall’ente e si starebbe preparando a prendere il posto di C&C.

Il fronte che difende Mastroluca è ampio e variegato, a partire dall’amico ed ex consigliere regionale Franco Ognissanti (oggi legato a Progetto Popolare e a CON con Salvatore Zingariello) fino ad arrivare secondo i beninformati a pezzi di Pd, Tasso e Forza Italia. Peraltro Mastroluca sarebbe legato anche a Publiparking, l’impresa che gestisce l’appalto dei parcheggi sia a Manfredonia che a Monte Sant’Angelo.

Era marzo 2020 quando C&C Concessioni e consulenze di Margherita di Savoia si aggiudicò l’appalto relativo a tutte le fasi di gestione dell’imposta comunale sulla pubblicità, dei diritti sulle pubbliche affissioni, del canone occupazione suolo pubblico, canone acquedotto rurale, censi, canoni livelli (accertamento, riscossione ordinaria e coattiva) nonché delle fasi di accertamento, riscossione coattiva, assistenza legale e contenzioso delle entrate comunali dell’ente.

Il Comune, che era commissariato da un anno, veniva dalla fine della partecipata Gestione Tributi spa e dall’interdittiva antimafia che aveva colpito il socio privato del Comune nella spa, Adriatica Servizi.

Aveva proceduto alla internalizzazione del servizio e avviato la gara per l'affidamento della concessione, dell'importo a base d'asta di 1.553.600 euro oltre Iva, mediante procedura ad evidenza pubblica con procedura aperta, secondo il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo. Come detto l’unico operatore economico partecipante fu C&C srl, che offrì sulla riscossione spontanea per tributi minori e pubbliche affissioni il ribasso del 9% (aggio a base di gara 6% e aggio contrattuale 5,46%), per la riscossione e rettifica delle dichiarazioni incomplete o infedeli o dei parziali o ritardati versamenti un ribasso del 19% (aggio a base di gara 7%, aggio contrattuale 5,67%), per la riscossione per omessa dichiarazione o omesso versamento ribasso del 19,50% (aggio a base di gara 18%, 14,49% aggio contrattuale). L’ente municipale allora era in una gravissima situazione finanziaria, in pre-dissesto finanziario e negli anni precedenti incapace di rispettare il piano di rientro concordato con la Corte di conti, tanto da arrivare ad un piano di riequilibrio decennale. Per questa ragione fu deciso di avviare in via d’urgenza il servizio affidato all’impresa aggiudicataria.

“La efficiente gestione delle entrate comunali, tributarie e non, rappresenta il principale obiettivo per una sana ed oculata gestione delle risorse finanziarie sia in termini di competenza che di cassa”, affermò la dirigente Distante. “Il raggiungimento di tale obiettivo è ancor più stringente per il nostro Comune con situazione di manifesta illiquidità e ricorso strutturale ad onerose anticipazioni di cassa. Tale obiettivo rappresenta un’azione inderogabile di risanamento dell’ente, posto alla base del piano di riequilibrio approvato dal consiglio comunale a marzo 2019 e tuttora in attesa di omologazione da parte del Ministero dell’Interno e della Corte dei Conti. Il servizio da affidare, necessario ad assicurare la riscossione delle entrate comunali, risulta fondamentale per garantire la salvaguardia degli equilibri di bilancio e, pertanto, la sua mancata esecuzione determinerebbe un grave danno all’interesse pubblico”, concluse la dirigente.

Mentre nel 2021, lasciando Palazzo di città al ritorno della gestione ordinaria, nella propria relazione finale i commissari straordinari scrissero quanto fosse migliorata la situazione dei tributi: “Attraverso l'attività sinergica del nuovo concessionario e dell'Ufficio tributi dell'ente sono stati raggiunti risultati inattesi sia sotto il profilo della riscossione ordinaria che sotto il profilo del recupero dell'evasione. A mero titolo esemplificativo della portata dell'attività svolta, si riporta un raffronto tra gli accertamenti effettuati nel 2020 e nel 2021 dei principali tributi locali: accertamenti IMU 2020 notificati 53.547 euro; accertamenti IMU 2021 notificati 876.035 euro; accertamenti TARI 2020 notificati 133.441 euro; accertamenti TARI 2021 notificati 780.821 euro. Risultati lusinghieri che vanno ascritti tanto alla scelta di internalizzare la riscossione volontaria dei tributi quanto alla maggiore efficienza del nuovo concessionario, che ha intensificato visibilmente l’attività di accertamento”. Oggi il risanamento dei conti è un obiettivo quasi centrato, tant’è che l’ente potrebbe uscire già nel 2026, anziché nel 2028, dal piano di riequilibrio decennale cui fu costretto per ripianare quasi 15 milioni di euro di passività.

Chi nei giorni scorsi ha segnalato presunte anomalie nella riscossione dei tributi locali da parte di C&C è l’ex assessora e avvocata Grazia Pennella, responsabile della sede locale dell’Unione Nazionale Consumatori. L’oggetto della segnalazione riguarda gli “Avvisi di accertamento esecutivo e contestuale invito al pagamento emessi tra il 2020 e il 2022, nei quali venivano richiesti ai cittadini oneri di riscossione che, secondo la normativa vigente, non sarebbero dovuti”.

Secondo l’UNC, gli “oneri di riscossione” sarebbero stati applicati in maniera difforme rispetto a quanto previsto dalla legge, che stabilisce chiaramente come tali oneri possano essere richiesti solo trascorsi 60 giorni dalla notifica dell’atto, momento in cui lo stesso diventa esecutivo. La norma prevede una percentuale del 3% delle somme dovute (fino a un massimo di 300 euro) se il pagamento avviene entro i 60 giorni successivi all’esecutività, e del 6% (fino a 600 euro) se oltre quel termine. Invece, la C&C avrebbe applicato impropriamente la quota del 3% già a partire dalla data di notifica dell’atto, cioè prima ancora che esso divenisse esecutivo. In questo modo, molti cittadini avrebbero versato somme non dovute, senza essere informati della reale tempistica prevista dalla legge. Il sospetto, inoltre, è che in alcuni casi sia stato addirittura applicato il 6% laddove era previsto il 3%, aggravando ulteriormente l’onere economico sui contribuenti. E tale situazione avrebbe riguardato ben tre annualità, sebbene nella nota l’UNC parli del solo 2021. C&C ha risposto dichiarando che, “pur nel dubbio interpretativo”, è disponibile a “rimborsare senza limiti d’importo gli oneri incassati indebitamente, su richiesta dei contribuenti interessati, attraverso il sito ufficiale della società o direttamente presso gli uffici di Manfredonia”.

Ma l’UNC ha chiesto che le restituzioni avvengano “automaticamente”, direttamente dal Comune, a tutela di tutti i cittadini interessati e non lasciando l’onere al contribuente, il quale, in molti casi, potrebbe non essere al corrente del fatto. E ora c’è chi si domanda se il fatto meriti l’attenzione delle Fiamme gialle, come pure se pregiudichi le chance di riconferma del servizio a C&C.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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