“Con questa variazione di bilancio si dimezza la cassa, la si prosciuga”. E’ la preoccupazione rivelata, a l’Attacco, da eletti di opposizione di Manfredonia dopo che la giunta la Marca, lo scorso 9 luglio, ha deliberato di provvedere alle variazioni di competenza e di cassa della parte entrata e della parte spesa dell’annualità 2025-2026-2027 del piano esecutivo di gestione 2025-2027. Come rivelato su queste colonne mesi fa, il 2026 potrebbe portare al Comune di Manfredonia un magnifico risultato: l’uscita anticipata dal piano di riequilibrio finanziario pluriennale. Mentre si attende che la magistratura contabile pubblichi le relazioni sul monitoraggio relativo al 2024, ciò che trapela è che l’ente sipontino avrebbe buone possibilità di chiudere la procedura cui fu costretta per il pre-dissesto nella seconda amministrazione Riccardi prima della scadenza prevista per il piano, ovvero già nel prossimo anno anziché nel 2028. E’ in questo contesto ottimistico che si inscrive la variazione di bilancio da circa 10 milioni di euro, che per l’amministrazione del sindaco Domenico la Marca “segna una scelta chiara e coraggiosa”. “Una variazione di bilancio significativa, sia sul piano tecnico che politico”, l’ha definita in aula consiliare l’assessora al bilancio, la piddina Cecilia Simone.
“Una variazione che rappresenta, per l’amministrazione comunale, un passaggio concreto nella direzione del risanamento e della ricostruzione di una programmazione credibile, efficace e coerente con le linee di mandato. Nel corso dell’ultimo rendiconto, abbiamo evidenziato come il nostro Comune sia tornato ad avere una struttura finanziaria solida, frutto di un lavoro puntuale e trasparente di riaccertamento dei residui, ricostruzione delle partite contabili, e di valorizzazione delle risorse disponibili. Oggi, con questa variazione, traduciamo quell’avanzo in azioni concrete per i settori strategici dell’ente”. La variazione poggia in larga parte sulla valorizzazione del risultato di amministrazione 2024, che ammonta complessivamente a 5.691.634,60 milioni di euro, così articolato: quota vincolata parte corrente pari a 3.730.019,60 euro; quota vincolata parte capitale pari a 1.961.615 euro. “Le risorse accantonate e vincolate, in particolare, vengono oggi iscritte in bilancio per finanziare misure coerenti con la loro finalità originaria, nel pieno rispetto del principio di destinazione e in un’ottica di rigore contabile. Con questa variazione, incrementiamo la capacità di spesa dell’ente in tutti i settori: sociale, educativo, ambientale, culturale, patrimoniale. L’obiettivo è duplice: migliorare la qualità dei servizi per i cittadini e dare continuità amministrativa a una visione di benessere diffuso e inclusivo”, ha aggiunto Simone.
“Il bilancio valorizza risorse disponibili e avanzi vincolati per dare risposte concrete a bisogni reali. Tra le priorità: inclusione e sicurezza scolastica, decoro urbano e lotta all’abbandono dei rifiuti, sostegno al commercio di prossimità, promozione culturale e politiche giovanili, potenziamento degli uffici comunali, interventi in ambito urbanistico e ambientale (ponte di Santa Restituta, rimozione ecoballe, viabilità dei comparti), sviluppo delle attività produttive, maggiori fondi per refezione e trasporto scolastico, programmazione estiva. Tutti questi interventi sono resi possibili anche dall’utilizzo dei fondi accantonati e vincolati, che ci ha consentito di riattivare una piena capacità programmatoria dell’ente. Con questa variazione, non solo recuperiamo margini di manovra, ma affermiamo una visione di bilancio come strumento di equità, cura e prossimità. Un bilancio che non è più esercizio tecnico fine a sé stesso, ma leva di trasformazione e responsabilità verso la nostra comunità. In un contesto nazionale ed europeo ancora complesso, scegliamo con forza la strada del servizio pubblico, della responsabilità istituzionale e della restituzione alla città di ciò che le appartiene, in termini di servizi, bellezza, possibilità”.
A l’Attacco l’assessora Simone replica ai dubbi sollevati dalla minoranza rispetto ad uno “svuotamento” della cassa: “Non è troppo ingente. E' un atto di programmazione politica, si fanno scelte coraggiose in tutti i settori. Il tutto sempre compatibilmente con il piano di riequilibrio e la salvaguardia degli equilibri contabili e di bilancio. La cassa è un indicatore importante, ma non è l’unico. Il saldo di cassa fotografa la disponibilità liquida in un determinato momento, ma va letto insieme ad altri indicatori, come il fondo di cassa vincolata, l’equilibrio di bilancio, la capacità di riscossione, e la programmazione finanziaria. I movimenti di cassa sono fisiologici. In alcuni periodi dell’anno, specie quando ci sono scadenze di pagamento importanti o ritardi nei trasferimenti erariali o regionali, è normale che la cassa si riduca temporaneamente. L’importante è che non si generino squilibri strutturali e che il Comune mantenga la capacità di far fronte ai propri impegni. Le spese sono state programmate con prudenza. Anche in presenza di investimenti o misure a sostegno dei cittadini – come ad esempio contributi sociali, manutenzioni, interventi straordinari - si lavora per garantire la copertura finanziaria e la sostenibilità pluriennale. Nessuna spesa viene autorizzata se non è compatibile con gli equilibri complessivi. Va tenuto presente che c’è un controllo costante. Il monitoraggio della cassa è continuo e viene fatto in sinergia con il dirigente finanziario e il tesoriere. Se emergessero criticità, si adotterebbero tempestivamente le necessarie misure correttive, senza attendere che la situazione si aggravi. Investire in servizi, manutenzioni, scuola o coesione sociale non è prosciugare la cassa, ma restituire dignità e qualità della vita ai cittadini, usando le risorse pubbliche in modo responsabile. Tenere soldi fermi per paura, senza farli fruttare per la comunità, può generare immobilismo, sfiducia e disuguaglianze”.
“Per quanto riguarda le variazioni di bilancio approvate in aula, il nostro voto come M5S è stato contrario”, dice a l’Attacco il consigliere contiano Gianluca Totaro. “Abbiamo espresso un commento positivo in merito ad alcune variazioni in quanto riguardanti temi su cui abbiamo dato un grosso contributo come M5S, come quelle riguardanti il finanziamento per la riqualificazione dei campi rionali, oppure quella in materia di infrastrutture per la viabilità come il ponte di Santa Restituta su cui ci siamo battuti con diverse interrogazioni e la viabilità dei comparti. E anche altro. Tuttavia, non abbiamo potuto esprimere un voto finale favorevole, in quanto per alcune variazioni come quelle sugli eventi si chiedevano atti di fede più che un voto in quanto i protocolli non erano completi e dettagliati. Per altre, emergeva chiaramente il risultato di una programmazione fragile”.
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