Subbuglio (e mistero) a Biccari per nuovo progetto sul biometano. Mignogna finisce sotto pressione

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Da qualche settimana a questa parte, a Biccari è scattato una specie di allarme ambientale, a seguito dell’iniziativa dell’impresa Finanza agevolata srl di Reino (Benevento) che ha presentato domanda di autorizzazione al Comune perché vorrebbe realizzare un impianto per la produzione di biometano, partendo da scarti agricoli ed escrementi animali degli allevamenti della zona, soprattutto avicoli.

La gestione amministrativa è del municipio perché l’iter scelto è quello della cosiddetta procedura abilitativa semplificata, poiché lo stabilimento sarebbe di dimensioni relativamente piccole, individuato su terreni adiacenti alla zona Pip, nei pressi del cimitero, a circa 3 chilometri dal centro abitato, e comunque nelle immediate vicinanze della condotta Snam dentro cui sarebbe immesso il gas.

E i primi ad alzare le antenne sono stati proprio i confinanti dei lotti per i quali sarebbero stati già opzionati i suoli, tuttavia non ancora acquistati perché il tutto viene ovviamente subordinato al rilascio dell’autorizzazione per la quale è in corso l’acquisizione di pareri e chiarimenti da parte dei circa 25 enti interpellati dal Comune, tra cui Asl, Regione, Provincia, Soprintendenza, Vigili del Fuoco, Arpa e altri.

In paese è stato formato un Comitato che si occupa di seguire da vicino la questione, e c’è chi dice che la situazione non sia chiara, mancherebbe trasparenza nella diffusione di questa proposta e non se ne sta parlando in maniera pubblica, tanto meno non è stata discussa in Consiglio comunale.

“Stiamo cercando di trattare la vicenda come norme e regole ci impongono”, mette subito le mani avanti il Sindaco Gianfilippo Mignogna, parlando con l’Attacco, “anche se ho detto a tutti fin dall’inizio che non si tratta di un progetto favorito o promosso dalla mia amministrazione. Nell’idea di borgo a cui abbiamo lavorato in questi anni il biometano non c’è, non è nei nostri programmi, anzi la nostra storia è decisamente diversa, e racconta di ambiente, aria e turismo. Ma abbiamo il dovere di dare risposte a chi ci fa una richiesta formale e i nostri tecnici sono al lavoro per trovare tutte le garanzie a ogni livello, con il coinvolgimento degli enti che sono ora chiamati a esprimersi mediante una conferenza dei servizi appositamente convocata. Nel giro di qualche giorno ne sapremo già di più, ma posso già anticipare che noi stessi abbiamo redatto una lunga serie di rilievi a seguito di un controllo rigoroso, anche di natura finanziaria, per verificare la reale valenza di questa iniziativa. Personalmente non sono contrario a questo tipo di impianti, peraltro ora i tempi che stiamo vivendo e la legislazione nazionale addirittura li incentiva, ma devono essere fatti bene. Per quanto riguarda i timori dei cittadini, ben venga quando c’è partecipazione perché vuole dire che la comunità è matura, ma il Comune in questo momento ha un ruolo istituzionale e non può fare battaglie pro o contro. Verrà anche quel momento, ma prima bisogna dare risposte a chi fa domande. Ai cittadini che ci hanno chiesto spiegazioni, abbiamo risposto a tutti, e abbiamo anche dato le carte che era disponibili”.

Finanza agevolata è una srl che vede come amministratore unico l’ingegner Antonio Verzino, il quale opera da circa 40 anni nel settore dei finanziamenti pubblici e soprattutti privati, anche se praticamente mai in Puglia. L’impresa si avvale di uno staff di tecnici e il curriculum racconta, secondo quanto riportato dal suo sito internet, di numerose realizzazioni (tra finanziamenti, consulenze e progettazioni) di nuove imprese soprattutto nel settore turistico e agricolo, tra agriturismi, allevamenti ed esercizi commerciali correlati, dichiarando di essere effettivamente specializzati in questo ambito. Presenta anche una sezione dedicata all’energia e al biometano in particolare, affermando che il proprio team è in grado di svolgere una “duplice funzione”, curando sia la progettazione degli impianti che la parte contrattualistica con i fornitori della materia prima. Tuttavia non figurano attività dirette nel settore, per cui il timore diffuso tra i detrattori è che si tratti più che altro di uno “schermo” davanti a qualche altro gruppo industriale più conosciuto ma che vorrebbe al momento rimanere “coperto”, anche perché nessuno ha trovato ancora la risposta su quali motivazioni portino un soggetto di quelle caratteristiche, peraltro con scarsissimi legami con il territorio (tranne la gestione di un pratica di Superbonus), di andare a investire proprio a Biccari dove non ha nemmeno terreni di proprietà.

Sulla vicenda si è pronunciato anche il gruppo consiliare di minoranza Viviamo Biccari, che anzitutto ha evidenziato come l’area su cui è previsto l’insediamento sarebbe sottoposta a vincoli.

“Noi temiamo che ci sarà un impatto ambientale negativo”, hanno scritto Giusy Ciampi, Antonello Casasanta e Costantino Soccio. “In particolare per quanto riguarda l’emissione di cattivi odori (dei quali si erano già occupati a dicembre scorso per uno sversamento di compost in alcuni suoli agricoli, ndr), l’inquinamento delle falde acquifere e dei terreni circostanti, lo smaltimento dei liquami e l’aumento di traffico veicolare pesante. Consapevoli della delicatezza dell’argomento, esortiamo l’amministrazione ad interessare quanto prima l'intera cittadinanza attraverso un incontro pubblico nel quale venga illustrato tutto il progetto, a quali conseguenze, in caso di realizzazione, andrà incontro il territorio in termini ambientali, di salute ed incidenza sui settori turistico ed economico, quali sarebbero gli eventuali benefici che ne trarrebbe il nostro Comune. Non è giusto che una decisione come questa venga presa senza interpellare i cittadini che devono e vogliono legittimamente esprimere il loro parere sul destino del proprio territorio”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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