E’ stato d'agitazione per i lavoratori di Casa Sollievo della Sofferenza, la decisione è stata presa lunedì durante l'assemblea indetta da Cgil, Cisl e Uil per informare i dipendenti della situazione in cui si trova l'ospedale di San Giovanni Rotondo. Il 22 dicembre scorso le organizzazioni sindacali sono state convocate dal nuovo direttore generale (ad interim), Gino Gumirato unitamente ad una delegazione dell'ospedale per affrontare diverse problematiche.
“Il 28 dello stesso mese – spiegano Angelo Ricucci e Lorenzo Palena per Cgil, Giuseppe Mangiacotti e Giuseppe Riontino per la Cisl e Luigi Giorgione e Giovanni Grifa per la Uil - è stata fatta richiesta di incontro con specifici punti all'ordine del giorno a cui è seguita la convocazione, prevista per il 13 gennaio. Va detto che a Casa Sollievo si ha, come riferimento economico contrattuale, il contratto nazionale di lavoro per i lavoratori della sanità pubblica e pertanto l’ospedale è in debito con i dipendenti per ciò che riguarda gli arretrati e l'adeguamento delle tabelle contrattuali, i cui accordi sono stati sottoscritti a Roma il 2 novembre 2022. Nell'incontro del 22 dicembre il direttore generale ha fatto notare che al momento non vi sono le condizioni di cassa per erogare il riconoscimento economico e pertanto ha posticipato la discussione in altri momenti. Si sono affrontati anche altri temi e ha anticipato che vi sarebbero state delle rivisitazioni di accordi normativi ed economici già sottoscritti con precedenti direttori generali; come pure ha reso noto che avrebbe approfondito i termini di alcuni passaggi verticali ed incarichi attribuiti unilateralmente dalla direzione e che avrebbe provveduto nelle prossime settimane o mesi a presentarci un piano industriale”.
Ampia la discussione che si è tenuta il 9 gennaio alla presenza di tantissimi lavoratori e dei rappresentanti sindacali, al termine della quale è scaturita la decisione di proclamare lo stato d'agitazione e la determinazione a porre in essere eventuali iniziative di protesta da attivare anche subito dopo l’incontro del 13 gennaio.
“Siamo consapevoli di essere agli inizi di una vertenza complicata – hanno aggiunto i sindacalisti - e diamo la nostra piena e totale disponibilità a confrontarci senza preclusioni e pregiudizi perché, a prescindere dalle fisiologiche propensioni verso soluzioni diversificate che riteniamo legittime e salutari in un Paese democratico, i sindacati sono stati, e sempre comunque saranno, per salvaguardare i posti di lavoro, sostenere le iniziative dirette al riconoscimento, alla tutela e dalla valorizzazione dei lavoratori ed alla sottoscrizione di diritti di profilo normo-giuridico ed economico. Tuttavia una volta acclarata la posizione della parte datoriale nell'incontro del 22 dicembre e non avendo registrato riscontri positivi per i lavoratori, abbiamo ritenuto di coinvolgere la massima autorità della Prefettura di Foggia per accendere un riflettore su quanto si sta verificando in Casa Sollievo della Sofferenza. Siamo pronti anche, ove il Prefetto lo ritenesse, a promuovere già in questa prima fase un tavolo di confronto proprio per dirimere le problematiche in questione e trovare la migliore soluzione per ridare certezza e tranquillità ai dipendenti, sia per quanto riguarda il posto di lavoro, che per le erogazioni dovute”.
I sindacati poi hanno voluto rivolgere un apprezzamento alla delegazione della direzione generale dell’ospedale, capeggiata da Gumirato, riservandosi una considerazione: “La politica sindacale e la tutela degli interessi dei lavoratori riteniamo si facciano ai tavoli negoziali con un confronto dialettico, a volte anche aspro ed acceso e sempre nel rispetto di ognuno, del proprio ruolo e delle leggi vigenti. Non è solo una questione di correttezza ma anche di considerazione per noi stessi e per l'intelligenza delle persone coinvolte. Consapevoli dei rischi che si corrono ad esprimersi con franchezza nel clima esasperato che si è determinato, vogliamo invece credere che le nostre parole siano correttamente interpretate ed utilizzate per ripristinare nuovamente corrette relazioni sindacali, ribadendo la nostra totale disponibilità al confronto e all'individuazione di soluzioni”.
Meno accomodanti i toni (e gli animi) dei lavoratori i quali sono stati a l’Attacco molto più tranchant dei loro rappresentanti nel giudizio della governance dell’ospedale.
“C'è molto malcontento – riferiscono alcuni di loro –, siamo veramente stanchi, è ormai dal 2005 che sentiamo parlare di difficoltà economiche, nel frattempo si avvicendano manager alla guida dell’ospedale e chi ne paga le conseguenze sono sempre i lavoratori. In altre parole chi sbaglia non paga mai e questa è una cosa veramente assurda. Ci aspettavamo da parte del nuovo direttore generale che ci fosse un approccio diverso. Se è vero che dall'analisi dei costi risulterebbe una prevalenza delle spese sui ricavi, ci saremmo aspettati un piano per aumentare la produttività, per erogare più prestazioni, per abbattere le distanze, invece non abbiamo notizia che si possa andare in questa direzione; al contrario trapela che si voglia puntare su una contrazione del numero dei posti letto, sulla esternalizzazione di alcuni servizi e su altri tagli. Noi pensiamo invece che in primis vadano valorizzate le risorse umane, diversamente finiremo per favorire l’attività dei privati, se l’ospedale non darà risposte. In questo modo riusciranno a curarsi solo i cittadini che se lo possono permettere, si disaffezioneranno sempre più al pubblico e continueranno a preferire la sanità privata”.
In questo clima montano le preoccupazioni: “La sensazione è quella di aver chiamato un idraulico per riparare una perdita, il quale dice di aver risolto il problema solo perché ha chiuso il rubinetto e non perché ha tappato la falla; è vero che l’acqua non esce più ma non perché sia stato fatto il lavoro. Invece noi chiediamo che si trovino le perdite e si sanino una volta per tutte. Ci dicono di bilanci sempre in perdita adducendo le cause ai tetti di spesa insufficienti, ai budget per le prestazioni extra regionali e via discorrendo, intanto ci sono i lavoratori che hanno svolto e continuano a svolgere con abnegazione e sacrifici il proprio dovere e che oggi si vedono negare un sacrosanto diritto, senza avere responsabilità”.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).