Insediamento ufficiale dg Asl e Riuniti. Definite anche direzioni strategiche, sorpresa Miscio al Policlinico

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Si sono formalmente insediati lunedì i direttori generali della Asl Foggia e del Policlinico Riuniti di Foggia, entrambi erano stati designati dalla giunta regionale e dal presidente Michele Emiliano già nelle scorse settimane, entrambi dopo un periodo da commissari straordinari. Come è noto si tratta di Antonio Nigri e Giuseppe Pasqualone. Il primo, originario di Monte Sant’Angelo, è stato direttore sanitario dell’Azienda Sanitaria e ancora prima direttore dello Spesal.

Pasqualone, originario di Trani, proviene da Brindisi dove è stato manager della locale Asl per due mandati consecutivi dal 2015, con esperienze professionali anche in ambito privato e fuori regione. Il primo medico del lavoro, con “incursioni” nella politica locale (storico Sindaco di Monte); il secondo commercialista e (come lo stesso suole definirsi) aziendalista puro.

Entrambi sono chiamati ad un compito, ciascuno nella propria Azienda, arduo: ridare credibilità e efficienza alla sanità di Capitanata duramente colpita da inchieste giudiziarie e criticità nell’assistenza ai cittadini che sempre più spesso in questi anni hanno registrato disservizi e anomalie, esacerbate dalla pandemia.

Al loro fianco, a completare la composizione della direzione strategica di Asl e Riuniti, ci saranno direttore sanitario e direttore amministrativo. Nigri dovrebbe confermare i due collaboratori già designati durante il commissariamento, Franco Mezzadri come direttore sanitario e Michelangelo Armenise come direttore amministrativo.

Potrebbero riservare soprese al contrario le decisioni di Pasqualone, il quale ha immediatamente, lo stesso giorno dell’insediamento ufficiale, deliberato sui suoi direttori. Inamovibile Elisabetta Esposito, direttrice amministrativa che il dg ha voluto al suo fianco e che è arrivata dalla Asl Brindisi. Esposito è il braccio destro e donna di fiducia di Pasqualone che ha avuto (e ha) il compito di rivedere l’assetto amministrativo e burocratico dell’ospedale. Una scelta evidentemente determinata dalla conoscenza della professionista (laureata in giurisprudenza con master di secondo livello in diritto, economia e management delle aziende sanitarie) e forse anche dalla terzietà rispetto all’ambiente foggiano che si è mostrato eccessivamente permeabile a certe condotte, oggetto oggi di approfondimento da parte delle autorità giudiziarie.

Se su Esposito non si discute e resterà direttrice amministrativa per tutta la durata del mandato di Pasqualone, 3 anni, in quanto considerata “persona più idonea per la consolidata esperienza e professionalità”, non così per il direttore sanitario, Leonardo Miscio. La sua carica, si legge nella delibera numero 3 del nuovo direttore generale, durerà per un periodo di soli tre mesi con decorrenza 13 febbraio 2023, “fatte salve successive e diverse determinazioni in merito”.

Una scelta che appare insolita e per la quale non sono note le ragioni ma potrebbe aver a che fare con quanto raccontato su queste colonne nei mesi scorsi e che confermerebbe l’inconsueta (rispetto a molti manager della sanità del passato) fermezza che Pasqualone ha mostrato sin dal suo arrivo a Foggia. Il dg aveva annunciato un giro di vite nella gestione dell’Azienda ospedaliera e questo potrebbe essere l’ennesimo segnale in tal senso.

Miscio, qualche mese fa, è stato protagonista di uno strano caso: da direttore sanitario, ha partecipato all’avviso pubblico, per titoli e colloquio, per il conferimento di incarico quinquennale di direttore della struttura complessa direzione medica di presidio ospedaliero di Cerignola, bandito dalla Asl.

Due erano i candidati al posto, uno dei quali escluso per mancanza di requisiti; l’altro, Miscio, secondo fonti ufficiose, ritenuto non idoneo dalla commissione esaminatrice. Ufficiose perché al momento, dopo mesi, nessun atto della selezione è stato ancora pubblicato sull’albo pretorio dell’Azienda anche se il colloquio si è tenuto il 14 ottobre scorso.

La notizia è comunque circolata nell’ambiente sanitario, destando non poche perplessità e un interrogativo su tutti: come è possibile che il direttore sanitario dell’ospedale più importate del nord della Puglia non sarebbe stato considerato idoneo per guidare la direzione medica del Tatarella? Beninformati avevano peraltro riferito che Miscio aveva già provveduto ad adire le idonee vie per impugnare l’esito dell’avviso per l’ospedale di Cerignola.

Da allora in effetti sono cambiate un po’ di cose in Asl, una tra tutte: la centralizzazione delle direzioni mediche dei presidi ospedalieri aziendali, in capo al ds Mezzadri a cui è stato assegnato il compito di programmare, organizzare e gestire le attività sanitarie dei tre ospedali di San Severo, Manfredonia e (anche) Cerignola. Non è chiaro quindi se saranno comunque previste le figure dei direttori medici, oggi per lo più ricoperte da facenti funzione. Ma sul fronte Riuniti resta da capire quanto il giocare su più campi contemporaneamente di Miscio abbia influenzato le scelte di Pasqualone. In primavera si saprà se Miscio verrà riconfermato o meno ds.

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