Anche Casa Sollievo potrà erogare l’assistenza domiciliare integrata, la Regione Puglia apre a un nuovo modello

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Non è sfuggito agli osservatori più attenti l’annuncio fatto giovedì mattina dal direttore generale dell’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza, Gino Gumirato, in occasione della presentazione del Piano strategico dell’ospedale 2023-25 rispetto al via libera da parte della Regione Puglia che consentirà all’Ircss di San Giovanni Rotondo di erogare l’assistenza domiciliare integrata, come contributo alla sanità del territorio.

“L’obiettivo – hanno fatto sapere dalla direzione di Casa Sollievo - è quello della presa in carico globale ed integrata del cittadino, di curare i pazienti sia in ospedale che presso le proprie abitazioni, anche con l’ausilio della telemedicina”.

Al momento, dell’Adi se ne occupa la Asl Foggia, di recente il modello ha subito una riorganizzazione: fino a qualche anno fa il servizio era frammentato ma dal 2020 è stato in gran parte esternalizzato, con una gara bandita dalla Asl, vinta dalla Ati composta da Osa (coop di Roma a cui è andata la quota maggiore del servizio) e Sanità Più (realtà foggiana guidata da Luca Vigilante). I due privati in particolare eseguono prestazioni di secondo e terzo livello, quelle più complesse e relative a pazienti più gravi, fino anche ad arrivare all’assistenza agli oncologici. L’Adi di primo livello è invece rimasta di appannaggio della Asl che se ne occupa con proprio personale.

Con l’annuncio di Gumirato si apre dunque un nuovo corso: “Il nostro è un Ircss, vale a dire un istituto di ricovero e cura a carattere scientifico che ha quindi una missione scientifica molto importante, oltre alla missione ospedaliera. Quello che abbiamo chiesto alla Regione, e su cui la Regione ci ha dato grandi aperture, è di essere un ospedale che nel futuro potrà effettuare attività presso il domicilio dei cittadini in quella che è l'assistenza domiciliare integrata, che anche il Pnnr finanzia in maniera rilevante nei prossimi anni. Da parte della Regione in questo senso, come detto, c'è stata grande apertura. La nostra missione è quella di essere un grande ospedale, di essere un riferimento di eccellenza sulla ricerca scientifica e nel futuro di curare i cittadini anche nel loro ambiente quotidiano di vita. Abbiamo in mente questo non perché sia obbligatorio o perché dobbiamo tagliare i costi. La lezione del Covid qualcosa deve dirci: in pandemia abbiamo verificato sul campo che è possibile curare bene pazienti, anche gravi, presso il loro domicilio con il supporto della tecnologia della telemedicina su cui questa istituzione è in grado di dire qualcosa di rilevante e di importante. La nostra cardiologia per esempio lavora da molti anni ed è uno dei reparti più all’avanguardia in Puglia per l'utilizzo di tecnologie di telemedicina, già adesso non solo per quello che bisognerà predisporre in futuro”.

Per gli anziani non autosufficienti, il Piano nazionale di ripresa e resilienza infatti prevede alcuni investimenti e una riforma. Gli investimenti si concentrano sui servizi domiciliari, in particolare sul più diffuso, l’Adi delle Asl, a partire dal 2022 per terminare nel 2026. La spesa pubblica per l’assistenza domiciliare integrata crescerà dagli attuali 1,3 miliardi di euro annui sino a 2,9 miliardi. La riforma, invece, è quella complessiva dell’assistenza agli anziani non autosufficienti e sarà introdotta tra il 2023 e il 2024.

Insomma, la Regione Puglia si muove per adeguare il modello dell’Adi a quanto dispongono le norme nazionali e a quelli adottati nelle altre regioni.

Questa apertura a Casa Sollievo è stata vista con favore anche dagli altri operatori della sanità privata, come un segnale che anche la Regione Puglia presto cambierà approccio nei confronti dell’assistenza domiciliare integrata.

“Bene il via libera per la continuità assistenziale, soprattutto per i pazienti cronici, degenerativi e oncologici – il commento a l’Attacco degli addetti ai lavori -, l’apertura nei confronti di Casa Sollievo significa che anche altri soggetti potranno erogare il servizio e non più solo la Asl. A quanto ci è dato sapere presto la Regione dovrebbe pubblicare il bando a cui potranno partecipare le cooperative ed in generale tutte le realtà in possesso di specifici requisiti operanti nell’ambito della sanità. Non più appalti ma anche per l’Adi un sistema di accreditamento da parte della Regione, un po’ come accade per la gestione delle Rsa. A quel punto sarà il paziente a poter scegliere liberamente il soggetto da cui farsi erogare l’assistenza domiciliare. Un passo avanti per la Puglia che finalmente si allinea alle altre regioni d’Italia”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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