Nigri nomina il nuovo direttore del dipartimento prevenzione (e pure il suo successore, Michele Panunzio)

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Un’unica delibera, doppio incarico: è il contenuto del provvedimento assunto dalla Asl Foggia giovedì, attraverso cui il direttore generale Antonio Nigri ha disposto la nomina del nuovo direttore del dipartimento prevenzione. E, contemporaneamente, anche il suo successore. L’incarico formalmente va a Giuseppe Iannucci, attuale direttore della struttura complessa di igiene e sanità pubblica (Sisp), il quale è prossimo alla pensione, il suo ultimo giorno di servizio è fissato al 30 novembre 2023. In altre parole la sua direzione verrà espletata solo per i prossimi 4 mesi. Dal primo dicembre subentrerà Michele Panunzio, attuale direttore della struttura complessa di igiene degli alimenti e nutrizione (Sian) il cui incarico avrà durata triennale.

“Tale decisione - dichiara il direttore generale Antonio Nigri -, scaturisce da un’attenta valutazione in merito al ruolo strategico del dipartimento di prevenzione come modello ordinario di gestione operativa dell’Azienda sanitaria locale di Foggia, e, dunque, della figura del direttore del dipartimento chiamato ad assolvere a molteplici e complesse funzioni. Entrambi vantano un curriculum eccellente e si sono sempre contraddistinti per la professionalità, la competenza e il senso di abnegazione al lavoro.  La pandemia da Covid 19 ha acceso i riflettori sul ruolo determinante e fondamentale del dipartimento di prevenzione. Il lavoro svolto in merito alla sorveglianza proattiva e l’interruzione della catena di trasmissione del virus, il contact tracing, le indagini epidemiologiche, la sorveglianza sanitaria, hanno evidenziato il grande lavoro svolto. Considerato che se da un lato l’emergenza epidemiologica ha significato condizioni e carico di lavoro impegnativo, difficoltà a fronteggiare problemi complessi, da un altro lato ha messo in luce i punti di forza del dipartimento di prevenzione. La presenza di un gruppo di coordinamento coeso con il quale potersi confrontare, condividere strategie e lavorare in sinergia per il raggiungimento degli obiettivi, la possibilità di poter contare sui propri referenti direttori di struttura complessa all’interno del dipartimento, il clima collaborativo e la disponibilità al lavoro d’equipe, hanno rappresentato il punto di forza della nostra Asl”.

La necessità, asserisce Nigri, di dare continuità al lavoro svolto sino ad oggi, di continuare a garantire l’erogazione dei Lea (Livelli essenziali di assistenza) nonché l’efficacia e l’efficienza dell’azione amministrativa, hanno condotto la direzione generale a maturare la scelta dell’incarico di direttore del dipartimento di prevenzione come disposto.

Vista l’esiguità del tempo concesso a Iannucci alla guida del dipartimento tra i più importanti della Asl, si guarda già a quello che sarà il vero direttore, ovvero Panunzio, che succede a Gino Urbano.

Il potente manager è stato praticamente messo alla porta ma nonostante lo stesso abbia cercato di resistere e difendere la sua posizione, alla fine ha dovuto cedere per i limiti d’età imposti dalla legge. L’addio non è stato quindi all’insegna della serenità, come raccontato su queste colonne nei mesi scorsi eppure dalla direzione generale arrivano i ringraziamenti istituzionali del caso a Urbano “per l’impegno profuso nel corso degli anni soprattutto nel periodo pandemico, fase molto delicata e difficile, e la dedizione con cui ha svolto l’incarico”.

Quanto al prossimo direttore, Panunzio, è considerato brillante, dalla mente acuta, retto, una brava persona, come si direbbe in questi casi. Ad inizi anni ‘90 costituisce a Foggia il Tribunale per i diritti del malato, era il riferimento regionale del Movimento Federativo Democratico, che a livello nazionale aveva come presidente uno dei figli di Aldo Moro, forse una delle poche esperienze belle di democrazia dal basso in questo territorio. Nasce quindi in questa area politico culturale, legata alla sinistra. Esaurita quella stagione, con le battaglie sugli statuti comunali, sulla legge sulla trasparenza, si avvicina a Enrico Santaniello, che all'epoca era il potente assessore regionale di Forza Italia.

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