Segna un punto fermo e decisivo la lunga battaglia legale per i diritti delle persone con disabilità del Gargano. Con l’ordinanza pubblicata oggi (n. 563/2026), la Seconda Sezione del TAR Puglia di Bari ha respinto l’ennesima richiesta di sospensiva avanzata dall’ASL di Foggia, confermando la piena validità dell’ordine di pagamento di quasi 600.000 euro (oltre IVA, rivalutazione, interessi e somme successive maturande) disposto dal Commissario ad acta in favore di un centro diurno, assistito dall’Avv. Paolo Gaballo del Foro di Lecce.
Al centro della vicenda vi è il servizio di trasporto quotidiano dei pazienti gravemente disabili - provenienti da diversi comuni del Gargano collegati da complessi percorsi montani - verso un centro diurno socio-educativo del foggiano. Nonostante la legge regionale in materia stabilisca che il trasporto dei disabili verso i centri riabilitativi è un obbligo a carico delle ASL - in quanto parte integrante dei Livelli Essenziali di Assistenza e indispensabile per permettere ai pazienti privi di mezzi economici di accedere alle cure - l’ASL di Foggia è rimasta per anni inerte. Per non interrompere un pubblico servizio essenziale e non lasciare i pazienti privi delle terapie quotidiane prescritte dalla stessa Azienda Sanitaria, il centro diurno era costretto a farsi carico forzatamente del servizio, anticipandone tutti gli ingenti costi per i mezzi e il personale.
Dopo molteplici diffide rimaste inascoltate e ben nove procedimenti giudiziari tra TAR e Consiglio di Stato, i giudici amministrativi avevano già accertato in via definitiva la grave negligenza dell’ASL Foggia, al punto da disporre, già nel 2024, la trasmissione della sentenza alla Procura regionale della Corte dei Conti per valutare le responsabilità per danno erariale a carico dei vertici aziendali. Anche di fronte alle sentenze definitive di condanna, l’ASL Foggia non ha provveduto a liberare completamente il centro dall’onere del trasporto (lasciando tuttora scoperti diversi pazienti) e ha tentato di liquidare il pregresso, offrendo una tariffa irrisoria e simbolica di circa 6 euro al giorno per utente, del tutto insufficiente anche solo a coprire i costi vivi dei lunghi tragitti sul Gargano e pari a meno di un quinto dei valori di mercato applicati dalle altre ASL pugliesi.
Per superare l’ostruzionismo dell’Amministrazione è dovuto intervenire il Commissario ad acta nominato dalla Prefettura di Foggia su mandato del Tribunale. Con la determinazione n. 1 del 17 luglio 2026, il Commissario – applicando i rigorosi criteri fissati dai giudici e prendendo a riferimento la congrua tariffa di 22,72 euro al giorno per utente (già adottata in convenzioni analoghe dalla ASL di Bari) - ha condannato l’ASL Foggia a versare alla Domus 599.362,01 euro oltre IVA per il periodo fino ad aprile 2026, ordinando inoltre agli uffici finanziari dell’ASL di continuare a pagare con la medesima tariffa tutte le mensilità successive fino a quando l’Azienda non prenderà finalmente e totalmente in carico il servizio di trasporto.
L’ASL Foggia ha tentato un’ultima mossa per bloccare l’esborso, presentando un reclamo d’urgenza al TAR per sospendere l’efficacia del provvedimento del Commissario ad acta.
Questa mattina, accogliendo integralmente le tesi difensive dell’Avv. Paolo Gaballo, il TAR Puglia ha rigettato la richiesta di sospensiva dell’ASL, rilevando che l’Azienda Sanitaria stava cercando, in modo inammissibile, di rimettere in discussione criteri di calcolo ormai coperti da giudicato e che non può invocare un pregiudizio economico per sottrarsi all’esecuzione di una sentenza definitiva. L’ASL Foggia è stata inoltre condannata, ancora una volta, al pagamento delle spese processuali.
La decisione del TAR riveste particolare importanza non solo per l’elevato importo liquidato, ma anche perché traccia un solco decisivo per l’intero settore: anche gli altri centri diurni potranno ora avvalersi di tale precedente, invocando il riconoscimento del giusto costo per il servizio di trasporto e sottraendosi alla somma irrisoria di 6 euro finora pagata dall’ASL Foggia.
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