La staffetta tra Monte Sant’Angelo e Lucera per la Capitale della Cultura: tra un mese il passaggio tra città

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Nelle ultime settimane dal Comune di Lucera e soprattutto dal Sindaco Giuseppe Pitta sono arrivati diversi annunci “postdatati”, tutti riguardanti le attività e il programma da allestire e presentare in funzione del ruolo della città di Capitale regionale della cultura. Neanche alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano è stato possibile conoscere i dettagli di un cartellone di eventi che viene descritto come straordinario dai pochissimi che sono a conoscenza di ospiti e dettagli, per cui bisognerà attendere ancora. Il  6 marzo è prevista una sorta di formale passaggio di consegne con Monte Sant’Angelo che l’anno scorso ha rappresentato la Puglia in questo ambito, a sua volta finalista del contest nazionale per l’anno 2025 che sta premiando Agrigento. L’appuntamento con l’inaugurazione vera e propria, invece, è tra un mese esatto, sabato 15 marzo, quando si ritroveranno in Piazza Duomo anche i 29 Comuni dei Monti dauni che si sono uniti in questa candidatura che ha preso il via a luglio 2023, è passata dalle audizioni ministeriali di marzo dell’anno scorso ed è proseguita con il titolo regionale assegnato anche per assenza di concorrenti corregionali, cosa che quest’anno sarà più difficile da vedere, visto che alla finale nazionale del mese prossimo sono ben tre le concorrenti pugliesi sulle dieci rimaste in gara: Gallipoli, Brindisi e Alberobello che porta con sé anche Castellana Grotte, Noci e Polignano a Mare. Pitta è convinto che Lucera sarà “protagonista della scena culturale regionale, con eventi e iniziative volte alla valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale, tra monumenti, luoghi e tradizioni. Siamo orgogliosi di poter rappresentare la Puglia, Lucera e i Monti dauni in un anno così significativo. Ci  prepariamo a un anno di eventi, scoperte e valorizzazione culturale, con l’obiettivo di mettere al centro la propria storia per proiettarsi nel futuro con rinnovato slancio”.

Nell’occasione ha voluto mettere in rilievo l’importanza degli investimenti destinati al recupero e alla valorizzazione del patrimonio storico della città: “L’anno della Capitale si apre con un intervento di assoluto rilievo: i lavori di valorizzazione dell’Anfiteatro Augusteo che raggiungerà circa 3.000 posti a sedere e sarà in grado di autosostenersi. Un altro traguardo significativo è rappresentato dal finanziamento ottenuto di un milione e 350 mila euro per il restauro del Teatro Garibaldi, un’opera che lasceremo in eredità alla nostra comunità”.

Quello che non dice Pitta, invece, è che proprio il Garibaldi arriva a questo importante anno di fatto chiuso e non fruibile, né come contenitore di spettacoli né tanto meno come “monumento” da visitare, dopo oltre un anno di porte sbarrate a cause di ritardi e inerzie nella gestione delle carenze legate alla sicurezze degli spettatori da posizionare dei trenta palchetti. Da almeno una decina d’anni è andata avanti sterilmente una corrispondenza infinita tra uffici interni, Soprintendenza e ministero, finalizzata al momento solo a certificare che le barriere di protezione sono ritenute troppo basse per impedire un’eventuale caduta. 

A questa situazione si sono poi aggiunti deficit strutturali nel frattempo manifestati dal gioiello architettonico che si avvia verso i due secoli di vita, ideato da Luigi Oberty e costruito con fondi della comunità locale, così come accaduto per l’ospedale e altri importanti presidi cittadini. A ogni modo, sembra che il progetto abbia ricevuto consigli specifici da parte di Fabrizio Gifuni che ha sempre effettivamente tenuto al teatro, tanto da promuovere una rassegna invernale le cui sorti ora sono tutte da verificare.

Più o meno la stessa cosa sta comunque accadendo con l’arena di epoca romana, chiusa da un paio di settimane e presumibilmente riaperta in primavera, ma senza che siano stati portati a termini quegli interventi che promettono un ampliamento della capienza di pubblico. 

A sottolineare il valore di questo riconoscimento è stata anche l’assessore regionale alla Cultura, Viviana Matrangola, la quale è stata a Lucera la settimana scorsa anche per rendersi conto di persona di quale sia lo stato di attuazione delle attività in corso: “La cultura, insieme al turismo, è un motore di sviluppo sociale e identitario. Quello che è stato davvero messo in gioco è il capitale umano. Abbiamo recentemente costituito il coordinamento per la cura dei luoghi del sapere identitario della Puglia, includendo anche Lucera, dimostrando l’importanza di tutta la comunità, delle realtà associative e della rete che si è venuta a creare attorno a questo progetto sul posto. Lucera e i Monti dauni hanno una straordinaria opportunità di trasformazione e valorizzazione del territorio, creando anche nuove fruibilità di luoghi che da tempo sono chiusi”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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