Ateneo al voto, Valerio (direttore del Distum): “Eviterò il rischio di fratture e conflitti”

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

Il Dipartimento di Studi Umanistici può svolgere, ancora una volta in Unifg, un fondamentale ruolo di mediazione e pacificazione. Ne è convinto il direttore Sebastiano Valerio, barese classe ’68, che un po’ a sorpresa ha deciso di candidarsi quando ha compreso l’impossibilità delle larghe intese auspicate dall’ex rettore Pierpaolo Limone. L’Attacco lo ha intervistato.

Perché ci sono addirittura 8 candidati?

Credo che sia la conseguenza del fatto che non eravamo pronti a gestire subito questa fase. Ci ha sorpreso tutti quanto successo, serviva più tempo per lavorare ad una prospettiva di maggiore condivisione. Non drammatizzerei, comunque, questo effetto perché sono certo che la sintesi avverrà. E’ prevedibile che il quadro cambierà nelle prossime settimane ma per quanto mi riguarda non prima del 15 marzo. Di certo non mi ritirerò.

Da cosa è dipesa la doppia candidatura al Distum?

Bisognerebbe chiedere il perché non a me ma al mio collega, che si è candidato dopo aver manifestato la volontà di appoggiare la mia candidatura. Ad ogni modo la sua è una scelta lecita e legittima. Questa doppia candidatura non è un problema per quanto mi riguarda, la candidatura non deve essere di dipartimento perché non si tratta delle elezioni per fare il direttore del Distum. Qui ci si candida per guidare l'Ateneo e i risultati si vedranno nelle urne.

Perché ha scelto di candidarsi?

Prima di candidarmi ho verificato che non si trovassero soluzioni ampie, condivise e forti. Ho pensato che la mia esperienza potesse essere utile in questo momento e per il futuro di Unifg.

C’è chi sottolinea che dopo due rettori provenienti dal Distum sia altamente improbabile che stavolta non ci sia una sorta di turnazione.

Non mi ha preoccupato il riferimento ai due ex rettori del Distum, peraltro discontinui tra loro. Questo fatto mi dice che forse questo Dipartimento per il suo carattere, per la sua dimensione tanto composita e per la sua apertura culturale probabilmente può offrire anche un punto di mediazione come avvenuto già in passato. Detto questo, è chiaro che i rettori non si eleggono per turnazione ma per voti ottenuti.

Cosa ha condiviso dei tre anni di Limone e cosa non ha apprezzato del suo operato?

Questi tre anni di Limone sono stati di crescita, positivi per l'intera Unifg. Ora bisogna interrogarsi, però, su cosa possa significare la continuità. Può significare una continuità dinamica, è così che io la intendo. Dobbiamo evitare di pensare solo di rifare quello che si è fatto già. Bisogna mantenere l'idea di una Università che si pensa e continua a pensare a se stessa come un organismo che cresce e si sviluppa. Un Ateneo tanto cresciuto ha bisogno di consolidare la propria crescita ed irrobustire le strutture materiali e immateriali sulle quali si regge tale espansione. Non mi riferisco necessariamente al numero degli studenti. Abbiamo margini di crescita ulteriori ma sappiamo pure che il numero degli studenti che arriva dalle scuole di Capitanata decresce con gli anni. Sta arrivando il gelo della denatalità ma ciò non vuol dire che Unifg non possa trovare fattori di crescita.

Ha condiviso l’investimento sul potenziamento della dotazione edilizia? Si tentò, negli scorsi anni, tra l’altro di trovare spazi dal Comune in centro storico proprio per le esigenze del Distum.

Ero io incaricato del dialogo col Comune di Foggia, poi tutto quello che è successo al Comune col commissariamento ha impedito a quella interlocuzione di andare avanti e concretizzarsi. Sia chiaro: la carenza di spazi non è solo un problema del solo Distum ma anche di altri dipartimenti. L’ex caserma Miale contribuirà a mitigare tale problema ma coi suoi tempi. L’Ateneo ha di certo bisogno di ulteriori spazi ma tale questione non mi spaventa, va semplicemente affrontata. Peraltro, ero qui in Unifg già nel 2002 quando la situazione era ben più grave. Riusciremo a superare questa crisi di crescita.

Nelle linee programmatiche della direttrice di Giurisprudenza Curtotti c’è la proposta di accorpare l’Area psicologica a Bari, in un corso interateneo, togliendola al vostro Distum. Cosa ne pensa?

Se ne può discutere ma non la trovo funzionale allo sviluppo della città. Il corso di Psicologia è quest'anno al terzo anno e conta 400-500 immatricolati ogni volta. Dal prossimo anno accademico sarà attivata la laurea magistrale in Psicologia, la proposta di istituzione è stata approvata a dicembre scorso dal consiglio di dipartimento del Distum. Questa proposta è al momento in discussione presso il Ministero. Se domani considereremo le cose diversamente agiremo di conseguenza, sono dell’idea che i bilanci vadano fatti solo una volta completato il ciclo. Solo allora si potrà capire cosa sia opportuno fare. Quello che già oggi posso dire è che penso che, come per altri corsi, anche per questo un'autonomia della sede di Foggia sia giustificabile e opportuna.

Il territorio di Capitanata offre limitati sbocchi occupazionali. Ma quanto è calibrata sulle vere esigenze di mercato la vostra offerta formativa?

Credo che l'offerta formativa necessiti di una manutenzione pressoché continua, visto che le esigenze cambiano assai rapidamente. Basti pensare al campo medico e a ciò che è avvenuto negli ultimi tre anni con la pandemia. I dati dell’ultimo report di Almalaurea dicono che le nostre lauree riescono a portare nel mondo del lavoro più facilmente rispetto ad altri percorsi del Sud Italia. Nel complesso credo che la nostra offerta funzioni abbastanza bene e dico questo tenendo però sempre presente che va rivista e aggiornata costantemente.

Ha condiviso l’investimento sull’e-learning dell’ex rettore Limone?

Certe acquisizioni di questi anni vanno implementate e difese, a volte riviste. L'investimento sull'e-learning è una realtà ormai, siamo partiti prima di altri Atenei e ora dobbiamo gestire al meglio questo piccolo patrimonio.

Cosa farebbe se fosse eletto rettore?

Coltiverei il clima collaborativo in Unifg che c'è stato negli ultimi anni, una conquista che va difesa e mantenuta. Dobbiamo rivendicare il livello di comunità.

Non pensa che avere così tanti candidati possa scatenare la conflittualità interna del passato?

Abbiamo 8 ottimi candidati, che hanno un'altissima professionalità ed esperienza. Credo che verrà fuori un Ateneo più forte. Cercherò di evitare il rischio di fratture, credo che possa essere sventato. Abbiamo vissuto con Limone anni contrassegnati da una certa concordia e condivisione degli obiettivi. Credo che ciò si realizzi attraverso il dialogo, l'ascolto e il confronto. Ecco, io cercherei di garantire proprio questi fattori, ricordando che il concorso di tutti è sempre fondamentale.

Perché non è ancora pienamente riuscita l'integrazione di Unifg col territorio?

Questo è un problema di tante Università. Abbiamo bisogno di far dialogare Unifg sempre di più, sia sul piano culturale che su quello istituzionale. Stiamo molto lavorando con le scuole e ciò va portato avanti, dobbiamo farlo di più con le imprese di questo territorio che, come noto, rappresentano un sistema complesso in Capitanata. E poi bisogna lavorare a stretto contatto con le altre istituzioni. Sappiamo benissimo che problemi stiamo avendo a Foggia. Un fatto positivo è che sono cresciute tanto, negli ultimi anni, le convenzioni con Comuni ed enti locali. Siamo consapevoli che c'è molto da fare e che il territorio ci chiede un'attenzione particolare. Una struttura come quella universitaria corre sempre il rischio di una chiusura dentro di sé ma credo che ci siano diversi fattori interessanti. Molte amministrazioni comunali chiedono un rapporto col nostro Ateneo, un altro rapporto è quello di cui sono tramite soprattutto gli studenti e finalmente tanti giovani laureati di Unifg stanno avendo accesso all'alta formazione da noi oppure oggi sono docenti di questo Ateneo. C'è ancora tantissimo da fare ma la strada è questa.

E’ ottimista rispetto ad una imminente riduzione dei candidati e a convergenze?

Sono ottimista, per quanto fare previsioni oggi sia difficile. Puntualmente le composizioni poi avvengono. Di una cosa sono certo: sarò onorato di essere rappresentato da qualunque candidato riesca a diventare rettore e credo che ciò valga anche al contrario.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet