Un altro caso emblematico di occupazione abusiva di un alloggio popolare è quello che ha visto protagonista per tre lunghi anni la vedova di Alessandro Scrocco. E’ l’uomo, considerato vicino alla batteria Sinesi-Francavilla, che a maggio 2022 fu assassinato davanti al carcere di Foggia, una vera esecuzione documentata dalle telecamere di via delle Casermette. Il 31enne era detenuto in regime di semilibertà e stava scontando la pena di 16 anni e due mesi inflittagli per l’omicidio di Giuseppe Speranza, avvenuto nel 2010 nei pressi della Chiesa Sacro Cuore nel rione Candelaro. La famiglia di Scrocco a febbraio 2020 aveva occupato un immobile in via De Lillo, al Candelaro, introducendosi nell’appartamento dopo aver manomesso la porta di ingresso. Fu inutile l’intervento di personale di Arca Capitanata e della Polizia municipale.
Soltanto il 21 febbraio scorso l’alloggio è stato sgomberato, grazie soprattutto all’azione svolta dall’associazione antimafia Giovanni Panunzio, alla battaglia mediatica e all’intervento del presidente in prorogatio della Commissione parlamentare antimafia Nicola Morra.
La vedova Scrocco, Concetta Delli Carri, è balzata agli onori delle cronache nelle scorse settimane, però, per un’altra vicenda, che l’ha portata ai domiciliari.
E’ una delle persone arrestate su ordinanza di custodia cautelare dalla squadra mobile di Foggia e accusate, in concorso tra loro, di detenzione e porto illegale di un’arma. Si tratta di una mitraglietta calibro 7.65, movimentata su ordine del 32enne Daniele Barbaro (all’epoca dei fatti detenuto in Piemonte), sin da giovanissimo ritenuto affiliato ai Sinesi-Francavilla, con l’obiettivo - secondo l’accusa - di vendicare l’omicidio dello zio Scrocco. Lo spostamento della Skorpion sarebbe avvenuto a giugno, con la complicità della fidanzata dell’uomo, la 30enne Vincenza Onorati, e dell’amica Delli Carri. L’arma è stata poi recuperata dalla polizia, con l'arresto in flagranza di un quarto soggetto che in quel momento la custodiva.
Ad incastrare i tre indagati alcune intercettazioni telefoniche nelle quali sarebbe emerso il loro coinvolgimento nel prelevare/recuperare un’arma precedentemente nascosta.
Nei giorni scorsi gli indagati, tutti difesi dall’avvocato Rosario Marino, sono comparsi davanti alla gip Marialuisa Bencivenga ma si sono si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. La vedova Scrocco è stata posta agli arresti domiciliari presso l’abitazione di un parente, non essendo titolare di un alloggio.
Senza l’azione dell’associazione Panunzio lo sgombero dell’appartamento di via De Lillo avrebbe richiesto chissà quanto altro tempo. A novembre 2022, quando l’associazione iniziò a sollecitare la Prefettura al riguardo, a quanto pare il caso relativo alla vedova Scrocco non era nemmeno nell’elenco degli sgomberi programmati o quanto meno non tra quelli con priorità.
Il legale della donna, la quale risiedeva nell’appartamento coi due figli minori, ha poi fatto richiesta ad Arca di accesso agli atti “per verificare la sussistenza dei requisiti di priorità a supporto dell'azione, ovvero alla esecuzione dell’ordine immediato di sfratto a fronte di situazioni ben più gravi e meritevoli di impiego di risorse da parte dell’Arca”.
Una vicenda che sarà ricostruita in Tribunale il prossimo 15 giugno, nell’udienza in cui saranno ascoltati la foggiana vittima di questa occupazione abusiva (assistita dal presidente dell’associazione Panunzio) e i referenti Arca.
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