Il secondo PolisLab di Progetto Concittadino in sinergia con l’associazione Libertà Civile, a tema periferie sociali, non poteva che tenersi a Parcocittà spazio che, grazie all’operato di una rete di associazioni, è ormai diventato simbolo cittadino di riqualificazione urbana e sociale dopo essere stato vandalizzato e abbandonato al degrado per decenni. Un progetto vincente, che ha fatto assurgere l’anfiteatro nel cuore di Parco San Felice a “nuova casa” di arte e cultura per molti foggiani nonché residenti del rione in cui sorge, Candelaro, tra i più difficili del capoluogo. Rione in cui, grazie a Parcocittà e al presidio di legalità che rappresenta, gli episodi di microcriminalità, all’ordine del giorno fino a prima del 2016 intorno a quel polmone verde cittadino, sono infine diminuiti sensibilmente negli ultimi anni.
E così, proprio da qui, Antonio de Sabato (ex consigliere comunale e fondatore di Progetto Concittadino) e Alessio Lusuriello (commerciante e presidente di Libertà Civile) hanno voluto lanciare un accorato sguardo alle periferie urbane: “Luogo – dicono - in cui con più evidenza si intrecciano disuguaglianze sociali, economiche e ambientali, ma anche il luogo in cui in si verifica paradossalmente una importante ‘effervescenza sociale’ che produce significativi momenti e processi di innovazione civica”.
L’evento, partecipato da un centinaio di persone, si è incardinato sull’esperienza di Luigi De Magistris (testimonial del movimento foggiano che presenterà una lista civica alle prossime amministrative del capoluogo dauno) e della sua ex sindacatura a Napoli, durata 10 anni, per valutare le azioni intraprese in zone periferiche come Scampia e offrire una visione sulle nuove possibilità di intervento da replicare su Foggia, sui suoi bisogni, sulle sue emergenze.
Con il supporto, al contempo, di Antonio Lo Conte (referente del Dipartimento per l’integrazione scolastica dell’Asl di Capitanata, nonché coordinatore per l’inclusione sociale di Progetto Concittadino), altro relatore dell’incontro, con il suo punto di vista sulle fragilità, abbinato al patrimonio di competenze maturato sul campo. Nella prospettiva di “un cambio di rotta radicale” per il capoluogo dauno, è stato detto durante il PolisLab.
Come “radicale, alternativa e controcorrente” fu la guida del capoluogo campano a firma di De Magistris, secondo quanto egli stesso ha raccontato. “Una sindacatura – ha detto l’ex magistrato – condotta con il sostegno della forza dirompente del popolo, ‘in de vic ‘miezz a l’at’, citando Pino Daniele”. Perché “se il popolo acquisisse consapevolezza di ciò che può fare avremmo già fermato la guerra”, afferma De Magistris, prendendo in prestito, questa volta, le parole dello scrittore Erri De Luca.
Diverse, al fine di infondere fiducia ai foggiani, le buone prassi raccontate dall’ex sindaco per risollevare la periferia di Napoli dal degrado e dall’emergenza. “A Scampia, da sindaco, ho partecipato a decine di assemblee popolari: in 10 anni non meno di 100 incontri. Prima del mio insediamento – ha raccontato De Magistris - i residenti erano abituati alla politica di chi arriva in campagna elettorale, prende i voti e non torna più. La mia amministrazione, invece, avviò un discorso partecipativo per certi versi anche molto rischioso. Quando cominciammo la raccolta dell’umido porta a porta, in una città che, nel momento in cui mi insediai, era travolta da un’enorme emergenza rifiuti, causa d’interessi di politica e camorra, decisi di avviare questo percorso di raccolta differenziata proprio da Scampia. In molti, a Napoli, erano titubanti rispetto ad una simile decisione, credevano non potesse funzionare. Però, nel corso del tempo, nell’alveo delle misurazioni che la mia amministrazione effettuava in sinergia con l’azienda di igiene pubblica, a Scampia risultò svilupparsi una differenziata migliore di quella che avveniva a Posillipo, il quartiere bene della città”.
Poi De Magistris cita un'altra esperienza esemplare di buone prassi amministrative dal basso. “Il progetto di abbattimento delle Vele finanziato dal governo Gentiloni porta 3 firme: la mia di sindaco, quella del Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II di Napoli e quella del Comitato Vele. Furono gli stessi residenti e chiederci l’abbattimento di quel simbolo di ‘Gomorra’, un luogo abbandonato dall’umanità, in cui mancavano le fogne e l’erogazione dell’acqua e della luce era a corrente alternata. A Scampia – ha proseguito De Magistris – lasciammo intatta una sola Vela, e lì, dopo la sua riqualificazione, vi insediammo la nuova sede della Città Metropolitana, per rendere centro della città quella stessa periferia. In cui insediammo anche l’università e costruimmo talmente tante case popolari da non lasciare più nessuno senza un tetto”.
L’ex sindaco ha predicato la politica dell’ascolto, che funse da volano, in quel rione, pure per la nascita di tante associazioni, “a tal punto che Scampia è diventata la zona di Napoli con il maggior numero di realtà associative”, ha ricordato De Magistris.
“Associazioni che – secondo Lo Conte -, per legge, possono e devono proporsi alla pubblica amministrazione per una co-progettazione della città e dei suoi servizi. Solo così i cittadini potranno riappropriarsi di Foggia. Le periferie di questa città necessitano innanzitutto di nuovi e maggiori spazi dove i cittadini possano stabilire relazioni davvero umane. L’ascolto genera azione – ha evidenziato il coordinatore per l’inclusione sociale di Progetto Concittadino -. Così si creano le condizioni affinché i residenti possano abbellire i luoghi in cui abitano”.
L’incontro è stato arricchito anche dalla musica live di Franz Saxone, e dal mini reportage che ha visto protagonisti gli stessi de Sabato e Lusuriello attraverso le periferie di Borgo Arpinova (con le testimonianze di agricoltori isolati dal degrado in cui versano le strade di collegamento con il centro urbano) e del Quartiere Ferrovia, dove i comitati civici locali chiedono un rilancio dell’area attraverso “una defiscalizzazione per i commercianti che vogliano aprire attività” in quello che una volta era considerato il “salotto buono” di Foggia.
Infine l’annuncio di un progetto di street art quale prima azione concreta di Progetto Concittadino e Libertà Civile per riportare bellezza nelle contrade popolari lanciando al contempo messaggi permanenti di rinascita collettiva.
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