In attesa di Brindisi prima di fare sul serio. Fusco promuove la moglie poliziotta, Salatto perde la pazienza

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Le mosse dei partiti per le elezioni comunali di Foggia, attese tra ottobre e novembre, non partiranno ufficialmente prima dell’archiviazione delle amministrative di maggio. E’ quanto emerge, allo stesso modo, sia dal centrodestra che da M5S e centrosinistra, nell’esasperazione di quanti invece attendono da parecchi mesi l’inizio di un percorso chiaro, condiviso e capace di tessere qualcosa di importante nel capoluogo daunio, sia in termini di selezione di una nuova classe dirigente che quanto a capacità di ricostruire un rapporto di fiducia con la comunità dopo lo scioglimento per mafia del consiglio comunale nel 2021, gli arresti e le inchieste sulla presunta corruzione.

Tutti i partiti guardano in particolare all’esito del voto a Brindisi, il che sposta a fine maggio addirittura lo stand-by a Foggia. difatti, se nei piccoli comuni di Capitanata le urne saranno a turno unico (14 e 15 maggio), a Brindisi è previsto il ballottaggio che si svolgerebbe eventualmente il 28 e 29 maggio.

Pd e M5S foggiani, nonostante l’accordo stretto tempo fa tra Conte ed Emiliano, non paiono per nulla convinti di riuscire a stringere un’alleanza per il capoluogo daunio. “Finora non c’è stato alcun incontro col Pd e col resto del centrosinistra”, conferma a l’Attacco l’europarlamentare M5S Mario Furore, coordinatore provinciale per la Capitanata. “Attendiamo Brindisi e la conclusione di queste amministrative. Non per analizzare Brindisi, semplicemente per una questione temporale. Domenica Conte era ad Ancona, dove il M5S ha scelto di correre da solo. Il presidente si sta dando da fare per le amministrative ed è intervenuto sulle alleanze col Pd”. Furore sottolinea, non a caso, le parole usate dall’ex premier per spiegare la scelta ad Ancona: “A garanzia della nostra serietà e responsabilità, pretendiamo sempre quando si parla di alleanze che ci sia un progetto assolutamente coerente con i nostri principi e valori. Così come sottolineato dal nostro presidente e questo è importante perché ogni volta che si profila un'alleanza "si parla di laboratorio o banco di prova”, ma ci sono tante ragioni anche territoriali che influenzano le nostre scelte" e la prima ragione è di presentare un progetto coerente, solido, utile per la città”.

A Brindisi contiani e dem sono divisi, mentre il centrodestra si è ricompattato in extremis su un candidato sindaco di Forza Italia, l’ex primo cittadino socialista Pino Marchionna. “Su quel nome si era posto in contrasto il ministro Raffaele Fitto”, affermano a l’Attacco fonti interne ai meloniani foggiani. “Se Marchionna dovesse vincere e se il gruppo di Fitto a Brindisi si comporterà lealmente, il candidato di Foggia potrebbe essere indicazione di Fratelli d’Italia. In ogni caso, verosimilmente, il possibile candidato sindaco di Foggia sarà indicato e deciso a Roma”.

Questa opzione, stando a quanto trapela, è quella preferita dai parlamentari di FdI, e in primis da Annamaria Fallucchi che vorrebbe centralizzare la decisione. Una soluzione che non dispiacerebbe nemmeno al deputato Giandonato La Salandra, mentre il consigliere regionale Giannicola De Leonardis vorrebbe tenere tutto sul piano locale.

Altre fonti vicine a FdI danno invece una diversa interpretazione: “Foggia non dipende dall’esito di Brindisi. Piuttosto, è vero che Marchionna è stato il nome calato per metter fine alla spaccatura tra le due anime di FdI, ovvero Fitto e Gemmato. Una contrapposizione che a Foggia si riflette sui due parlamentari, la fittiana Fallucchi e La Salandra che invece è legato a Gemmato. E’ questa “diarchia” che spesso crea imbarazzi agli alleati Forza Italia e Lega”. Il commissario cittadino di FdI Mario Giampietro sarebbe vicino a Fallucchi e Fitto e prossimo alla candidatura come consigliere comunale, quindi destinato a esser sostituito a breve.

In un contesto così tanto in alto mare sono comprensibili i nervosismi dei potenziali candidati sindaci. Da mesi è noto come i referenti del centrodestra, prima civico e poi partitico, abbiano contattato più personalità foggiane. L’Attacco scrisse per l’appunto già parecchio tempo fa come il gruppo di Longo, Agostinacchio e altri stesse lavorando alla ipotesi di puntare sull’imprenditore Tito Salatto, oggi presidente di AIOP e nome forte della sanità privata, ma noto anche per essere stato editore e vicesindaco con Ciliberti. I beninformati oggi rivelano che Salatto sarebbe assai spazientito di fronte a tanta indecisione e incertezza.

“Passi avanti non ce ne sono, forse indietro”, ammette a l’Attacco con una battuta un big del centrodestra del capoluogo ammettendo che si è a zero quanto a costruzione della coalizione e individuazione del nome su cui scommettere per Palazzo di città. Al momento Salatto resterebbe il nome perorato dall’ex primo cittadino Agostinacchio, mentre sulla suggestione legata al geriatra Massimo Zanasi è stato fatto calare il silenzio. Qualcuno pensava che la candidatura ne avrebbe danneggiato il fratello Eliseo, tornato presidente di Confindustria Foggia. Ma altri rivelano che la recente intervista del medico, con risposte tranchant ai rumors de l’Attacco intorno al suo nome, avrebbe infastidito FI, Lega e pezzi di FdI.

Nel resto del centrodestra non si fanno nomi, anche quello dell’avvocato forzista Tonio Ciarambino è sparito per un passo indietro del diretto interessato. Tutti paiono riconoscere il diritto di FdI ad esprimere il candidato sindaco, ma chi? La Salandra da tempo è alla ricerca di un nome che possa rappresentare una novità, una figura che sia legata anche al mondo cattolico e che abbia rapporti con l’Università. Non si sa chi Fallucchi abbia in mente realmente, nonostante i colloqui avuti con l’imprenditore Marcello Salvatori. De Leonardis ha un rapporto di parentela acquisita con l’ex giudice di Corte d’appello Salvatore Russetti: suo nipote Donato De Leonardis ne ha sposato la figlia. C’è anche qualcuno che non esclude, in FdI, che si possa chiedere a Giannicola De Leonardis stesso di essere lui il candidato del centrodestra.

L’ex consigliere comunale di FdI Gino Fusco sta invece promuovendo come candidata sindaca il nome della moglie Rita Montrone, dirigente di Polizia presso la locale Questura e con un ottimo curriculum. L’opzione è stata proposta allo stesso viceministro Galeazzo Bignami, commissario provinciale dei meloniani di Capitanata, ma non pare aver fatto breccia né a Roma né tantomeno a Foggia. Chi è prontissimo da anni e non ha mai realmente smesso di intervenire quotidianamente su ogni fronte è l’ex consigliere comunale Giuseppe Mainiero, che darà ufficialmente il via alla propria, nuova campagna elettorale il 19 maggio. Lo farà con un evento pubblico organizzato da l’Attacco, il cui Mainiero sarà intervistato dal direttore Piero Paciello. Già candidato sindaco nel 2019, il commercialista ex meloniano oggi è referente della civica Resto a Foggia e vicino sia al M5S che ai civici emilianisti di Cusmai.

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