Caso Marchitelli, imbarazzo in maggioranza per l’eterna verifica e quell'affidamento diretto nel 2023

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Per quanto tutti, eletti e dipendenti comunali, abbiano a Foggia la consegna del silenzio rispetto al caso relativo a Giuseppe Marchitelli, dirigente a tempo determinato e capo di gabinetto della sindaca Marida Episcopo, dal campo largo trapela che tra i consiglieri se ne parla molto e che gli stessi eletti di maggioranza non capiscono perché l’ente non abbia ancora detto nulla di ufficiale al riguardo. Il controllo interno, affidato al segretario generale Alfredo Mignozzi, non ha dato ancora alcun esito e i più ritengono deleterio che, nel frattempo, siano trascorse già due settimane di tempo dalla notizia dell’esposto trasmesso da un noto avvocato alla Procura con la denuncia di materiale informatico ed altri oggetti acquistati dal Comune ma finiti ad uso privato. In un caso addirittura un pc comprato dall’ente, e assegnato a Marchitelli, non si troverebbe a Palazzo di città ma ad oltre 10mila km di distanza, in Arizona, ad uso della figlia trasferitasi per motivi di studio. Accuse che sarebbero partite dalla ex moglie di Marchitelli, con tanto di foto, codici e altre informazioni atte a dimostrare che quel materiale corrisponde a quanto acquistato dall’amministrazione comunale, o meglio dal settore Servizi informatici – CED, di cui il fedelissimo di Episcopo ha la competenza. Ad indagare, fuori da Palazzo di città, è la Guardia di finanza, su delega della Procura. 
Non sfuggono insomma alla stessa maggioranza l’anomalo silenzio dell’ente sulla vicenda e la mancata conclusione della promessa verifica. Chi si sente, soprattutto, a disagio è il M5S, intervenuto con un comunicato stampa e intenzionato ad approvare in consiglio comunale la mozione dell’opposizione su controlli più stringenti in tutti i casi di affidamenti diretti sotto soglia. “La trasparenza è un valore del Movimento che non possiamo disconoscere”, ribadisce ora a l’Attacco il consigliere contiano Giovanni Quarato, presidente della commissione ambiente e territorio. Un imbarazzo comprensibile alla luce della verifica di cui nessuno ha saputo niente, ad oggi. “Esatto”, commenta l’ingegnere.

In attesa di sapere, finalmente, come Mignozzi concluderà i propri controlli interni, Marchitelli continua a fare il proprio lavoro. 
Lo scorso 13 ottobre ha adottato una determina con cui si è fatto sostituire come RUP. Il 28 luglio 2023 Marchitelli, con proprio atto, aderì alla proposta tecnico-economica per la fornitura di fornitura di Servizi del Polo Strategico Nazionale, per un importo pari a 70.005,54 euro una tantum e un canone totale annuo pari a 41.210,30 euro. Era stato nominato quale RUP (responsabile unico del procedimento) proprio lui, dirigente dei Servizi Informatici dell’ente. Ora, nell’odierna determina, ha scritto che “risulta necessario nominare il dottor Salvatore Caracozzi, istruttore informatico presso il Servizio informatico – CED, RUP del Servizio Cloud per l’applicativo Smart City 3D nell’ambito della concessione per la realizzazione e gestione dell'infrastruttura informatica al servizio della pubblica amministrazione denominata Polo Strategico Nazionale all’aggiudicatario TIM spa” e che “Caracozzi, in relazione al presente incarico, dichiara l’insussistenza di qualsivoglia conflitto di interessi”. 
Un atto che appare privo di motivazione, quando invece il provvedimento di subentro deve esplicitare le ragioni oggettive che hanno reso necessario il cambio come RUP. In questa fase in cui gli affidamenti diretti sono tornati a suscitare dubbi e preoccupazione, c’è anche chi si domanda se fosse proprio necessario nel febbraio 2023, con la determina n. 218, affidare il servizio di digitalizzazione documentale all’impresa barese Organizzazione Aprile, per un importo complessivo di 164.374,26 euro, IVA compresa. Un costo che, decurtato dall’IVA, si colloca al di sotto dei 140mila euro, soglia massima per legge per gli affidamenti diretti.

Se l’ente aveva (ed ha) già gli archivisti della propria controllata AM Service srl a disposizione, che senso aveva esternalizzare il servizio? “Le delibere e determine precedenti all’anno 2009 sono presenti solo in formato cartaceo nell’archivio di Palazzo di città”, scrisse Marchitelli.
“Allo stato attuale la consultazione degli atti avviene previa richiesta protocollata e motivata al Servizio Archivio e Protocollo. Gli atti in formato digitale sono di più rapida consultazione e snelliscono le procedure dell’ente. L’archivio cartaceo del Servizio Risorse Umane è caratterizzato da un alto tasso di consultazione, per cui si rende necessaria la digitalizzazione delle cartelle dei dipendenti, a partire con priorità da quelli in servizio, per poi procedere con i fascicoli dei dipendenti cessati. E’ necessario digitalizzare l’archivio cartaceo delle delibere e determine dal 1981 al 2009, in modo tale da unificarlo con quello in formato digitale presente su Hypersic”. 
Altre novità, sul fronte degli affidamenti diretti ma di lavori pubblici, sono state promesse oggi, in conferenza stampa, dall’eletto di opposizione Giuseppe Mainiero. “C'è una differenza enorme tra parlare di legalità e praticarla. Tra proclamare la trasparenza e garantirla. Tra il perbenismo di facciata e il rispetto sostanziale delle regole. A Foggia, purtroppo, questa differenza diventa ogni giorno più evidente”, ha affermato ieri il commercialista ed ex candidato sindaco. “Quindici giorni fa mi sono occupato degli affidamenti diretti dei servizi informatici e della vicenda Marchitelli. Domani (oggi, ndr), invece, parleremo di lavori pubblici e della “premiata ditta” Fredella&Mendolicchio”, il riferimento al geometra comunale Carmine Fredella e al dirigente dei lavori pubblici Tullio Daniele Mendolicchio.

“Ho ricoperto per cinque anni il ruolo di consigliere comunale durante la prima amministrazione Landella. Ne sono stato avversario politico, qualcuno direbbe persino nemico. Ma chi mi conosce sa che non ho mai trasformato la mia attività politica in una questione personale: non l'ho fatto ieri, non lo faccio oggi e non lo farò domani. Perciò sia chiaro: nulla di personale, con nessuno. Ma quello che sta emergendo dalla documentazione relativa agli affidamenti diretti nel settore dei lavori pubblici del Comune di Foggia merita di essere raccontato pubblicamente. E vi assicuro che, a mio giudizio, va oltre ogni immaginazione. Le opacità, le coincidenze, le ricorrenze che emergono dal sistema degli affidamenti diretti di questa amministrazione pongono innanzitutto una questione politica e amministrativa. Ma non soltanto. Perché ci sono circostanze che meritano verifiche ben diverse dal semplice confronto politico. E per questo, al termine della conferenza stampa, gli organi competenti saranno formalmente investiti affinché svolgano gli accertamenti di rispettiva competenza. Non spetta a me pronunciare sentenze. Ma è mio dovere porre domande, esibire documenti e pretendere risposte. Foggia non ha bisogno di altro perbenismo. Non ha bisogno di chi predica legalità e trasparenza salvo poi considerarle un fastidio quando si tratta di verificare concretamente gli atti amministrativi. E soprattutto non ha bisogno di restaurare quelle prassi e quei comportamenti che hanno contribuito a trascinarla nel degrado in cui versa. Un degrado che non è soltanto materiale: è anche politico, amministrativo e morale. La legalità non è uno slogan elettorale, la trasparenza non è una concessione di chi governa. Sono obblighi e valgono per tutti”, ha concluso il consigliere di minoranza ed ex candidato sindaco.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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